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Belluno
11 agosto | 18:28

A rischio i treni per il Cadore, il Pd di Belluno: "Inaccettabile: se questa è la legacy olimpica, siamo di fronte a un clamoroso fallimento politico e strategico”

A poche ore dall’intervento del candidato alle regionali Giovanni Manildo, che ha ribadito la necessità di una rete ferroviaria strutturata in tutto il Veneto, il PD Belluno Dolomiti commenta la notizia della possibile chiusura della tratta Ponte nelle Alpi-Calalzo, definendola inaccettabile per tutta la provincia. E al senatore Luca de Carlo chiede: “dov’era quando si preparava questo disastro annunciato?”

BELLUNO. Inaccettabile e inconcepibile: è netto il giudizio del PD Belluno Dolomiti alla notizia della possibile chiusura della tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi – Calalzo, definita “un colpo durissimo per il Cadore, per tutta la provincia e per la montagna bellunese”.

 

Proprio ieri il candidato alle elezioni regionali di centrosinistra Giovanni Manildo era a Belluno ospite della Festa dell’unità, dove ha parlato del futuro del Veneto e della provincia di Belluno: con l’occasione non è mancato un riferimento alla necessità di potenziare la rete ferroviaria veneta, con una regione giudicata come interamente priva di politiche infrastrutturali comuni e il progetto della metropolitana di superficie visto come uno dei maggiori fallimenti dell’amministrazione di Luca Zaia.

 

Tra i territori più martoriati dalla debolezza dell’infrastruttura ferroviaria c’è anche il Bellunese, dove la notizia fa tanto più scalpore oggi perché mancano pochi mesi alle Olimpiadi (qui il commento dell'eurodeputata Cristina Guarda). “È inconcepibile - scrive infatti il PD - che, dopo importanti investimenti pubblici per il rifacimento delle stazioni e delle infrastrutture, si stia ora profilando il rischio concreto della soppressione definitiva del servizio, proprio a ridosso delle Olimpiadi. Se questa dev’essere la legacy olimpica, siamo di fronte a un clamoroso fallimento politico e strategico”.

 

Il partito punta il dito contro il governo e il senatore Luca De Carlo, che hanno adottato solo misure spot senza alcuna visione di lungo periodo, e cita il caso dell’espresso Roma-Calalzo, definito “costoso, incoerente, durato il tempo di un articolo di giornale e poi frettolosamente soppresso per manifesta insensatezza”. Ora, di fronte a una tratta già rimasta chiusa diversi mesi nel 2025, il PD si rivolge al senatore (ex sindaco proprio di Calalzo) e alla vicepresidente della Provincia Silvia Calligaro, con delega alla viabilità: “Ci chiediamo dove fossero quando si preparava questo disastro annunciato. Siamo davanti a un depotenziamento sistematico, che riduce l’affidabilità del servizio, scoraggia i passeggeri e offre alibi per giustificarne la chiusura. È una strategia chiara e pericolosa, che punta alla lenta eutanasia del trasporto ferroviario in montagna. Come se non bastasse, il taglio dell’offerta commerciale ha riguardato anche il mese di agosto, proprio nel periodo di massima affluenza turistica e di maggior utilizzo della linea. Un momento in cui la presenza di numerosi cicloturisti, anche stranieri, renderebbe fondamentale un servizio efficiente e un’integrazione gomma–ferro ben organizzata, che purtroppo risulta ancora carente”.

 

Parole che arrivano anche a margine del fine settimana che precede ferragosto, caratterizzato dalle ormai inevitabili code lungo l’Alemagna, soprattutto all’uscita dell’autostrada. “Sarebbe del tutto insensato chiudere la tratta proprio ora - aggiunge il partito - che verrà realizzato il collegamento ferroviario diretto tra la stazione di Venezia Mestre e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Un’opera che renderà l’accesso al Cadore e alla provincia di Belluno ancora più agevole per i turisti e che dovrebbe semmai aumentare il valore strategico della tratta ferroviaria Ponte-Calalzo, non certo giustificarne la chiusura”.

 

“Come PD Belluno Dolomiti - prosegue - abbiamo sempre sostenuto la centralità del trasporto su rotaia, non solo per la salvaguardia della tratta esistente ma anche per il suo pieno sviluppo: fino a Cortina e attraverso la realizzazione della nuova linea Feltre–Primolano, che rappresenterebbe un collegamento ferroviario fondamentale tra Belluno e Trento, aprendo nuove prospettive per l’intera area dolomitica. È il momento di agire con urgenza: porteremo il tema nei Consigli comunali e in quello provinciale, chiedendo atti concreti e impegni istituzionali chiari”.

 

La prima richiesta sarà proprio la garanzia di un utilizzo continuativo della linea tutto l’anno, non solo in maniera stagionale. “La montagna - conclude il PD - ha bisogno di servizi pubblici stabili, accessibili ed efficienti e i trasporti rappresentano la colonna portante di qualsiasi progetto di sviluppo credibile. Non possiamo e non dobbiamo permettere la chiusura della tratta. Sarebbe un atto di abbandono istituzionale inaccettabile”.

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