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Belluno
11 agosto | 12:57

Elezioni regionali, il candidato del centrosinistra è Giovanni Manildo: ''Partita aperta: vogliamo un Veneto di tutti. Belluno? Diamo l'autonomia alla Provincia''

Ospite alla Festa dell’unità di Belluno Giovanni Manildo, candidato regionale per il centrosinistra, racconta le sue priorità e le prospettive per il Bellunese: puntare su abitare, crediti di carbonio e autonomia. “Abitare la montagna è un tema sociale ed economico. Qui c’è piena occupazione, però ci si deve sforzare verso una progettualità che trattiene i giovani e la casa è il primo passo, partendo con il trovare circa 50 milioni necessari per sistemare i 250 alloggi sfitti dell’Ater”

BELLUNO. “Per una volta siamo in anticipo noi e questo mi riempie di orgoglio. Siamo la coalizione più ampia degli ultimi anni, con la voglia di essere credibile. In tanti vogliamo un Veneto di tutti, non più di uno solo”, è Giovanni Manildo, il nuovo candidato del centrosinistra per le elezioni regionali in Veneto a parlare. Lo ha fatto dalla Festa dell'Unità sul Nevegal in un incontro informale, nel quale ha esposto la sua visione per il futuro del Veneto e del Bellunese, a partire da tre priorità: sanità, sicurezza e sviluppo economico. La convinzione è che, con Luca Zaia fuori dalla corsa alla rielezione, la partita sia aperta e la voglia di cambiamento reale. 

 

Presente anche Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, che definisce la sconfitta di cinque anni fa come la peggiore nella storia delle regioni. “Avremmo potuto fare meglio - afferma - ma con la pandemia la figura di Zaia aveva una forza straordinaria. Oggi invece non è così. Ieri il senatore Luca De Carlo affermava che non c’è fretta e che decideranno a settembre: questo dà l’idea di come trattano il Veneto, il cui futuro è talmente importante che si decide all’ultimo minuto in una cena tra Tajani, Meloni e Salvini. La storia della regione pretende invece che le scelte siano prese qui e che l’autonomia si pratichi nei fatti. Abbiamo il compito di costruire una proposta che nasce in Veneto per il Veneto: qui sta la differenza della nostra coalizione”.

 

IL VENETO: SANITA', SICUREZZA, SVILUPPO ECONOMICO

 

Quali allora le prime azioni da fare? “La prima cosa - afferma Manildo - è rimediare a uno dei maggiori errori di questa amministrazione: i conti della Pedemontana, un'opera importante ma che toglie tante risorse alla Regione. Rinegoziando il contratto con i privati possiamo risparmiare soldi da destinare alla sanità. Il Veneto deve infatti garantire la sanità pubblica universale sia chiedendo al governo che almeno il 7% del Pil vada alla spesa sanitaria sia lavorando in modo virtuoso con le risorse presenti. Le liste d’attesa e la mancanza di medici di medicina generale dimostrano che la quotidianità è diversa dalle eccellenze che ci fanno balzare tra i migliori in Italia”.

 

C’è poi la sicurezza, rivendicata come trasversale anche al centrosinistra. “Sono stanco di sentir dire che il centrosinistra è buonista. Il nostro essere coalizione - prosegue - ci permette di affrontare tutti i problemi da prospettive complementari. Sulla sicurezza abbiamo chi vuole maggiore severità, chi punta alla rigenerazione delle periferie, chi al rafforzamento della scuola: iniziamo quindi a unire i punti e avere l’umiltà di dire che un tema così serio non si affronta con gli slogan”.

 

Infine, la frammentazione del territorio. “Bisogna andare oltre l’idea finora dominante - sostiene Possamai - del ‘chi è più bravo, o più ricco nel caso della sanità, ce la fa’: mancano infatti politiche infrastrutturali, urbanistiche, turistiche e culturali comuni che tengano insieme una regione così varia. Dobbiamo allora puntare a una regione unita con infrastrutture (a partire dal potenziamento dell’alta velocità), servizi sanitari e un sociale che non dimentica chi è in difficoltà”.

 

BELLUNO: RESIDENZIALITA', AMBIENTE E AUTONOMIA

 

E proprio qui in montagna è percezione diffusa che le terre alte siano attenzionate da Venezia solo in occasione di grandi eventi. Manildo parte allora con l’apprezzare la centralità data dal Pd bellunese all’abitare. “Abitare la montagna è un tema sociale ed economico. Qui - afferma - c’è piena occupazione, però ci si deve sforzare verso una progettualità che trattiene i giovani e la casa è il primo passo, partendo con il trovare circa 50 milioni necessari per sistemare i 250 alloggi sfitti dell’Ater”.

 

Assoluta poi la contrarietà al Vanoi, “non per un pregiudizio - specifica - ma perché è una zona fragile. Il 22 agosto andremo lì per dimostrare il nostro appoggio al movimento che dice no all’opera e rimettere al centro del dibattito il tema dell'approvvigionamento idrico del territorio”. Si parla infatti (e finalmente) anche di ambiente. “La transizione ecologica - prosegue - è qualcosa di cui preoccuparci subito. Dobbiamo avere cura del patrimonio ambientale, che può diventare anche un serbatoio di sviluppo economico. Gli asset su cui il Bellunese può davvero dire la sua sono i crediti di carbonio e le concessioni energetiche, alle cui discussioni gli enti territoriali devono partecipare perché creano sistematizzazione delle risorse e trattengono valore”.

 

Infine l’autonomia. “Serve dare attuazione alla specificità del territorio - conclude Manildo - e riprendere la legge Reolon (legge regionale 25/2014, che attribuisce alla Provincia forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria) dando autonomia alla provincia per la sua peculiarità. E sfatiamo anche il tabù di quella regionale: l’autonomia non è di destra o di sinistra, ma è dimensione dell’impegno etico e pubblico e gestione oculata delle risorse. Parlarne significa che ho il mandato politico di identificare le priorità, il potere di attuarle e la responsabilità di farle”.

 

In conclusione la promessa che i candidati bellunesi saranno resi noti dopo ferragosto. Nel frattempo Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Pd del quale Manildo non manca di condividere la visione sulle problematiche nella gestione delle Olimpiadi, si dice soddisfatto della partecipazione e della possibilità per il centrosinistra di fare proposte serie per la regione. “È una grande opportunità e noi come Pd Belluno ci saremo. Da subito andremo con Manildo nella valle del Vanoi per ribadire la contrarietà alla diga e opporci a chi si dice contrario solo a parole ma non nei fatti, come Zaia. Vogliamo sfidare il centrodestra sia nelle proposte sia nelle cose da non fare, perché le prospettive che abbiamo davanti sono forti” conclude.

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