''Tra i temi anche la concorrenza sleale di Trento e Bolzano. Loro crescono e da noi c'è lo spopolamento'', ecco i 4 candidati della Lega di Belluno
Si sono presentati alla cittadinanza anche i quattro candidati bellunesi per la Lega Salvini Premier - Liga Veneta: Tatiana Conte, Silvia Cestaro, Andrea De Bernardin e Paolo Luciani, più lo stesso Luca Zaia. Sottolineando il forte legame con il territorio che contraddistingue il partito, hanno evidenziato alcuni dei temi principali che intendono portare a Venezia qualora eletti

LIMANA. Si sono presentati alla cittadinanza i quattro candidati bellunesi per la Lega Salvini Premier - Liga Veneta. “In Veneto come Lega abbiamo una certa sensibilità amministrativa nei comuni, persone che rappresentano quello che definiamo il sindacato del territorio. Quello che dobbiamo fare ora è dare continuità al percorso di Luca Zaia, che ha portato il Veneto a un livello di eccellenza riconosciuto in Italia e all'estero” esordisce il consigliere regionale uscente Giovanni Puppato.
Anzitutto i nomi. I candidati sono Tatiana Conte, commerciante di 53 anni, Silvia Cestaro, 53 anni e attualmente consigliera regionale, Andrea De Bernardin, imprenditore di 57 anni e segretario provinciale del partito, e Paolo Luciani, 29 anni e assessore al turismo del Comune di Belluno. “Con questi quattro candidati - prosegue Puppato - più il quinto che non ha bisogno di presentazioni, cioè Luca Zaia, lo scopo è continuare sulla linea del presidente più amato d’Italia. Lo faremo con Alberto Stefani, un ragazzo molto preparato che, se eletto, sarà il più giovane presidente d'Italia, cosa per noi fonte di orgoglio”.
I candidati sono tutti nel direttivo della Lega e i principali temi emersi riguardano il sociale, il turismo e l’abitabilità: vediamo allora brevemente le loro idee, in attesa di un programma scritto che, assicurano, sarà pronto a breve in accordo con tutto il centro destra. Sul sociale punta anzitutto Conte, che afferma: “Personalmente non ho un ruolo istituzionale, ma sono nel direttivo del partito da 3 anni. Inoltre mi occupo di volontariato e questo mi ha dato la spinta per mettermi in gioco. Porterò infatti avanti il tema del sociale, in particolare le esigenze di anziani e giovani, che devono andare di pari passo e non essere viste come distinte”.
Il ruolo istituzionale è invece il punto di forza per Cestaro, che ribadisce i risultati raggiunti finora: “Abbiamo cercato di dare le maggiori risposte a questo territorio parlando con enti pubblici e soggetti privati e convogliando poi tutte le esigenze negli ambiti regionali. Personalmente mi sono occupata di vari aspetti, dal bilancio degli enti locali ad agricoltura, commercio, energia e industria. Ad esempio abbiamo lavorato per portare qui una sede universitaria, per la quale siamo in attesa dell’ok del Ministero, e per incentivare un’industria competitiva e lo sviluppo delle professioni tipiche del territorio, come l’agricoltura e l’artigianato di qualità. Sul fronte turismo, invece, abbiamo lavorato con l’assessore Caner sui nuovi uffici turistici, che mettono in rete tutto il territorio bellunese, la valorizzazione delle manifestazioni locali e il supporto alle nostre pro loco e alle associazioni che si occupano di cultura e promozione. La mia idea è dunque continuare in questo progetto e continuare a dare risposte in primis ad agricoltori e associazioni turistiche”.
E sul turismo punta anche Luciani. “Mi candido - afferma - con uno slogan simpatico, ‘una montagna di idee’, perché se tanto è stato fatto negli anni di presidenza Zaia, altrettanto può esserlo con Stefani. La nostra è una lista ricca di esperienza amministrativa e al servizio dei cittadini e personalmente ho il proposito di rappresentare soprattutto la Valbelluna e la sua valenza turistica: puntiamo sulle Olimpiadi, fortemente volute dalla Lega, dalle quali partire poi per valorizzare l’intera provincia”.
Ma il turismo, come sappiamo, non basta. “Per molti anni - osserva De Bernardin - sono stato sindaco di Rocca Pietore e conosco le esigenze del territorio. Siamo una provincia fatta non solo di Olimpiadi e turismo, ma anche di spopolamento e la concorrenza sleale con Trento, Bolzano e in parte il Friuli si fa sentire. La provincia di Belluno è infatti passata dagli oltre 250 mila abitanti di 70 anni fa a meno di 200 mila oggi, mentre Trento e Bolzano crescono: è dunque questo il vero dato da analizzare e credo ci siano ottime possibilità di sviluppo. Cercherò dunque di portare a Venezia la passione per questa terra, perché ho davvero la speranza che quei dati tornino a crescere”.
Dalle domande dei presenti sono infine emersi altri spunti per i candidati, che ribadiscono la necessità di ricevere feedback dagli abitanti per portarne le esigenze in Regione - e sottolineando così anche la differenza con gli altri partiti della coalizione. “Molti ritengono la Lega uguale a Fratelli d’Italia - conclude De Bernardin - ma non è così. Noi siamo un partito piramidale, con una grande base che sale fino alla cima, mentre l’altro è meno strutturato alla base, con meno figure amministrative nei territori. La risposta alla preoccupazione che la prossima amministrazione possa non fare bene come la precedente è dunque, dopo la grande battaglia per portare a casa il candidato presidente, il voto popolare: evidenziare cioè che ogni partito ha il proprio dna e quello della Lega è l’autonomia, alla quale tutti si stanno mettendo di traverso ma che è la chiave di volta per il Bellunese”.












