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"Serve una maggiore presenza delle forze dell'ordine", Ilaria Goio con Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia punta a palazzo Thun: "L'emergenza abitativa è un tema urgente"

Dall'immigrazione ai progetti più importanti per la città e alle sfide per i prossimi anni: nove domande e nove risposte per conoscere la ricetta per la città di Trento di Ilaria Goio, candidata sindaca di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia

di Redazione

TRENTO. "A Trento serve una maggiore presenza delle forze dell'ordine nelle strade, l'attivazione di presìdi fissi nei luoghi sensibili, la realizzazione di una sala di controllo integrata con un aumento delle telecamere e l'adeguamento di quelle esistenti, la chiusura dei parchi nelle ore notturne". Quello della sicurezza è uno dei temi su cui punta la candidata sindaca del centrodestra Ilaria Goio, sostenuta da Fratelli d'Italia, Lega Salvini, Forza Italia, per un totale di 117 candidati. Sicurezza, ma non solo. Non manca infatti il tema del collegamento con il Bondone (“la funivia è sempre stata un progetto fortemente voluto dal centrodestra'') e della crisi del commercio cittadino.

 

Ecco le 9 domande con le 9 risposte.

 

Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. Ha dei timori sul proseguimento di questo intervento? Quali saranno i benefici per i cittadini?

La circonvallazione ferroviaria è un progetto di grande rilevanza, per la città e per il contesto più ampio del corridoio europeo. Ha il potenziale per trasformare Trento in una città più moderna e connessa, con benefici ambientali (riduzione del traffico pesante sull'A22 e miglioramento della qualità dell'aria, allontanamento dei treni merci quindi riduzione rumore e vibrazioni) e sociali (l'assenza della ferrovia permetterà la ricucitura del tessuto urbano con la possibilità di riqualificare le aree liberate con spazi verdi e nuove infrastrutture) di lungo respiro. Trento sarà più vivibile, intermodale e sostenibile. Sapremo vigilare sulla gestione dei lavori e sul rispetto delle norme, con particolare attenzione alla sicurezza per i cittadini.

 

La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?

L'emergenza abitativa è un tema urgente che non è stato adeguatamente affrontato dall'amministrazione uscente ma probabilmente nemmeno compreso. E' necessario un approccio nuovo: una task-force comunale, in collaborazione con Itea, Provincia e altre istituzioni competenti. Il Comune dovrà assumersi le proprie responsabilità, aumentando il numero di alloggi da mettere a disposizione della comunità, quella parte più fragile, ma anche quella parte che oggi non riesce ad accedere all'edilizia sociale e nemmeno a quella di mercato. Come? Ristrutturando direttamente gli alloggi di sua proprietà, che uniti a quelli ristrutturati di proprietà Itea, potranno dare alla cittadinanza risposte concrete. L'approccio, poi, deve essere strutturale, partendo dalle cause socioeconomiche della crisi abitativa e dovrà agire sulle cause, non solo sull'effetto. E' proprio questa la visione che è mancata.

 

Si è parlato della costruzione di un Cpr (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un'alternativa? Sempre sul tema migranti, ritiene giusta la decisione della Pat di concentrare tutta l'accoglienza nel capoluogo?

La nostra provincia ha deciso in accordo con quella di Bolzano di realizzare due strutture, che sono necessarie per intervenire affinché chi delinque, chi si è macchiato di reati gravi e non ha titolo per rimanere sul nostro territorio possa essere rimpatriato. Nei Cpr le persone sono trattenute il tempo necessario alle pratiche di espulsione e maggiori saranno i trattenuti nei Cpr meno delinquenti e clandestini ci saranno sul territorio. Dovrà esserci accordo con le amministrazioni sul territorio e dovranno essere garantiti vigilanza e controllo. L'accoglienza indiscriminata è un fallimento evidente e la redistribuzione è solo un modo per “spalmare” il problema su tutto il territorio trentino. Serve invece ordine e legalità.

 

Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini, cosa servirebbe?

I cittadini ritengono che Trento non sia più una città sicura. La tutela dell'ordine pubblico implica un controllo più attivo del territorio e il sindaco deve agire attraverso la Polizia Locale. Vogliamo garantire un ambiente sereno e protetto per tutte le famiglie, i lavoratori e le imprese del nostro territorio. Per questo serve un programma concreto: una maggiore presenza delle forze dell'ordine nelle strade, attivazione di presidi fissi nei luoghi sensibili, realizzazione di una sala di controllo integrata con aumento delle telecamere e adeguamento di quelle esistenti, chiusura di parchi nelle ore notturne, investimenti in riqualificazione urbana. Ma la sicurezza si costruisce anche nel lungo periodo, serve quindi investire in educazione, cultura, formazione.

 

Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? C'è poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?

Funivia e bacino sì. La funivia è sempre stato un progetto fortemente voluto del centrodestra. L'impianto sarà il passo concreto verso lo sviluppo che il Bondone si merita e che aspetta da anni e che lo renderà una risorsa viva per tutti. All'interno di un progetto di sviluppo, attento all'ambiente, partecipato e condiviso, la funivia creerà un legame forte tra città e montagna valorizzando entrambi: sarà un catalizzatore e moltiplicatore di risorse (riqualificazione e sviluppo degli alberghi esistenti e delle altre attività economiche, miglioramento dei servizi per la popolazione e della mobilità, nuove opportunità culturali ed educative). Permetterà di far conoscere, a trentini e non, la montagna di Trento, anche grazie alle attività turistiche connesse alla natura e allo sport. Il “laghetto artificiale” è un'opera importante che va eseguita per permettere l'innevamento in inverno, ma anche per l'estate (per risolvere eventuali problemi di siccità e per aumentare l'offerta turistica).

 

Un tema fortemente divisivo è quello dell'inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?

Il termine da usare è termovalorizzatore ed è necessario per chiudere in modo responsabile il ciclo dei rifiuti, abbattendo notevolmente i costi che oggi la Pat e quindi i cittadini e le imprese sopportano per smaltire i nostri rifiuti fuori regione. Grazie alle nuove tecnologie che sono ormai consolidate (basti vedere l'impianto di Bolzano) questa sarà una soluzione praticabile ed eticamente giusta, perché l'impianto si sostiene economicamente e permetterà di sfruttare l'energia termica nella zona industriale dove verrà realizzato, con un forte valore aggiunto anche dal punto di vista ambientale. Sarà opportuno mantenere il controllo pubblico dell'impianto per garantire una forte sensibilità verso gli investimenti in sicurezza ambientale, con una gestione manageriale comunque orientata al contenimento dei costi.

 

A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l'auto in città?

È un dato di fatto che ci sia carenza di parcheggi, molto sentita da chi vive, lavora e frequenta la città. Serve una revisione dell'attuale distribuzione degli spazi urbani, affinché ci sia un equilibrio tra ciclabili, aree verdi e parcheggi. Dobbiamo tenere conto delle esigenze di chi deve utilizzare la macchina per poter gestire l'organizzazione della propria famiglia e del proprio lavoro. In questi anni, si è investito in mobilità alternativa senza tenere conto dei bisogni dei cittadini. Via Grazioli e via Perini ne sono un perfetto esempio. La realtà non permette certo di fare una lotta indiscriminata alle automobili e questo passa anche dal costo dei parcheggi: nella pausa pranzo e nella prima ora di parcheggio prevediamo la gratuità sugli stalli blu della prima corona e mezz'ora nella seconda corona.

 

Trento ha sempre dimostrato il proprio sostegno all'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva più Europa?

Il sostegno all'Ucraina, un Paese sovrano che è stato invaso contro ogni regola internazionale, è giusto e doveroso e le politiche a tutela della sovranità e dell'indipendenza vanno mantenute. Del resto le competenze comunali sul tema Ucraina sono pressoché nulle. Possiamo manifestare la nostra solidarietà, mentre in concreto possiamo avere maggiore attenzione nei confronti dei cittadini ucraini che vivono qui e organizzare con loro aiuti di tipo umanitario per chi vive su quel martoriato territorio. Tutto il resto è competenza dello Stato e dell'Europa sui quali possiamo solo fare pressione. L'Italia sostiene con grande convinzione gli sforzi per arrivare il prima possibile ad una pace giusta e duratura che eviti altre inutili morti e devastazioni.

 

Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'ecommerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?

Come può non essere in crisi il commercio in un centro storico che semplicemente non si può raggiungere e nei cui pressi non si può parcheggiare? Negozi e botteghe sono luoghi di aggregazione, facilitano le relazioni umane e non possiamo lasciarli morire tra burocrazia ed abbandono. Le difficoltà di accesso al centro storico, dovute all'assenza di parcheggi o a parcheggi troppo costosi, a una viabilità limitata e congestionata, non permettono alle persone di frequentare la città. Per evitare la desertificazione commerciale, si deve semplicemente invertire la rotta: non si deve rimanere imbottigliati nel traffico e si deve poter parcheggiare agevolmente. La guerra alle automobili ha semplicemente fallito. Poi, fatto questo, possiamo ragionare su un arredo urbano attrattivo e che comunichi ai turisti ma anche ai residenti, chi siamo.

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