"Siamo stati decisivi, vittorie strette ma uniti raggiungiamo i risultati", Urzì dopo i ballottaggi: "Basta perdersi in questioni sterili a livello provinciale"
Il peso di Fratelli d'Italia, con formule diverse, è stato importante per le vittorie a Cles, Mori e Pergine Valsugana. Alessandro Urzì: "Sono state sfide complicate, tuttavia è la dimostrazione che i risultati si raggiungono se tutte le anime territoriali restano della coalizione restano compatte". E su Bolzano: "Siamo un partito di responsabilità, questo è stato capito anche da alcune componenti dell'Svp"

TRENTO. Una vittoria storica a Bolzano, affermazioni a Cles, Mori e Pergine Valsugana. Molto è attribuibile a Fratelli d'Italia. Le scelte sono state variabili in base alle decisioni territoriali tra compattezza della coalizione, apparentamento e semplice appoggio.
"Il nostro contributo è stato decisivo", dice il deputato Alessandro Urzì, coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni. "Un riconoscimento importante dell'elettorato e che ci dà grande responsabilità. E' la prova che i risultati arrivano se il centrodestra è compatto e trasmette un progetto in cui crede con convinzione e trasparenza".
Polemiche e corsa in solitaria a Cles. Poi pace fatta, accordo di programma, posti in Giunta e apparentamento firmato tra i meloniani e il Patt: Stella Menapace è diventata sindaca e ha sconfitto Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. Nessun patto a Mori ma Paola Depretto e Fratelli d'Italia ha garantito l'appoggio a Nicola Mazzucchi: 15 voti in più e Stefano Barozzi non ha potuto festeggiare il terzo mandato (Qui articolo).
"Sono state affermazioni di stretta misura e questo evidenzia ancora di più il peso del partito", prosegue Urzì. "A Cles c'è stata l'intelligenza di stringere un apparentamento. Una decisione che garantisce continuità amministrativa ma con un contributo importante di Fratelli d'Italia nel governo. Una unione d'intenti pragmatica e concreta a beneficio della comunità. A Mori invece siamo stati leali, non c'è un accordo ma verrà riconosciuto il contributo".
Ancora diversa la situazione a Pergine Valsugana. L'unità ha pagato dividendi nella vittoria di Marco Morelli. Un margine risicatissimo che sposta il municipio a destra. "Gli schemi sono stati confermati rispetto al primo turno e così è arrivato un cambio di colore politico. Sono state sfide complicate, tuttavia è la dimostrazione che i risultati si raggiungono se tutte le anime territoriali restano della coalizione restano compatte".
Troppo difficile invece recuperare a Riva del Garda e mantenere le redini del municipio. A Bolzano la svolta con la vittoria di Claudio Corrarati, ben 7 gli esponenti in quota FdI. "E il dato è che abbiamo convinto al ballottaggio anche alcune componenti dell'Svp. C'è stata la capacità di comprendere che Fratelli d'Italia dimostra lealtà e rispetto degli impegni presi, come dimostra anche la trattativa per la modifica dello Statuto d'Autonomia: siamo un partito di responsabilità".
In generale non sono mancate fibrillazioni e tensioni tra gli alleati con tanti distinguo, litigi, corse separate e riappacificazioni. A questo punto c'è qualche rimpianto per la gestione delle partite elettorali a Trento (e l'anno scorso a Rovereto).
"Certo, la sommatoria dei voti non avrebbe portato alla vittoria ma la gestione è stata incredibile e ha inciso tanto. I partiti nazionali hanno raggiunto un buon consenso e forse si sarebbe potuto contendere in modo diverso il municipio se ci fosse stata maggior chiarezza nel messaggio del progetto, un'unità anche con le forze autonomistiche che hanno preso altre strade e un approccio più concreto. La condivisione della forza e delle idee avrebbe sicuramente prodotto una competizione più equilibrata".
Insomma, per Fratelli d'Italia è tempo di compattarsi definitivamente. "Anche a livello provinciale non dobbiamo perderci in questioni sterili, anzi dobbiamo mantenere il senso di squadra: il centrodestra vince", conclude Urzì.












