Contenuto sponsorizzato
| 19 marzo | 13:12

Bologna ritorna "città 30" dopo lo stop del Tar. Esultano Fondazione Michele Scarponi e dei familiari vittime della strada: "Si salvano vite umane"

La città di Bologna ha lavorato a un piano particolareggiato per riproporre le zone 30. Fondazione Michele Scarponi e associazione dei familiari vittime della strada: "Una decisione coraggiosa e speriamo che questo modello venga replicato in altre città"

BOLOGNA. La città di Bologna non molla e rilancia sulle zone 30. Il Comune, infatti, non si è fermato dopo il semaforo rosso del Tar e ha rivalutato alcune aree per poi approvare un piano particolareggiato, come da indicazione dei giudici amministrativi.

 

A inizio anno il Tar dell'Emilia Romagna aveva bocciato la "città 30", i giudici amministrativi non hanno valutato l'efficacia quanto la legittimità (Qui articolo). Una misura che era stata ritenuta sproporzionata perché non abbastanza particolareggiata. La contestazione dei giudici amministrativi per Bologna riguarda il limite di velocità applicato in modo generalizzato a tutte le strade non a scorrimento alto e non la disposizione strada per strada. Nell'estate del 2023 c'è stata l'introduzione, piuttosto netta, del limite dei 30 km/h nel 70% delle strade, sono rimaste escluse quelle a percorribilità elevata (Qui articolo).

 

Il Comune di Bologna ha così lavorato a un piano particolareggiato per riattivare i limiti di velocità in 47 zone. Le delibere entrano in vigore con il prossimo 20 aprile.

 

Tra i sostenitori dei provvedimenti a Bologna la Fondazione Michele Scarponi e l'Associazione italiana dei familiari di vittime sulla strada, impegnate ogni giorno per la sicurezza stradale in Italia.

 

"Esprimiamo soddisfazione per la decisione coraggiosa del sindaco e dell'amministrazione comunale di Bologna di ripristinare la Città 30 in modo completo e in tempi rapidi, dopo i rilievi formali del Tar", commentano Fondazione Michele Scarponi e l'Associazione italiana dei familiari di vittime sulla strada. "Ricordiamo che negli ultimi due anni siamo intervenuti volontariamente in tutti i gradi di giudizio, al Tar e al Consiglio di Stato, per sostenere che la velocità di 30 km/h è essenziale per proteggere la vita umana sulle strade cittadine e per evitare nuovo dolore a famiglie e comunità. Ora auspichiamo che questo modello possa essere replicato da sempre più città, visto che ha dimostrato di funzionare salvando vite e di poter essere applicato anche in modo esteso nel rispetto della legge".

 

La richiesta è anche di più controlli dei vigili, con telelaser e infovelox. Oltre un ricorso maggiore alla tecnologia con l'obbligo di sensori contro gli angoli ciechi sui mezzi pesanti per salvare pedoni e ciclisti.
 

"Ci raccomandiamo che a Bologna il progetto venga portato avanti con maggiori controlli della polizia locale e interventi stradali di rallentamento della velocità, per riportare i dati allo stesso livello positivo del primo anno: non dimentichiamo mai che dietro un punto percentuale in più o in meno ci sono persone, vite tolte o distrutte, la sofferenza dei loro familiari", concludono Fondazione Michele Scarponi e associazione italiana familiari e vittime della strada.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 giugno | 20:42
Una scelta forte, ma assolutamente condivisibile quella operata dal Gruppo Alpini di Sabbionara, che gestisce il bivacco Vignolet, sul Monte Baldo. [...]
Cronaca
| 15 giugno | 20:02
Dallo snellimento delle procedure per i sussidi temporanei al lavoro di rete obbligatorio tra pubblico e cooperative per evitare il sovraccarico di [...]
Cronaca
| 15 giugno | 19:14
Il locale "Posta" riapre i battenti in centro storico a Trento, la nuova avventura del locale di via Roccabruna è firmata da Marco Parolin e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato