"Ci sono criticità ma i tempi di attesa in calo nel sistema sanitario", la Provincia: "C'è stato un netto aumento delle richieste: +11% che rappresenta una grande sfida"
Nel 2025 per la Provincia di Bolzano i tempi di attesa nel servizio sanitario altoatesino sono mediamente diminuiti. In alcuni ambiti più critici sono in corso misure di miglioramento. L'assessore Hubert Messner: "La direzione è giusta"

BOLZANO. Nel 2025 i tempi di attesa all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige sono mediamente diminuiti rispetto all’anno precedente. Un trend che si registra in tutte le classi di priorità (prioritaria, differibile e programmata). A dirlo Hubert Messner, l’assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e alla Salute, in riferimento all'intervento dell'associazione Robin.
Negli scorsi giorni, infatti, l'associazione Robin aveva parlato di una dilatazione dei tempi di attesa. Il dato più pesante per una colonscopia: un anno. Poi 311 giorni per un Ecodoppler, 291 per un’ecografia tiroidea e 268 per una mammografia. Per le visite specialistiche invece 213 giorni per dermatologia, 194 per urologia e 122 per gastroenterologia. Una situazione definita critica.
Da qui l'intervento della Provincia di Bolzano. "La riduzione dei tempi di attesa è una priorità centrale su cui lavoriamo con determinazione fin dall’inizio della legislatura e che continueremo a perseguire con grande impegno”, spiega Messner. "Non osserviamo alcuna tendenza negativa, ma al contrario una svolta positiva nei tempi di attesa. Le statistiche dell’Azienda sanitaria mostrano che nel 2025 siamo già riusciti a offrire un numero significativamente maggiore di appuntamenti per prime visite entro i termini previsti e questo nonostante la domanda di appuntamenti continui ad aumentare”.
Le statistiche sui tempi di attesa nell’Azienda Sanitaria mostrano che nel 2025 gli appuntamenti per visite prioritarie sono stati offerti mediamente entro 8,5 giorni, mentre nel 2024 la media era ancora di 9,8 giorni. Per questa classe di priorità è prevista l’esecuzione della visita entro 10 giorni.
Anche per le prime visite differibili e programmate, spiega la Provincia di Bolzano, è stato possibile offrire un appuntamento in tempi sensibilmente più brevi: per le visite differibili il tempo medio è sceso da 34 a 29 giorni, mentre per le visite programmate da 52,7 a 45,9 giorni.
“E questo nonostante, nello stesso periodo, abbiamo registrato un netto aumento delle richieste. Nel 2025 abbiamo contato 583.000 richieste di appuntamento per prime visite al Centro unico di prenotazione, un +11% rispetto all’anno precedente", prosegue Messner. "Un aumento così significativo delle richieste rappresenta una grande sfida. Il fatto che siamo riusciti contemporaneamente a ridurre in modo sensibile i tempi medi di attesa in tutti gli ambiti è un grande successo e desidero ringraziare tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori che lavorano con straordinario impegno per raggiungere questo obiettivo”.
Per ridurre i tempi di attesa sono stati nominati responsabili dedicati e sono state istituite due task force che analizzano costantemente la situazione, elaborano misure e ne curano l’attuazione. I tempi di attesa vengono monitorati mensilmente e il tempo medio effettivo di attesa viene pubblicato anche sul sito internet dell’Azienda sanitaria.
L’assessore Messner precisa tuttavia che il miglioramento medio dei tempi di attesa non significa che non ci siano più ambiti critici: “Siamo pienamente consapevoli che in alcuni settori i tempi di attesa sono ancora troppo lunghi. Monitoriamo questi ambiti con grande attenzione e abbiamo avviato misure specifiche per le rispettive discipline specialistiche, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente anche questi tempi”.
Nel 2025, in media, l’84% delle prime visite prioritarie in Alto Adige è stato offerto entro i 10 giorni previsti mentre nel 2024 questa quota era ancora del 78%. Anche per le prime visite differibili l’indice è aumentato sensibilmente, passando dal 74% all’83%, mentre per le prime visite programmate è salito dall’83% all’89%. “L’obiettivo è raggiungere almeno il 90% in tutti i gruppi di priorità, ma possiamo già constatare che la direzione è quella giusta”, conclude Messner.












