Gli usi civici restano di gestione pubblica, niente Asuc. Vince il "No" al referendum: "Disinnescato il tentativo di spallata politica"
Un referendum che ha infiammato le ultime settimane sull'Altipiano. La vittoria del "No" lascia la gestione degli usi civici in mano pubblica. Il sindaco di Folgaria, Michael Rech: "E' la via più responsabile e la miglior garanzia per il futuro. Vogliamo sviluppare la visione più opportuna per salvaguardare un patrimonio che è caratteristica del territorio"

FOLGARIA. Vince il "No" e i beni di uso civico restano di gestione dell'amministrazione pubblica sull'Alpe Cimbra. Luce rossa quindi all'eventuale istituzione di una nuova Asuc territoriale.
Un referendum che ha infiammato le ultime settimane sull'Altipiano con un'accesa campagna tra il Comitato promotore del "Sì" da un lato, gli amministratori comunali e la Magnifica comunità schierate per il "No" dall'altro lato.
Sono stati domenica 1 febbraio complessivamente 1.453 i cittadini a esprimersi a fronte di 2.787 aventi diritto per un dato finale del 52% dell'affluenza. La vittoria è andata al "No" per 820 voti mentre il "Sì" si è fermato a 615 preferenze.
Gli usi civici restano così in mano pubblica. "E' un ottimo risultato", commenta Michael Rech, sindaco di Folgaria. "Il dato dell'affluenza è molto positivo, un bell'esercizio di democrazia, delle istituzioni e della partecipazione civica. Un grazie ai cittadini che hanno resto questo procedimento più che legittimo. Una vittoria non scontata per il tema e per il meccanismo. Non è stato facile perché da più di un anno il Comitato ha lavorato per il 'Sì' ma sono molto soddisfatto: sono stato tra i sostenitori del fronte del 'No' perché conosco le dinamiche delle gestioni separate e perché non condivido questa formula in particolare per Folgaria".
Il primo cittadino di Folgaria si appoggia alla sua esperienza politica e amministrativa. Dal 2009 consigliere comunale, dal 2010 al 2015 presidente della Comunità di valle, dal 2013 al 2016 amministratore delegato e dal 2016 al 2019 presidente e amministratore delegato dell’Azienda per il turismo. Dal 2019 a oggi sindaco con un rinnovo per il secondo mandato senza liste avversarie ma non senza polemiche in quanto diversi esponenti dell'allora minoranza hanno invitato a disertare le urne oppure a annullare la scheda come voto di protesta.
"Un risultato significativo e inoltre è stato disinnescato un tentativo di spallata politica visti gli sforzi e l'appoggio al 'Sì' di consiglieri provinciali, di ex amministratori, di ex esponenti della minoranza e di appartenenti alle stagioni politiche del passato", evidenzia Rech. "Abbiamo contestato infatti i casacchisti, cioè quelle persone che hanno ricoperto ruoli di responsabilità in comune e che hanno disconosciuto o dimenticato in questa iniziativa".
Resta tutto invariato. "Sono contento dell'affluenza e del risultato in quanto mantenere la gestione degli usi civici è la via più responsabile e la miglior garanzia per il futuro. Assicuriamo che faremo tesoro di questa iniziativa e delle istanze dei rappresentanti autentici e realmente interessati del Comitato. Sono anni che ci interroghiamo sul migliorare la gestione dei beni rurali, dei boschi e della malghe sul territorio in questa fase di crisi climatica, Vaia e bostrico. Vogliamo sviluppare la visione più opportuna per salvaguardare un patrimonio che è caratteristica del territorio. Fortunatamente ha vinto il 'No' e lavoriamo con responsabilità e serietà per valorizzare questi temi che sono centrali nell'agenda", conclude Rech.












