Contenuto sponsorizzato
Trento
04 febbraio | 13:28

Insieme per un partito unico di estrema destra? CasaPound chiude le porte a Vannacci: "No a Futuro Nazionale, puntiamo alla remigrazione"

"Come ribadito in più occasioni - recita la nota ufficiale di CasaPound -, e nonostante alcune ricostruzioni mediatiche continuino a suggerire il contrario, CasaPound non è interessata alla dinamiche interne del centrodestra e non farà parte del nuovo partito Futuro Nazionale. Non esiste pertanto alcun accordo, ne é prevista alcuna nostra partecipazione a percorsi politici differenti da quello tracciato insieme agli altri movimenti fondatori del comitato"

TRENTO. CasaPound chiude totalmente le porte al generale Vannacci che ieri, martedì 3 febbraio, ha lasciato ufficialmente la Lega e annunciato la nascita del suo nuovo movimento "Futuro Nazionale".

 

L'addio al Carroccio si è consumato a meno di due anni dall'elezione al Parlamento Europeo, quando raccolse 555.980 preferenze e dopo aver giurato fedeltà a Matteo Salvini e al partito dal palco di Pontida in occasione del congresso annuale.

 

"Mi accusano di usare la Lega come un taxi, come un pulmino. Mi dicono "eh, ora Vannacci se ne va". E, invece, eccomi qui con voi. Perché io credo nell'onore e nella parola data. Ancora ci credo e andremo avanti tutti insieme" disse il generale, arringando la folla e toccando altri temi "caldi" del momento.

 

Meno di cinque mesi dopo la standing ovation ricevuta in terra bergamasca, l'europarlamentare di La Spezia - nominato subito "vice" segretario leghista, quasi per "acclamazione", a discapito di tanti altri storici militanti del partito - ha, invece, deciso che alle prossime politiche correrà da solo e sta già raccogliendo adesioni tra consiglieri provinciali, consiglieri regionali e anche parlamentari.

 

Un primo sondaggio, effettuato da YouTrend subito dopo l'annuncio della nascita del nuovo movimento, lo proietta già oltre il 4%, con voti "pescati" sia tra le fila di Fratelli d'Italia che tra i leghisti.

 

E l'ipotesi che "Futuro Nazionale" (se il partito - effettivamente - si chiamerà così, visto il nome è già stato depositato nel 2011 dall'ex consigliere abruzzese Riccardo Mercante, deceduto nel 2020 e il marchio è stato ereditato dalla compagnia e dai figli) possa allearsi con CasaPound per quella che in tanti hanno definito la "cosa nera" di estrema destra?

Niente da fare, perché CasaPound ha deciso di stroncare sul nascere ogni discorso: non ci interessano le dinamiche di centro destra e non faremo parte di Futuro Nazionale è, in sintesi, il pensiero del movimento guidato da Gianluca Iannone.

 

"Come ribadito in più occasioni - recita la nota ufficiale di CasaPound -, e nonostante alcune ricostruzioni mediatiche continuino a suggerire il contrario, CasaPound non è interessata alla dinamiche interne del centrodestra e non farà parte del nuovo partito Futuro Nazionale. A partire dal mese di settembre siamo impegnati, insieme ad altri movimento politici e realtà associative, nel sostegno a una proposta di legge sulla remigrazione, promossa attraverso un apposito comitato di cui facciamo parte. In pochi giorni tale iniziativa ha raccolto centomila sottoscrizioni: un risultato di straordinaria rilevanza, che testimonia in modo inequivocabile l'esistenza di una volontà popolare diffusa attorno a una tematica che auspichiamo venga presto finalmente affrontata con la dovuta serietà dall'esecutivo. Riteniamo che la proposta di legge sulla remigrazione debba rientrare nel dibattito politico come tema reale, allo stesso modo del referendum sulla quale ci siamo già espressi dando indicazione di voto ovviamente favorevole".

 

Il concetto viene poi ribadito: non ci sono accordi e l'unica strada che il movimento intende percorrere è quella "già chiaramente delineata e del tutto estranea a dinamiche che vedono protagonisti altri soggetti".

 

"Non esiste pertanto alcun accordo, ne é prevista alcuna nostra partecipazione - così si conclude la nota - a percorsi politici differenti da quello tracciato insieme agli altri movimenti fondatori del comitato. Un percorso che sta incontrando un consenso ampio e crescente all'interno di una parte significativa di italiani. Dare rappresentanza a questa istanza, attraverso una visione che intende ribaltare il concetto stesso di politica, restituendole una dimensione autenticamente popolare e radicata dal basso, costituisce il nostro unico obiettivo. Chiunque scelga realmente di muoversi in questa direzione, perseguendo con coerenza il fine di risollevare la Nazione, troverà aperte le porte di una strada già chiaramente delineata e del tutto estranea a dinamiche che vedono protagonisti altri soggetti".

 

D'altronde i rapporti tra CasaPound e il generale Vannacci non sono mai stati distesi. Come a settembre, quando il generale si scagliò contro "tutte le occupazioni abusive, che non hanno un tenore diverso a seconda di chi le effettua", compresa, dunque, anche quella del palazzo di via Napoleone III a Roma: seguirono striscioni in tutta Italia recanti due semplici parole: "Vannacci taci".

 

A corredo il movimento neofascista emise una nota ufficiale, in cui l'allora esponente leghista veniva bollato come "una qualsiasi Boldrini": "Rammarica constatare che Vannacci abbia scelto di rispondere come una qualsiasi Boldrini, senza avere il coraggio di evidenziare le differenze sostanziali tra CasaPound e i centri sociali, né di denunciare le connivenze che questi ultimi intrattengono da sempre con le istituzioni. Sarebbe bastato ricordare il bluff dello sgombero del Leoncavallo, che verrà presto "regolarizzato" con un bando fittizio e un affitto irrisorio per l'affidamento di una nuova sede addirittura per novant’anni. Esiste una differenza netta tra legalità e giustizia e noi saremo sempre dalla parte della seconda".

 

E, sempre nel medesimo comunicato, il generale - che da sempre utilizza diverse simbologie proprie del panorama neofascista (vedi le citazioni della X della Decima Mas di Junio Valerio Borghese e il ciondolo con l'ascia bipenne, che sembrerebbe richiamare Ordine Nuovo), veniva attaccato in maniera estremamente dura: "Vannacci, come chiunque altro, è libero di pensarla come vuole: ma smetta di strizzare l'occhio a un certo mondo, smetta di appropriarsi di slogan che non gli appartengono, smetta soprattutto di richiamarsi con leggerezza alla X della Decima Mas. Perché quegli uomini non sono caduti per l'ordine evocato dall'europarlamentare, bensì per il suo esatto contrario".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 aprile | 13:15
I dati di Radar Swg: un italiano su cinque ha già la "valigia pronta" e per oltre la metà degli intervistati il conflitto sta avendo un peso [...]
Cronaca
| 21 aprile | 13:02
Una distrazione, frutto probabilmente della stanchezza dopo una giornata di lavoro, che poteva costare carissima, in tutti i sensi, ad un [...]
altra montagna
| 21 aprile | 12:00
Il ritiro dei ghiacciai alpini sta aprendo nuovi scenari per la comprensione della storia (più o meno recente) e dell'ecologia. Quello che per [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato