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Bolzano
06 febbraio | 16:13

"La nostra lingua è il dialetto tedesco”, il consigliere altoatesino sfida l'Aula (che a fatica lo capisce dato il linguaggio VIDEO). Bianchi: ''Io allora parlerò in veneto''

Polemica in consiglio provinciale dopo le parole del membro del partito secessionista altoatesino

BOLZANO. “Avete mai sentito dei consiglieri provinciali parlare dialetto stretto in Sicilia? No, perché non si fa. Chiedo rispetto per le istituzioni”.

 

Così l'assessore Christian Bianchi interviene in Consiglio Provinciale. Le sue parole? Sono la risposta alle affermazioni del consigliere provinciale della Süd-Tiroler Freiheit Hannes Rabensteiner che ieri, nel corso di un suo intervento in Consiglio sul tema della scuola, sottolineava che “la nostra lingua è il dialetto tedesco”. Un intervento tutt'altro che incisivo proprio perché non comprensibile a molti consiglieri. D'altronde la prima regola di chi comunica è quella di farlo nel modo più chiaro possibile, se si ha l'ambizione di essere ascoltati e addirittura compresi. Se, al contrario, lo scopo è ingannare il tempo e ''rubarlo'' agli altri presenti allora ben vengano certe esternazioni. 

 

Il dialetto cui ha fatto riferimento il consigliere Rabensteiner è uno dei tanti che si possono trovare in Provincia di Bolzano, spesso incomprensibili per chi ha studiato l'"hochdeutsch", il tedesco "standard". Dialetti che cambiano addirittura da zona a zona dello stesso Alto Adige. Per dare un contesto a chi legge e non conosce la realtà provinciale altoatesina: è come se un bresciano e un siciliano cercassero di capirsi e di portare avanti le loro istanze scegliendo di parlare solo i rispettivi dialetti stretti e non l'italiano che certo li accomunerebbe. Impresa impossibile. O quasi. 

Quel che è certo è che non a tutti i consiglieri è parso il massimo restare seduti in aula e invece che lavorare per la comunità doversi sorbire una filippica per molti incomprensibile. Tra questi l'ex sindaco di Laives che non le ha mandate a dire quando è stato il suo turno.

“Sentire una frase simile da parte di un rappresentante delle istituzioni, in un contesto istituzionale è gravissimo – commenta allora l'assessore Provinciale Christian Bianchi – ci vedo della sfacciataggine da parte del consigliere Rabensteiner”.

Sempre per un contesto. Il consigliere provinciale Rabensteiner fa parte della Süd-Tiroler Freiheit. Il partito di Eva Klotz, per fare una sintesi estrema. Quel partito che Wikipedia descrive come “alleanza liberale-patriottica che reclama il diritto all'autodeterminazione per il Popolo Sudtirolese»: si prefigge pertanto il conseguimento dell'indipendenza dell'Alto Adige dall'Italia con successiva riannessione allo Stato Federato del Tirolo, "sanando" così la cessione effettuata dall'impero austro-ungarico alla fine della prima guerra mondiale”.

Insomma, il consigliere Rabensteiner, che dichiara che la sua lingua è il dialetto, è uno di quelli che vuole la secessione dall'Italia.

“All'interno del Consiglio Provinciale – sostiene ancora Bianchi nel suo intervento e anche raggiunto telefonicamente nelle ore successive - come in tutte le istituzioni, come in tutti i luoghi dove ci si incontra, quella che dovrebbe essere usata dovrebbe essere la lingua, non il dialetto. Io non sento mai nei Consigli Provinciali o nei Consigli Regionali di Napoli, della Sicilia, della Sardegna, del Veneto i consiglieri o assessori provinciali o regionali fare degli interventi in calabrese stretto, o in siciliano stretto, o in veneziano stretto”.

 

“Inoltre, in Alto Adige continuano a sollecitare il fatto che gli italiani imparino la seconda lingua, com'è giusto che sia - aggiunge Bianchi - Io posso fare tutti i corsi che voglio, però il dialetto come faccio a impararlo e a venire in consiglio e a riuscire a conoscere tutti i dialetti della terra altoatesina? Impossibile”.

 

“Dovrebbe essere obbligatorio utilizzare la lingua tedesca, come io mi impegno a usare una lingua italiana. Altrimenti la prossima volta mi metterò a fare degli interventi in veneto stretto e poi vediamo come la mettiamo”, conclude Bianchi.

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