Ok ai medici in pensione di nuovo in corsia ma il Partito Democratico attacca il centrodestra sui "ritardi" e c'è "un indebolimento della maggioranza"
L'approvazione ha riguardato il disegno di legge 72, già presentato dall'assessore alla salute Riccardo Riccardi e che vede la possibilità di richiamare in servizio medici in pensione da re-impiegare per un periodo nel sistema sanitario

TRIESTE. Il disegno di legge sul richiamo in servizio dei medici in pensione è passato con l'adesione anche delle opposizioni, data l'urgenza dettata dalle circostanze. Ma a tenere banco tra le file del Partito Democratico non è stata questa volta la consueta contrapposizione politica nei confronti della maggioranza, che può diventare particolarmente accesa se si parla, come in questo caso, di sanità, ma piuttosto un clima di rassegnazione e abbattimento legato a una misura approvata dall'assemblea ritenuta da un lato necessaria per fronteggiare l’emergenza, ma dall'altro avvilente per la situazione che si è venuta a creare, in cui il centrodestra viene visto “in ritardo”, su una situazione “già esplosa”.
Il via libera è arrivato oggi, lunedì 2 febbraio, e il riferimento è quello del disegno di legge 72, già presentato dall'assessore alla salute Riccardo Riccardi e che vede la possibilità di richiamare in servizio medici in pensione da re-impiegare per un periodo nel sistema sanitario.
In tal senso diversi consiglieri del Partito Democratico hanno espresso la propria insoddisfazione, chi, come Laura Fasiolo, parlando di misura “tampone” per sopperire allo stato di “grave criticità” in cui verserebbe il sistema sanitario regionale, chi, come Francesco Martines, sottolineando l'indebolimento della maggioranza a causa delle “lotte intestine” a cui abbiamo assistito in questi giorni.
A gamba tesa è entrato anche il consigliere Roberto Cosolini che richiede “un punto sul piano oncologico” di Riccardi e quali “ricadute” potrà avere sugli ospedali, il piano che era stato il pomo della discordia delle recenti discussioni interne della Lega in regione.
Riccardi dal canto suo ha detto di “un provvedimento nato dal lavoro condiviso con il governo” e a difesa del disegno di legge sono subentrati, tra gli altri, anche Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, consiglieri regionali di Forza Italia, che hanno affermato: “Oggi l'Aula ha approvato un intervento urgente, necessario e concreto. Il provvedimento affronta una criticità nazionale, cioè la carenza dei medici di medicina generale. L'obiettivo è chiaro: garantire continuità assistenziale ai cittadini”.
In ogni caso la sensazione è che, anche con questo provvedimento, la criticità alla base sia grave e il botta e risposta politico tra maggioranza e opposizione su un tema così delicato e sensibile sia solamente all'inizio e destinato a caratterizzare una campagna elettorale il cui orizzonte è ormai prossimo.












