Sanità in tilt e caos sistemi digitali, come sono stati usati i fondi Pnrr e i soldi sono stati tutti presi? "Ritardi evidenti. Affidarsi ancora a consulenze esterne lascia perplessi"
Problemi, scarsa affidabilità e rallentamenti in sanità sulla parte tecnologica: la scelta di affidarsi a una consulenza esterna per le verifiche e la ventilata riorganizzazione del Dipartimento alimenta perplessità ma non è l'unica criticità. Paola Demagri (Casa Autonomia): "C'è stata la capacità di aver speso correttamente i 20 milioni del Pnrr destinati alla digitalizzazione sanitaria? Sembra che la contabilità non torni e ci sono interrogativi che non possono essere lasciati sospesi"

TRENTO. Mesi caotici in casa Asuit. La sanità trentina è stata attraversata da una serie di disservizi informatici che hanno inciso sulla continuità dei servizi essenziali, oltre a mettere a dura prova i professionisti impegnati quotidianamente in corsia e costretti a sopperire alle difficoltà tecniche. Si è accennato nelle scorse settimane a finanziamenti del Pnrr, circa 20 milioni, destinati alla trasformazione tecnologica. Per quali progetti? Sono stati già liquidati? A conti fatti quante risorse sono effettivamente intercettate? Bisogna attendere la risposta a un'interrogazione. Dopo qualche rimpallo così è stato infatti deciso dall'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (che riferisce di essere d'accordo con l'assessorato, che ci aveva indicato e dato luce verde sulla questione a interfacciarci direttamente con l'azienda) di presentare quanto richiesto in Consiglio provinciale perché alcuni quesiti sembravano troppo simili a quelli del documento di Demagri. Non si vuole anticipare i tempi.
Sistemi informatici ripetutamente in tilt, rallentamenti e problemi vari dai punti prelievi alle radiologie, dal pronto soccorso alle liste d'attesa. Inevitabili in questa cornice le conseguenze sui cittadini e sui pazienti, in parte limitate per gli "straordinari" del personale sanitario, ormai esasperato.
Criticità che forse sono più profonde di quanto si cerca far trasparire. Tra autorizzazioni alle interviste negate, conferenze stampa convocate in corsa all'ultimo e giustificazioni, gli interventi di Asuit alimentato le discussioni e le perplessità, più che calmare le acque. Nonostante le difese, in particolare quelle del presidente della Provincia, ormai da più parti si invoca un cambio di passo e un'assunzione di responsabilità.
C'è anche una mozione che chiede il commissariamento della già Azienda provinciale per i servizi sanitari, un documento firmato da Paola Demagri (Casa Autonomia): "Ogni giorno riceviamo segnalazioni di problemi e di difficoltà. Credo che il Consiglio provinciale deve assumersi una responsabilità trasversale, forte, immediata e urgente. Non è una battaglia di parte, non è propaganda ma è un patto di governo per il territorio. E' il momento di una decisione congiunta, chiara, definitiva. La sanità trentina è sempre stata il nostro fiore all’occhiello. Oggi quel simbolo è appannato" (Qui articolo).
Il caos digitale incide, ma non tutto può essere legato al rinnovamento tecnologico. "In questo contesto inoltre la narrazione secondo cui tali criticità sarebbero riconducibili esclusivamente alle prestazioni di un operatore esterno appare riduttiva e incoerente rispetto alla complessità dei problemi emersi in questi mesi", dice Demagri. "Le informazioni raccolte, le testimonianze degli operatori e l’analisi dei progetti in corso indicano con chiarezza che il nodo centrale riguarda la governance interna, la capacità di presidio organizzativo, la pianificazione e il controllo delle forniture: funzioni che competono alla dirigenza aziendale e che non possono essere delegate sistematicamente all’esterno".
Sono stati annunciati provvedimenti e sono state assicurate contromisure. Il nuovo sistema informatico è stato finanziato attraverso un progetto Pnrr che, “se da una parte ha portato in Trentino risorse economiche rilevanti”, dall’altra è "partito con vincoli stringenti di tempi, standard tecnologici e percorso di acquisto tipici del Pnrr stesso". Così il direttore generale Antonio Ferro che si era poi detto consapevole delle difficoltà create all'utenza e agli operatori.
Si è parlato anche di una riorganizzazione che si inserisce in un quadro di straordinaria complessità informatica e normativa, “questi sistemi contano infatti interconnessioni con circa 140 applicazioni che devono integrarsi oltre a dialogare con oltre 18 mila apparecchiature biomedicali i cui flussi dati dovranno confluire nel Fascicolo sanitario elettronico con l'obiettivo di aumentare enormemente il livello di complessità gestionale".
L'azienda sanitaria aveva spiegato che è imminente l'uscita di un concorso pubblico destinato “all'inserimento di figure tecniche volte a rafforzare in modo incisivo e strutturato la squadra del Dipartimento tecnologie”, così da garantire un presidio capillare nelle strutture della rete ospedaliera. Per assicurare la massima trasparenza e qualità delle procedure, sempre Ferro ha annunciato anche l'assegnazione “a un soggetto terzo e qualificato di un audit specialistico di alto livello scientifico e tecnologico per valutare le modalità di funzionamento dell’organizzazione”.
L’affido del nuovo Sio a una ditta esterna, aveva spiegato poi il direttore del Dipartimento tecnologie e trasformazione digitale Alessandro Bazziga, “nasce nel contesto di una gara nazionale Consip, gara nella quale siamo entrati con una ulteriore procedura di selezione alla ricerca del prodotto che consentisse, partendo da un nucleo base, le personalizzazioni e la copertura funzionale che garantisce oggi il Sio attuale” (Qui articolo).
Qualcosa non sembra comunque tornare. "Desta perplessità la scelta di ricorrere nuovamente a consulenze esterne, come nel caso dell’incarico annunciato al Politecnico di Milano per una ulteriore verifica", spiega Demagri. "Una decisione che, più che rassicurare, alimenta dubbi sulla reale capacità del Dipartimento tecnologie di governare i progetti strategici. Se un Dipartimento tecnico deve ricorrere a supporti esterni per affrontare problemi che rientrano pienamente nelle sue funzioni istituzionali, significa che la questione non è episodica ma strutturale, e che riguarda la qualità della leadership e l’organizzazione complessiva".
Il nuovo Sistema informativo ospedaliero, introdotto nei pronto soccorso, ha mostrato "instabilità, scarsa affidabilità e difficoltà di integrazione con i processi clinici", ancora la consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Il fatto che il sistema sia operativo solo nei pronto soccorso, mentre reparti e ambulatori continuano a utilizzare l’applicativo precedente, stabile da vent’anni, evidenzia un rallentamento significativo del percorso di implementazione. Le problematiche erano note da oltre un anno, ma non risulta essere stato predisposto un adeguato presidio organizzativo interno: risorse insufficienti, programmazione carente, test e collaudi non adeguati, scarsa integrazione con il personale sanitario. La tesi secondo cui le personalizzazioni del software sarebbero la causa dell’instabilità appare poco credibile, considerato che lo stesso prodotto funziona correttamente in altre realtà italiane. Il problema non è la tecnologia, ma la gestione del progetto".
Criticità analoghe emergono nel sistema informativo del Laboratorio analisi, che ha registrato un blocco di due giorni nel mese di gennaio e ulteriori episodi successivi. "Eventi gravissimi per un’infrastruttura essenziale. Anche in questo caso si evidenziano carenze nel presidio interno delle attività di manutenzione evolutiva, verifica tecnica e controllo delle modifiche, funzioni che dovrebbero essere garantite con continuità e competenza".
Non tutto è ancora a regime. "La Telemedicina finanziata dal Pnrr procede con ritardi evidenti e senza una chiara roadmap operativa", evidenzia Demagri. "Il nuovo Centro unico prenotazioni ha mostrato difficoltà che confermano, ancora una volta, come il problema non sia la tecnologia ma la mancanza di governo interno del progetto. Situazioni analoghe emergono nei sistemi di radiologia e oncologia, mentre il ritardo nel rinnovo dei contratti di manutenzione indebolisce ulteriormente la capacità dell’Azienda di gestire i fornitori".
Il quadro complessivo è chiaro per l'esponente di Casa Autonomia: "I problemi non derivano da un singolo operatore esterno, ma da carenze di governo, programmazione e controllo. La responsabilità della dirigenza aziendale consiste nel definire una strategia coerente, garantire un efficace governo del portafoglio progettuale, programmare le attività in modo realistico, monitorare le forniture e assicurare la continuità dei servizi essenziali. Oggi tutto questo appare indebolito".
Per queste ragioni è stata depositata una interrogazione consiliare alla quale è "necessario dare risposta urgente, soprattutto per chiarire un punto che non può essere eluso: la capacità di aver speso correttamente i 20 milioni del Pnrr destinati alla digitalizzazione sanitaria. Pare infatti che la contabilità non torni, e questo alimenta interrogativi che non possono essere lasciati sospesi. Non vogliamo dubbi di alcun genere, ma pretendiamo trasparenza totale, perché quando si parla di risorse pubbliche, di servizi essenziali e di infrastrutture critiche, ogni incertezza diventa un problema politico, amministrativo e istituzionale. Alla luce degli eventi degli ultimi mesi, è indispensabile avviare una verifica rigorosa delle responsabilità organizzative e gestionali, una verifica realmente indipendente, non affidata all’autovalutazione dell’Azienda sanitaria ma promossa dalla Provincia di Trento, eventualmente attraverso una commissione ad hoc. Solo un’analisi trasparente e imparziale potrà individuare le cause strutturali delle criticità e consentire di adottare gli interventi necessari per ripristinare pienamente l’efficienza, l’affidabilità e la sicurezza del sistema informativo sanitario provinciale", conclude Demagri.














