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Trento
20 febbraio | 06:00

Trentino Trasporti, la laurea un optional per un dirigente? Gottardi rivendica: “Scelti esperienza e titoli professionali”. Demagri: “Regole fatte su misura? Serve trasparenza"

Per l'assessore Gottardi "nella selezione del dirigente dei servizi automobilistici e funiviari si è prevista la possibilità di accedere alla selezione anche in assenza di tale titolo di studio, in considerazione della particolare rilevanza attribuita in tale occasione ai requisiti riferiti all’esperienza e ai titoli professionali posseduti". Una scelta, critica l'esponente di Casa Autonomia, che "rischia di configurarsi come una modifica ad hoc, suscettibile di incidere sulla trasparenza, sulla parità di trattamento e sulla coerenza delle procedure selettive”

TRENTO. Il Trentino, terra di montagne, laghi, olimpiadi e “requisiti flessibili”?. A quanto pare, infatti, per diventare dirigente di Trentino Trasporti non serve sempre avere una laurea. Se ne può fare a meno basta avere “esperienza" e “titoli professionali”.

 

Lo ha messo nero su bianco l'assessore provinciale Mattia Gottardi rispondendo ad una interrogazione che era stata presentata ad inizio gennaio dalla consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, che giustamente ha chiesto maggiore trasparenza. 

 

Rispetto ad altre selezioni recenti, in cui il possesso del diploma di laurea era indicato tra i requisiti di ammissione, per la selezione del dirigente dei servizi automobilistici e funiviari  è stata prevista la possibilità di accedere alla selezione anche in assenza di questo titolo.

 

“In assenza di criteri chiari e verificabili, tale scelta rischia di configurarsi come una modifica ad hoc, suscettibile di incidere sulla trasparenza, sulla parità di trattamento e sulla coerenza delle procedure selettive” ha commentato Demagri 

 

IL CASO DEL DIRIGENTE DEI “SERVIZI AUTOMOBILISTICI E FUNIVIARI
Il tema è quello del "Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari", che avevamo già trattato nelle scorse settimane , una figura di alto livello responsabile della gestione e organizzazione dei servizi su gomma (autobus) e su fune (impianti funiviari, come funivie, cabinovie). Un ruolo che dal 2024 è ricoperto da Carlo Plotegher.

È bene ricordare che il sistema di reclutamento dei dirigenti pubblici è disciplinato dal decreto legislativo 165 del 2001 e dal Dpr 272 del 2004 e 70 del 2013, nei quali si indica espressamente la necessità di una laurea.

 

Il presidente di Trentino Trasporti, Diego Salvatore aveva affermato a il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO) che “Le società con partecipazione pubblica non applicano il decreto 165 del 2001 ma bensì il decreto legislativo 175 del 2016. Questo decreto stabilisce che le società a controllo pubblico definiscono, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Salvatore aveva spiegato che “per le selezioni ad evidenza pubblica esiste un regolamento di reclutamento del personale con all'interno i principi che devono essere rispettati, che sono quelli già citati, di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Nessun accenno, quindi, all'obbligo di una laurea.

 

Nella selezione pubblicata nel febbraio del 2024 per un Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari, i requisiti minimi di ammissione erano solamente quelli di: un'esperienza maturata in ruolo apicale (quadro o dirigente) nella pianificazione e/o gestione di servizi di trasporto pubblico di persone in organizzazioni di rilevante dimensione e complessità, da almeno 10 anni dalla data di pubblicazione dell'avviso; essere in possesso di un titolo abilitativo ad assumere il  ruolo di gestore di trasporti di persone e, infine, una comprovata esperienza manageriale all’interno di strutture di significativa dimensione o complessità, con responsabilità di gestione e sviluppo delle risorse umane, tecniche, tecnologiche e finanziarie assegnate.

 

Approfondendo il tema, ci si trova davanti la legge provinciale 7 del 1997 dove si parla di personale e sistema organizzativo provinciale. All'articolo 21 comma 3 si specifica che “I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal possesso del diploma di laurea magistrale e dall'eventuale possesso di diplomi post universitari o dell'abilitazione professionale”. Inoltre, sono richiesti in alternativa: "Il possesso della qualifica di direttore"; "L'esperienza professionale almeno quinquennale maturata in qualifiche o profili per i quali è previsto il possesso del diploma di laurea presso amministrazioni pubbliche, o in qualifiche dirigenziali o di quadro, individuate nel rispetto della normativa statale in materia, presso aziende pubbliche o private".

 

La stessa legge, all'articolo 37 ter, stabilisce che “Sulla base delle direttive della Provincia gli enti strumentali della Provincia stabiliscono, con propri atti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità” e, viene riportato, “dei principi previsti dalla presente legge” che prevede come già detto, la laurea.

 

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE MATTIA GOTTARDI
La consigliera provinciale Paola Demagri aveva presentato un'interrogazione richiamando il ruolo della Provincia autonoma di Trento: “In qualità di socio pubblico, la Provincia ha il dovere di vigilare affinché le società partecipate adottino procedure improntate a pubblicità, imparzialità, trasparenza e valorizzazione delle competenze. È una questione di etica istituzionale, anche laddove il legislatore non sia ancora intervenuto o, nel peggiore dei casi, abbia lasciato spazi interpretativi”. (QUI L'ARTICOLO)

 

Quali sono i requisiti formali richiesti da Trentino Trasporti per l’accesso alle posizioni dirigenziali? 

 

“Per quanto riguarda i requisiti adottati nelle selezioni per ruoli di rango dirigenziale pubblicati negli ultimi anni, la Società ha sempre individuato – spiega l'assessore Gottardi - oltre ai requisiti minimi di ammissione previsti dalla normativa, requisiti di ammissione professionali e requisiti preferenziali calibrati sul profilo di volta in volta ricercato”. 

 

L'assessore spiega che la normativa è stata rispettata. In merito ad altre selezioni recenti, in cui il possesso del diploma di laurea era indicato tra i requisiti di ammissione, “per la selezione del dirigente dei servizi automobilistici e funiviari – viene spiegato - si è prevista la possibilità di accedere alla selezione anche in assenza di tale titolo di studio, in considerazione della particolare rilevanza attribuita in tale occasione ai requisiti riferiti all’esperienza e ai titoli professionali posseduti, e fatto riferimento alla specificità del settore aziendale strategico”.

Le attività di reclutamento del personale svolte dalla Società, precisa ancora Gottardi “ anche in relazione al personale dirigenziale, sono conformi sia alla normativa nazionale che disciplina la gestione del personale nelle società a partecipazione pubblica sia a quanto previsto dal legislatore provinciale laddove disciplina l’accesso al lavoro presso gli enti strumentali di diritto privato della Provincia” 

 

Una risposta che non soddisfa, spiega la consigliera di Casa Autonomia, l'interrogazione. “La Società afferma di aver sempre calibrato i requisiti di ammissione alle selezioni dirigenziali sulla base del profilo ricercato, integrando ai requisiti minimi di legge ulteriori criteri professionali e preferenziali. Tuttavia, nel caso specifico della selezione per il dirigente dei servizi automobilistici e funiviari – spiega - si registra una deroga significativa rispetto alle selezioni recenti: l’eliminazione del requisito della laurea, normalmente richiesto per posizioni di pari livello. In assenza di criteri chiari e verificabili, tale scelta rischia di configurarsi come una modifica ad hoc, suscettibile di incidere sulla trasparenza, sulla parità di trattamento e sulla coerenza delle procedure selettive”.

 

Ma non solo. Le risposte fornite da Trentino Trasporti alle interrogazioni, spiega ancora la consigliera, presentano spesso “un’impostazione più orientata a difendere l’operato della società che a fornire all’interrogante e quindi alla comunità una ricostruzione completa e trasparente dei fatti sollevati. Come consigliera, non mi interessano formule autocelebrative né giustificazioni generiche. Mi interessa che l’assessore, che conosce ciò che avviene all’interno della società e ne avvalla le scelte, fornisca risposte puntuali e verificabili”.

Le questioni poste, conclude “risultano tutt’altro che chiare. La comunità chiede trasparenza, coerenza ed equità. Non può essere accettata l’idea che le decisioni vengano prese senza un adeguato livello di motivazione e senza un reale confronto con i principi di buon andamento e imparzialità che devono guidare l’azione pubblica”.

 

Allora rimane una domanda, le regole valgono per tutti o solo finché non diventano scomode? Qui, è bene precisarlo, nessuno mette in dubbio che l’esperienza possa contare, e molto. Il punto è però un altro. Se ci troviamo davanti a requisiti che cambiano a seconda della persona o della situazione, il problema non è più il curriculum, ma il metodo che viene scelto di usare. E la perdita di credibilità.

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