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Assistenza agli anziani, i sindacati: “E' un tema troppo importante per svilirlo sull'altare delle beghe di partito o dei personalismi”

I sindacati intervengono dopo le divisioni interne alla maggioranza in Consiglio provinciale

Pubblicato il - 19 ottobre 2016 - 15:05

“Tutto serve tranne che la riforma dei servizi di assistenza agli anziani e il riassetto delle Apsp diventi l'espediente per regolare i conti tra le diverse anime della coalizione che guida la Provincia. È un tema troppo importante per svilirlo sull'altare delle beghe di partito o dei personalismi”.

 

Prendono la parola attraverso un comunicato unitario i sindacati trentini della Cgil, Cisl e Uil per voce dei propri segretari, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti,  in merito a quanto accaduto ieri in Consiglio provinciale con voto in dissenso dalla maggioranza di Borgonovo Re, Civico e Plotegher, su una mozione della minoranza "come segnale politico" che ha fatto “traballare” la coalizione e ha messo in moto una cascata di reazioni. Per i sindacati quello avvenuto ieri in Consiglio è stata un'occasione persa di fare proposte.

 

“Il voto di ieri – hanno spiegato i sindacalisti - giunge quando non è ancora definito il progetto complessivo della Giunta ed era auspicabile da parte di tutto il consiglio provinciale usare il dibattito per avanzare proposte piuttosto che per contarsi”.

Le organizzazioni sindacali hanno più volte ribadito che ridurre la frammentazione delle case di riposo è “decisivo per qualificare i servizi pubblici agli anziani sul territorio”, allargandone il più possibile il perimetro e offrendo nuove opportunità di assistenza alle famiglie, in un rapporto coordinato tra Provincia, istituzioni locali, Apsp e privato sociale.

“Il fulcro di questo sistema – hanno chiarito Cgil, Cisl e Uil - deve diventare il Pua Anziani come luogo di presa in carico dei bisogni di cura delle famiglie e di definizione, attraverso sistemi equitativi, delle risorse finanziarie e di servizi disponibili al nucleo per soddisfarli. Tutto questo serve a rafforzare i servizi di prossimità e la domiciliarità e quindi a potenziare il protagonismo del territorio”.

 

Per i sindacati il cambiamento è inevitabile. “Chi vuole mantenere tutto come è oggi – spiegano - fa finta di non vedere che saranno proprio i territori, e con essi le famiglie socialmente ed economicamente più fragili, a rischiare di implodere sotto la pressione dell'invecchiamento della popolazione. Il Trentino non può permettersi questa evenienza. Per questo serve la capacità di dialogare con tutti gli attori in campo, in primis con le operatrici e gli operatori che tutti i giorni operano a favore degli anziani”.

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