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Corteo per la sicurezza, 200 persone. Fugatti: "Trento latrina a cielo aperto". Un uomo denunciato, aveva una mazza con effigi fasciste

Alla manifestazione indetta dalla Lega Nord anche Claudio Cia e Giacomo Bezzi. Contestazione degli anarchici e slogan contro il sindaco di Trento. "Dobbiamo mandare via questo centrosinistra, via Andreatta, via Rossi"

Di db - 19 luglio 2017 - 20:21

TRENTO. Al corteo per la sicurezza organizzato dalla Lega Nord si sono presentati in 200 (250 per gli organizzatori e 150 per la questura, quindi si fa la media). Tra i big presenti il segretario del Carroccio Maurizio Fugatti, il leader di Agire Claudio Cia e il volto di Forza italia in Trentino Giacomo Bezzi

 

Poi tutti i consiglieri comunali della città che stanno nelle fila dell'opposizione, Moranduzzo, Merler, Coradello, Giuliani, Bridi, Festini Brosa. Tutti in prima fila, nelle ultime l'ex consigliere provinciale Alessandro Savoi. Tanta gente, soprattutto iscritti e simpatizzanti dei partiti di centrodestra.

 

Il concentramento in piazza Leonardo Da Vinci è partito un po' male. Un uomo si è presentato con una mazza, il manico del piccone con intarsiate le effigi di Mussolini e lo stemma dell'Opera Nazionale Balilla. "E' un simbolo - ha detto spavaldo ai giornalisti - serve per la disciplina, si usava questo quando si insegnava l'educazione". 

 

La Digos l'ha raggiunto, l'ha caricato in macchina, lui e la mazza, e in questura sarà denunciato perché alle manifestazioni si va senz'armi, come recita la Costituzione. Poco prima un altro fatto ha attirato la curiosità: un uomo è passato in macchina e dall'interno, con un megafono davanti alla bocca, urlava: "Tutti fuori dai coglioni".

 

Questo ha allarmato un po' le forze dell'ordine presenti che sono subito state tranquillizzate dal consigliere comunale Festini Brosa: "Tranquilli - ha detto - è uno che a volte si veste da Benito Mussolini". Poco distante qualche presente ha commentato: "Però ha ben detto le cose come stanno".

Ma a parte questi episodi, tutto è filato liscio, solo qualche anarchico che in piazza Santa Maria Maggiore urlava rivolto al corteo queste parole a mo' di slogan: "Capirete prima o poi / che il degrado siete voi". E al passaggio dello spezzone con le bandiere di Forza Italia: "Ma proprio voi che parlate di legalità. Vergogna".

 

La manifestazione è passata per le vie del "degrado", quelle della zona della Portela, per poi percorrere via Rosmini fino a via Travai. Qui un accenno alla situazione dei migranti accolti dal Punto d'Incontro, la mensa per i poveri fondata da Don Dante. "Anche questo è degrado, anche qui è diventato invivibile".

 

Al corteo tanti militanti di partito ma anche alcuni giovani: "Siamo qui perché vogliamo liberare il Trentino dagli immigrati", dice uno di loro, 17 anni. "Ma tutti indistintamente, non hai un amico immigrato tu?", chiediamo. E risponde: "Sì ne ho, quelli no, i miei amici li rispetto, li conosco e sono bravi". Allora restringe il campo: "Però via tutti i profughi". Tra quelli non ha nessun amico. 

 

Tra i giovani presenti alcuni sono un po' più concilianti. Con le bandiere di Forza Italia in mano dicono questo: "Se sono immigrati che sono qua perché scappano dalle guerre allora possono rimanere - sostengono - ma quelli che delinquono devono andare tutti via".

 

La manifestazione passa dalla zona di via Prepositura dove molti stranieri hanno i loro negozi di prodotti alimentari. Due ragazzi guardano e ascoltano. Poi dicono: "Questi sono un po' ignoranti - dice uno di loro - ma se li prendi uno a uno non pesano quello che dicono, non è possibile". E l'altro: "Basterebbe fare loro una domanda - gli racconto la mia vita e gli chiedo: Ma tu non saresti scappato se fossi stato nella mia situazione?".

Il corteo finisce in piazza Fiera. I manifestanti si mettono a cerchio, fanno una specie di arena con gli striscioni in bella vista. Parlano i volti noti, i consiglieri provinciali soprattutto. "La situazione che sta vivendo la città di Trento non è degna della nostra autonomia", afferma Bezzi che viene sommerso dagli applausi.

 

"Dobbiamo mandare via questo centrosinistra - continua Bezzi - via Andreatta, via Rossi". Interviene anche Claudio Cia, molto più pacatamente, non è avvezzo alle piazze. "Voce", grida il pubblico. E lui cerca di alzarla un po', avvicina il megafono alla bocca: "Siamo in tanti - afferma - perché i cittadini sono ormai esasperati. Ora la politica non può più ignorare questa situazione". 

 

Ma alla piazza si abitua subito il consigliere di Agire e sfodera una frase ad effetto niente male: "L'esasperazione ha portato i cittadini a chiedere la chiusura di piazza Dante - pausa, per poi incalzare - ma dobbiamo invece recintare chi delinque". E prosegue una signora lì vicino: "Perché la piazza è di noi trentini".

 

Ora la parola passa a Fugatti, il leader della Lega, del partito che ha lanciato la manifestazione. Lo presenta la consigliera Giuliani: "Ora la parola al nostro capo". E parte un forte battimani. E uno slogan: "Degrado, ingiustizia / Fuori da Trento l'immondizia".

 

Un gruppo di anziane grida a squarciagola, sono divertite. "A che vi riferite - chiediamo - quando parlate di immondizia?". E dicono: "Pensaci che lo capisci", per poi trovare la risposta giusta: "El prim sachet l'è 'l sindaco de Trent"

 

Ma adesso parla il capo che brandisce il megafono con foga: "La nostra città è una latrina a cielo aperto. E il problema vero è tutta quella gente che vota il centrosinistra autonomista, il vero problema è il Patt che sostiene il governo che a Roma ha depenalizzato lo spaccio, che ora i poliziotti se arrestano qualcuno dopo due ore è libero di tornare in piazza Dante".

 

"Oggi - conclude - abbiamo dimostrato che abbiamo una grande forza contro chi governa. E manifestazioni così ne faremo tante altre". Applausi. Le tre signore che prima scandivano gli slogan non smettono più di battere le mani. "Siamo di Cristo Re - dicono - siamo anzianotte ma amiamo la nostra città. Una volta si dormiva con la porta aperta e ora dobbiamo mettere le inferriate". 

 

 

 

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