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Corteo Sicurezza, troppe bandiere e poche persone. Agire: "Pusillanime chi non c'era: 5 Stelle e movimenti di destra". Fratelli d'Italia: "Queste cose si fanno con il popolo"

Per gli organizzatori erano in 250 i partecipanti alla manifestazione (tra loro l'ex capo degli Schützen Corona e un virgulto con mazza del Duce). In ogni caso pochissimi se si pensa a quanto è sentito il tema "sicurezza". Poletti: "Ci hanno invitato solo all'ultimo con un sms chiedendo di portare gente. Per noi la politica è un'altra cosa"

Di Luca Pianesi - 20 July 2017 - 14:17

TRENTO. Tante bandiere poche persone. Chi non c'era tacciato di essere "un pusillanime". Tra quelli che c'erano anche l'ex comandante degli Schützen Corona (condannato in primo grado per corruzione elettorale) e un virgulto in maglietta nera con mazza tricolore e spillette del Duce e dell'Opera nazionale Balilla. Il separatista tirolese, fino a ieri Major Landeskommandant Stellvertreter degli Schützen trentini, e il nazionalista, nostalgico del periodo che fu, tra le altre cose, anche italianizzazione del Trentino Alto Adige "uniti" tra le bandiere di Forza Italia e Lega Nord. Gli organizzatori stanno "larghi" e dicono 250 presenti. Gli organi di stampa si dividono tra i quasi 200 e i poco più di 200. In ogni caso pochissimi visto il tema e l'attenzione che in questo periodo c'è sulla sicurezza. Un problema reale e concreto che smuove le masse, preoccupa, fa discutere, inquieta. 

 


L'ex Major Landeskommandant Stellvertreter degli Schützen trentini Corona


La mazza del militante di destra

Tante bandiere e, forse proprio per questo, poche persone. Troppe differenze e, impossibile non sottolinearlo, una mancanza di appeal dei leader maximi perché se è vero che i Bezzi, i Cia, i Moranduzzo, i Merler, i Bridi, i Savoi e i Fugatti c'erano tutti, i loro sostenitori no. C'erano tanti consiglieri, di circoscrizioni e di comuni, alcuni militanti venuti da fuori città. Mancava Kaswalder, non c'erano i fantomatici "civici", non c'era Fratelli d'Italia e i movimenti di destra. Oggi Agire (a firma Gian Piero Robbi e Sergio Manuel Binelli) manda un acceso comunicato stampa contro "i Cinque Stelle e quei partiti e movimenti (civici, destre nostalgiche ed eterni indecisi) che ieri da buoni pusillanimi hanno disertato il corteo per la sicurezza".

 


 

 

Ma, ricordando la sempreverde frase di Moretti in Eccebombo "mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente", si può dire che a stravincere, questa volta, sono stati quelli che non c'erano. Per il Movimento 5 Stelle sarebbe stato un suicidio politico (anche a livello d'immagine nazionale) sfilare all'ombra delle bandiere di Lega e Forza Italia come se si fosse un'unica coalizione. E anche gli altri, tutti quelli che non c'erano, hanno, in questo modo, riaffermato sé stessi mostrato di non essere al "guinzaglio" di nessuno.  

 

"Perché non abbiamo partecipato al corteo sulla sicurezza? Perché se si vuole farle bene queste cose vanno fatte senza bandiere e con i leader politici in fondo al corteo, non davanti - spiega Marika Poletti presidente provinciale di Fratelli d'Italia -. Perché era chiaro il tentativo di strumentalizzare un tema caro a tutta la cittadinanza a fini politici. A livello nazionale Lega e Forza Italia stanno con Fratelli d'Italia. Qui si preferisce percorrere altre strade e il nostro modello di centrodestra è, oggettivamente, diverso. Noi non ci stiamo con quelli che fanno tutto sempre e solo per calcolo politico, per garantirsi la rielezione. E se il tema, ovviamente, è anche per noi di cruciale importanza che Fratelli d'Italia venga invitata, se così si può dire, con un sms inviato all'ultimo momento con scritto 'porta gente' io non ci sto. Con la sigla politica si battano nei consigli comunali e provinciali. Lavorino lì per la sicurezza. In strada, invece, si vada senza bandiere e si cerchi di coinvolgere, così, i cittadini, i commercianti, le persone comuni. La politica per noi è un'altra cosa".  

 

Insomma, la Lega ha voluto fare la "sua" manifestazione e in questo modo, pur facendosi aiutare, è riuscita a radunare, sul tema più sentito dalla popolazione, 200 persone. La prossima volta meglio evitare le bandiere e, come dice Poletti, mettere i "leader" in fondo al corteo. La scelta è tutta lì: capipopolo o capi bandiera? 

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