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Gli Schützen "conquistano" la Marzola per dire No al referendum

Primon e alcuni membri della sua compagnia si sono arrampicati sulla montagna che domina la città e la Valsugana per costruire un grande "No". Gli Schützen, quindi, sia in Trentino che in Alto Adige si schierano contro il referendum e contro i partiti di riferimento Patt e Svp (con qualche eccezione)

Pubblicato il - 14 novembre 2016 - 11:40

TRENTO. Mentre in città si preparava il "No" di folla targato "5 Stelle" con Di Battista e Fraccaro a guidare la manifestazione di Piazza Garzetti chi si è avventurato per una bella passeggiata domenicale sulla Marzola sarà rimasto stupito nel vedere un piccolo manipolo di schützen con cappelli piumati e pantaloni in cuoio, arrampicarsi sulla montagna a Est di Trento con in spalla delle grosse assi rosse. La ragione di tutto ciò? Costruire un grande "No". Forse uno dei più "alti" (nel senso fisico) d'Italia visto che la Marzola arriva a superare i 1700 metri di altezza. Ma la Marzola ha anche un significato storico importante visto che durante la Grande Guerra andava a comprendere il complesso piano difensivo di Trento. 

 

Dalla Marzola, infatti, si "domina" la città e la Valsugana e la sua mole fungeva anche da protezione fisica della città da possibili cannoneggiamenti. "La montagna venne, quindi, profondamente fortificata e trasformata – soprattutto tra il settembre 1914 e il maggio 1915 – attraverso la creazione dell'ampia linea di difesa Chegul-Marzola-Maranza: 19 km di trincee, 300 gallerie, 100 mila metri quadrati di reticolato, postazioni di artiglieria e migliaia di soldati. La Marzola non venne di fatto mai attaccata e nonostante l'attività della natura e dei recuperanti restano ancora molti segni di quegli anni". (Dal sito Trentino Grande Guerra)

 

Un luogo, dunque, non scelto a caso da Primon e i suoi: "Siamo saliti in cima alla Marzola con la compagnia Schützen di Trento Major Giuseppe de Betta per riaffermare e convincere tutti gli Schützen a votare No al referendum costituzionale - spiega -. Come Elmar Thaler Landeskommandant del Südtiroler Schützenbund anche io Hauptmann della Compagnia di Trento invito gli Schützen del Trentino a votare No contrastando anche le posizioni di Patt e Svp". E la questione, infatti, per Patt e Svp si fa anche politica. Gli Schützen si stanno schierando compatti contro il referendum mentre i partiti di riferimento delle due provincie spingono per il Si forti anche delle garanzie avute in Parlamento dal Governo Renzi sull'autonomia.

 

 

Ma non tutti sono convinti. C'è chi, come l'ex presidente del Patt, Walter Kaswalder va contro corrente e, più o meno direttamente, appoggia più l'anima Schützen che quella di partito: “Io sono un vero tirolese – ha affermato all'indomani delle elezioni di Trump – e l'Austria non ha mai fatto guerre a nessuno se non per difendersi (il riferimento era alla Clinton e alla guerra in Libia ndr). Oggi quindi sono proprio felice, io me la sentivo che vinceva lui, e adesso ho la certezza che anche al referendum vincerà il No. E sarò contentissimo, la gente ormai è stufa di questa politica, di chi si occupa di immigrati invece che di quelli che vivono con 500 euro al mese. Anche qui – afferma – la gente non vede l'ora di cambiare radicalmente”.

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