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Grande Guerra, ok al ddl di Rossi: un memoriale (a Rovereto?), una Giornata per ricordare vittime e caduti e promuovere la ricerca

Voto unanime oggi in consiglio per la proposta di istituire (anche in ottica 2018 e centenario fine prima guerra mondiale) una serie di iniziative volte a tenere viva la memoria. Kaswalder: "Il memoriale facciamolo nella zona di Folgaria-Lavarone-Luserna"

Pubblicato il - 13 settembre 2017 - 13:33

TRENTO. L'istituzione di un memoriale dei caduti della grande guerra (probabilmente da fissare a Rovereto), la promozione della ricerca e acquisizione di documenti sui combattenti e caduti trentini con il coinvolgimento dei due musei storici (di Trento e della Grande Guerra di Rovereto), l'istituzione della Giornata per ricordare le vittime e i caduti della grande guerra (in data che sarà individuata, in relazione a riferimenti storici precisi). Questa in sintesi la proposta firmata direttamente dal presidente della Provincia Ugo Rossi approvata dal Consiglio provinciale all'unanimità. Un disegno di legge volto a tenere viva la memoria della prima guerra visto anche il ricorrere, nel 2018, dei 100 anni dalla fine del conflitto.

 

Il punto di partenza fondamentale, ha spiegato Rossi, è quello di considerare le drammatiche conseguenze del conflitto e le vittime: il nostro territorio fu gravemente colpito, ha proseguito, con 60.000 richiamati all'esercito, oltre alle centinaia di arruolati volontari e ai 100.000 “spostati” a Nord o a Sud. Si contarono circa 12.000 caduti militari con divisa austroungarica, cui va aggiunto il numero, impossibile da definire, delle vittime civili e le migliaia di profughi deceduti in Boemia, Austria e Italia, anche dopo al fine del conflitto, per la fame e le malattie da denutrizione. Insomma, la storia ci consegnò un Trentino colpito nella vita dei singoli e delle comunità e una vasta area ridotta ad un cumulo di rovine.

 

Leggere una complessità e una struttura composita di ciò che il nostro territorio ha vissuto è una delle basi di costruzione della nostra specialità ed autonomia, utile a consegnare ai nostri giovani un'opportunità di riflessione in più e la capacità di sapere interpretare le proprie radici, per renderli protagonisti del mondo che sta diventando sempre più globale, ha aggiunto. In consiglio si sono detti tutti favorevoli alla proposta di Rossi. Da Simoni (Progetto Trentino) a Borga (Civica Trentina). Kaswalder (Misto) ha sottolineato che l'ideatore di questo intervento è stato Lorenzo Baratter (Patt) che poi ha "ceduto" i contenuti alla Giunta. "E' giusto ricordarlo - ha aggiunto l'ex presidente del Patt - e dare merito al collega. Per quanto riguarda il luogo in cui insediare il memoriale suggerisco la zona di Folgaria-Lavarone-Luserna, già ricca di numerosi fortificazioni che sono testimonianza della prima guerra mondiale, recuperando anche le strutture su quel territorio e creando un contesto attorno a quel tema".

 

Il consigliere Filippo Degasperi (5 Stelle) ha dichiarato di aver apprezzato molti dei contenuti illustrati dal presidente, ma non tutti. Se in Trentino c'è una cosa che non manca sono i luoghi con caratteristiche perfette per insediare il memoriale, ha detto e ha invece contestato alcuni passaggi della relazione del presidente Rossi: citare sempre numeri e quantità è rischioso perché potrebbe fare pensare alla volontà di fare un bilancio tra i morti di una e dell'altra parte. Quando si parla del passato e della dimenticanza di un pezzo di storia occorrerebbe parlare di “passato remoto”: alla scuola spetta dunque il lavoro principale, grazie alla scuola siamo a buon punto e anche le associazioni hanno fatto un lavoro meritorio.

 

Favorevole alla proposta anche la consigliera Lucia Maestri (PD). Il dibattito d'aula ha rispecchiato quanto avvenuto in Commissione: mi pare che quest'aula è matura rispetto al concetto di memoria, ha detto e la produzione di un disegno di legge istituzionale come questo è stata una mossa intelligente. Questo documento si innesta su un patrimonio di conoscenze già profondamente radicato nella comunità trentina e lo valorizza e lo rafforza. Per molti anni si è dipinto il Trentino come una terra con due storie, collocato su due fronti. "La nostra è un'identità plurale e sono convinta che sia sbagliato comprimere le pluralità": il rispetto della memoria ha senso come motore d'identità, per aiutare a comporre un presente e ricomporre non le fratture di allora, ma le fratture di ora. Il Trentino nel 2018 potrà finalmente mostrarsi come una terra di convivenza ricomposta, capace di raccontare la storia di una nazione.

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