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Il golpista Valerio Borghese celebrato dai giovani di Fratelli d'Italia. Lo storico Corni: "Mito di una destra estrema radicale"

In un post su Facebook, condiviso dalla presidente Marika Poletti, Gioventù Nazionale e Azione Studentesca immortalano il momento delle affissioni del manifesto che commemora la morte del golpista italiano

Di Donatello Baldo - 29 agosto 2017 - 19:20

TRENTO. Il post trionfante su Facebook l'ha condiviso anche la presidente di Fratelli d'Italia Marika Poletti, perché i suoi giovani di Gioventù Nazionale vanno incoraggiati. “Affissione nella città di Trento per commemorare la morte di Junio Valerio Borghese”. Bravi.
 

Danno conto, in quel post, di un'azione un po' nostalgica, una celebrazione piuttosto singolare, quella del golpista che nel dicembre del 1970 stava per mettere a segno un colpo di Stato di stampo fascista. I giovani di Fratelli d'Italia hanno diffuso il manifesto celebrativo assieme ad Azione studentesca, altra sigla della galassia della destra giovanile.

 

Ma chi è Junio Valerio borghese? “Se lo si chiede a cento persone, lo conoscono forse in 80”, spiega Gustavo Corni, docente di storia contemporanea all'Ateneo trentino. “E' anzitutto un militare, discendente di una tra le più importanti famiglie della nobiltà italiana”.

 

“Si è messo in luce durante la guerra con azioni importanti come l'attacco al porto di Alessandria e il progettato attacco al porto di New York – spiega Corni – poi dopo l'armistizio decide come molti altri ufficiali di mettersi al servizio delle truppe tedesche che avevano occupato l'Italia centrosettentrionale”.

 

Un fascista tutto d'un pezzo. “E' ricordato come il comandante carismatico della X-Mas, un reparto che ha trasformato in una specie di incursori. Questo reparto – afferma il docente - non verrà impiegata in guerra contro gli anglo-americana ma in sarà utilizzato in funzione anti partigiana: sotto il suo comando saranno condotte molte azioni efferate contro i partigiani”.

 

Junio Valerio Borghese traghetta, con le sue idee, nella repubblica democratica nata dopo la Resistenza. “Sarà per alcuni anni presidente onorario del Movimento Sociale ma litigherà subito perché non accetta compromessi. Borghese – afferma lo storico - non riesce ad accettare il sistema democratico”.

 

E l'Italia se ne accorge macroscopicamente nel dicembre del 1970 quando Borghese sarà alla guida di un tentativo di colpo di Stato, il famoso "Golpe Borghese". In Italia, pronto a soppiantare le istituzioni democratiche. Colpo di stato che fallì, o che lo stesso Borghese non volle portare a termine, ma di quelle ore, di quella notte, sono ancora molte le domande senza risposta.

Fuggì in esilio per non essere arrestato, “ma la sua figura è entrata in qualche modo nel pantheon della destra estrema europea come figure limpida e coerente che non ha accettato compromessi”, spiega Corni.

 

Anche se tanto limpida e coerente non fu. “In questa nicchia di sottobosco della destra europea è un mito – osserva il professore - ma se pensiamo al coinvolgimento di servizi segreti e classe dirigente di allora nella progettazione del colpo di Stato, se pensiamo al suo reclutamento in orbita atlantica in funzione anticomunista, la coerenza e la limpidezza sono solo mitologiche”.

 

Oggi a celebre il golpista pronto a sovvertire il sistema, il responsabile di efferate azioni contro i partigiani, il fascista che non accettava l'ordine democratico nato dopo la Seconda guerra mondiale, oggi a celebrarlo anche Fratelli d'Italia con tanto di affissioni murali fatte di notte dai più giovani del gruppo.

 

Fratelli d'Italia, che vorrebbe anche in Trentino, come a Roma con Lega e Forza Italia, proporsi alle elezioni per governare l'Autonomia trentina. “Credo – afferma Gustavo Corni - che questi manifesti siano usati, in una situazione politica confusa come quella in cui ci troviamo, per veicolare una destra estrema radicale che si distanzia dalla destra moderata”.   

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