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Ius soli, tutti contro Panizza. Il Pd lo scarica, Manica: "Riflettiamo sulla coalizione". La replica: "Non si può tacciare di populismo chi pone questioni"

Dopo Mattia Civico che ha dichiarato "segna meno un voto", anche Donata Borgonovo Re interviene: "Vergognoso". Il coordinamento Pd: "Sono figli di immigrati che si emozionano guardando la Nazionale, tifano i nostri atleti e conoscono l’Inno di Mameli meglio di chi scimmiotta i cugini altoatesini del Los von Trient"

Di Donatello Baldo - 20 luglio 2017 - 06:50

TRENTO. La decisione del senatore Franco Panizza di accodarsi alla Svp e fare un passo indietro rispetto al sostegno alla legge sullo Ius soli ha provocato un 'caso' politico non da poco. Panizza, lo ricordiamo, è stato eletto nel collegio uninominale, non nel proporzionale in quota Patt. I voti li ha presi dal centrosinistra autonomista unito, cosa non di poco conto.

 

Al Senato Panizza rappresenta anche il Pd e tutta la coalizione che lo ha eletto, senza i voti di chi oggi è furibondo per questa decisione non sarebbe di sicuro a Roma. Certo, per un parlamentare non c'è vincolo di mandato, ma quando torna a Trento dovrà fare i conti con quelli che hanno detto chiaramente che dopo questo sgarbo col piffero che lo voteranno un'altra volta. Lui ieri ha provato a giustificarsi: "Sono da sempre favorevole a una legge sulla cittadinanza. Ma il Pd trentino crede che la cittadinanza si possa concedere senza un percorso che accerti la conoscenza della lingua, le regole e i valori della nostra società, la reale volontà d’integrazione?".

 

Domanda legittima ma resta quella presa di posizione, all'indomani dello slittamento della discussione in Senato. Quel "merito anche nostro" che a tanti non è piaciuto. E molti di quelli che si sono espressi non sono semplici elettori. Sono Mattia Civico, consigliere provinciale, che ieri ha scritto un duro intervento contro il senatore: "Segna meno uno", ha detto rivolto a Panizza, intendendo 'meno un voto'. E ieri a margine del Consiglio provinciale spiegava che si devono aggiungere a questa conta tutti quelli che lo hanno contattato scrivendo per messaggio 'meno due'.

 

E tanti 'meno due' fanno un sacco di voti, e se poi al computo si aggiunge anche Donata Borgonovo Re, per Panizza sono guai. Lei di voti ne 'controlla' molti e verso il senatore ha usato parole durissime: "Dovrebbe vergognarsi, quello che ha fatto è una vergogna"

 

Oltre ad aver messo i pali tra le ruote all'iter della legge tanto voluta dal Pd a livello nazionale, legge che ora è stata sospesa in attesa di tempi migliori per la sua approvazione, Panizza ha 'tradito' politicamente i democratici. Nel programma questa proposta c'era, ed essendo espressione della coalizione che lo ha eletto, "Panizza avrebbe dovuto confrontarsi con noi", dicono i dem. 

"Lo stop della proposta di legge sullo Ius soli ci restituisce purtroppo l’immagine di una politica incapace di affrontare la complessità dei nostri tempi con uno sguardo sul domani, troppo impegnata a lanciare messaggi rassicuranti alla pancia dell’elettorato", scrive ora Alessio Manica, capogruppo Pd in Consiglio, che si aggiunge alla lista di chi mette in dubbio il suo futuro sostegno.

 

"La proposta di legge va nella direzione di riconoscere la cittadinanza a bambini e bambine nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti e con reddito minimo, che frequentano l’asilo con i nostri figli, giocano con i nostri figli, crescono come i nostri figli; italiani a tutti gli effetti, ma che si vogliono di serie B, diversi seppur uguali".

 

"La proposta - continua Manica - punta anche ad integrare nella comunità italiana quei soggetti giunti qui in età inferiore ai dodici anni che abbiano regolarmente frequentato almeno cinque anni le nostre scuole. Le politiche di integrazione e la creazione di una società di eguali sono l’unica strada per garantire la nostra sicurezza oggi e domani".

 

"La reiterazione delle diversità e delle disparità, invece, genera esclusione, e l’esclusione genera odio, e l’odio genera insicurezza". E attacca il senatore: " Per questo mi dispiace e stupisce (e non poco) il tono trionfalista di Panizza per lo stop della proposta, in netto contrasto peraltro con la puntuale riflessione di Dellai, e troppo simile al gioire di certe forze populiste e xenofobe".

 

"La politica serve a costruire il futuro, non ad ingessare il presente, e la nostra coalizione dovrebbe farsi carico di questo tanto a Trento quanto a Roma. Coalizione che non deve inseguire qualche facile voto, che non può condividere proposte populiste, ed i cui rappresentanti ad ogni livello devono essere coerenti prima di tutto con i riferimenti valoriali di questa".

 

L'ha appoggiata piano Alessio Manica, ma politicamente la dichiarazione è forte. "Se il riferimento per il Patt sono le posizioni di Svp e Övp, prima che l'omogeneità con il resto della coalizione, mi si conferma ancor più quello che sostengo da tempo ovvero che il centrosinistra autonomista ha bisogno di una radicale riflessione su quali siano le basi, i valori e le ragioni per cui condividiamo una proposta di governo locale e nazionale."

 

Ed è pure arrivato un lungo comunicato stampa del Pd, e già questa è una notizia ché di solito si contano sulle dita di una mano i loro comunicati, e solitamente sono di due righe (qui sotto per esteso). Se l'hanno scritto significa che sono arrabbiati veramente.

 

"Urge dare risposta a quegli 800mila minori stranieri figli di immigrati che si emozionano guardando la Nazionale, tifano i nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi e conoscono l’Inno di Mameli meglio di chi in Trentino scimmiotta i cugini altoatesini del Los von Trient".

 

Il coordinamento del Pd si rivolge dritto al senatore che ha festeggiato per il rinvio della legge: "Va ricordato quindi al senatore Panizza,  eletto nel collegio di Trento con i voti anche  del Pd,  il suo impegno a rispettare il programma di ItaliaBeneComune". Quello che prevede l'approvazione dello Ius soli. Quello che anche lui ha sottoscritto prima di essere votato.

 

 

È dall’inizio di questo nuovo secolo che il Parlamento sta cercando di approvare una riforma equa e giusta in materia di cittadinanza.

 

È necessario, infatti, superare una legge retaggio del passato, la 91/1992, che concede la cittadinanza italiana sulla base dello ius sanguinis. Attualmente la cittadinanza italiana viene trasmessa, infatti, dai genitori ai figli per via genetica, come se l’“essere italiani” sia solo una questione di sangue e non di esperienza di vita, di cultura, di mos maiorum.

 

Il compagno di banco delle scuole elementari, il compagno di calcio con cui hai giocato tu o gioca tuo figlio o tuo nipote, un bambino o una bambina che è nato accanto a te nella culla, è cresciuto con te, si è formato nella scuola italiana insieme a te oggi non è un cittadino italiano.

 

La proposta di legge in stallo  al  Parlamento si propone finalmente di affrontare il nodo presentando due alternative possibilità: lo ius soli “temperato” e lo ius culturae. Nel  primo caso si riconosce la cittadinanza italiana a chi è nato nel territorio della Repubblica italiana da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso del permesso dell’Ue per soggiornanti di lungo periodo o il diritto di soggiorno permanente.

 

Nel secondo caso la cittadinanza verrebbe concessa al minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro paese entro il dodicesimo anno d’età, che abbia regolarmente frequentato un percorso formativo per almeno cinque anni sul nostro territorio nazionale. Servirebbe in ogni caso una dichiarazione di volontà espressa da un genitore legalmente residente in Italia.  

 

Tale accorgimento legislativo mette al centro il ruolo dalla scuola e della formazione, luogo primo di scambio e apprendimento  per eccellenza tra i cittadini del domani, luogo di conoscenza essenziale della cultura, delle  tradizioni, dei diritti e dei doveri in qualsiasi paese del mondo.

 

Urge dare risposta a quegli 800mila minori stranieri figli di immigrati che si emozionano guardando la Nazionale, tifano i nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paraolimpiadi e conoscono l’Inno di Mameli meglio di chi in Trentino scimmiotta i cugini altoatesini del “Los von Trient”.

 

Alcuni esponenti politici nazionali, contrari al provvedimento, che solo ieri esultavano per il ritardo nella discussione della legge sullo ius soli annunciato dal Governo, hanno certamente gioco facile, in questo momento di grave e impellente pressione migratoria sulle nostre coste, nel demonizzare e snaturare la proposta di legge in questione, sostenendo che essa, una volta approvata, costituirebbe  quasi un viatico, un invito, ad una quantomeno irreale “invasione” dell’Italia da parte di immigrati stranieri.

 

E’ bene non mischiare le questioni, anche se elettoralmente può risultare redditizio: in un’epoca complicata e oscura come quella che stiamo vivendo, funestata dal pericolo del terrorismo, è l’inclusione  culturale e sociale l’antidoto al risentimento e alla paura, sentimenti tra i quali germoglia e cresce vigoroso il radicalismo.

 

Concedere la cittadinanza a figli di immigrati che vivono stabilmente in Italia e frequentano le nostre scuole vuol dire anche provare a costruire dei ponti, a fare di questi ragazzi degli elementi formati di mediazione culturale e religiosa. Rinviare, per poi mettere definitivamente nel cassetto, questa proposta di legge sarebbe come costruire un nuovo muro, non di mattoni, ma di paura.

 

Non va nemmeno dimenticato che il programma del centrosinistra di “ItaliaBeneComune”,  nel 2013 prevedeva al primo punto di programma l’approvazione di questa legge. Il candidato premier Pierluigi Bersani prese in braccio un bimbo di colore che indossava la maglia della Nazionale, una delle 800mila vite in questione e promise: “Lui è italiano!”.

 

Va ricordato quindi al Senatore Panizza,  eletto nel collegio di Trento con i voti, anche,  del PD,  il suo impegno  a rispettare il programma di “ItaliaBeneComune”.

 

La Politica, quella con la P maiuscola, deve sempre mirare alla felicità degli esseri umani e deve essere all’altezza dei sogni. Soprattutto dei sogni dei bambini.

 

Il coordinamento provinciale del Partito Democratico del Trentino

 

 

Questa la risposta integrale del senatore Panizza al Pd provinciale:

 

“Sono da sempre favorevole a una legge sulla cittadinanza che abbia come principale obiettivo sollecitare e favorire concreti processi di integrazione. Quella in discussione in Senato merita un rafforzamento su questi aspetti, proprio per andare incontro a quanto auspicato dal PD trentino: un’inclusione che ci metta al riparo dal risentimento e dalla paura”.

 

“Il mio invito – prosegue Panizza – è a confrontarsi, con spirito costruttivo, nel merito del Provvedimento: i democratici trentini credono che la cittadinanza si possa concedere senza un percorso che accerti la conoscenza della lingua, le regole e i valori della nostra società, la reale volontà d’integrazione? Come ci si comporta nel caso di persone che hanno commesso o che commettono gravi reati? Non sarebbe meglio introdurre modifiche che ci avvicinino alla legge vigente da tanti anni in Germania?

 

Sono semplici questioni di buonsenso che riguardano il merito del provvedimento e che non mettono in discussione la necessità di una legge che promuova i processi di integrazione, ma che appartengono al fisiologico confronto in sede parlamentare. Non si può di certo attribuire agli autonomisti che questa legge giunga alla discussione in Senato dopo quattro anni e mezzo, quando, proprio come da programma di “Italia Bene Comune”, avrebbe dovuto essere il primo atto del nuovo Governo. Forse è altrove che dovrebbero muovere le loro rimostranze. Perché se è vero che non si vinceranno le prossime elezioni lisciando il pelo al populismo, lo stesso accadrà tacciando di populismo tutti coloro che pongono una questione. Si abbassino allora i toni e si alzi la qualità dei contenuti.

 

Il centrosinistra autonomista vince e convince se non si rinchiude in un perimetro identitario, ma quando, attraverso il sano e costruttivo confronto nel merito delle questioni, riesce a parlare a tutta la società trentina. La nostra principale forza è questa. Non dimentichiamolo." 

 

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