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Lavarone, Pd "La politica d'accoglienza non cambia", Lega "Responsabilità politica di chi impone certe scelte"

I commenti della politica all'attentato incendiario alla struttura di Lavarone che a breve ospiterà 24 donne profughe

Pubblicato il - 16 novembre 2016 - 19:18

TRENTO. “La politica di accoglienza del Trentino non cambierà”, questa la presa di posizione del Partito Democratico del Trentino a seguito dell'attentato incendiario alla struttura di Lavarone che a breve ospiterà 24 donne profughe. Il Partito Democratico, in una nota, esprime piena solidarietà al sindaco e alla comunità di Lavarone “per il vigliacco attentato”. Un attentato che non è stato solo contro le ragazze che devono arrivare lunedì, “ma contro l’intera comunità trentina, che ha nell’accoglienza e nella solidarietà i suoi tratti distintivi”.

 

E a quelli che incitano sempre e comunque a ‘chiudere la porta’ un invito ad una riflessione seria: “non è con il seminare ad arte odio, diffidenza e insicurezza che si farà cambiare la politica di accoglienza del nostro Trentino. Anzi – viene spiegato in una nota dal Pd - un fatto del genere farà sì che si continui con ancora più perseveranza e convinzione su questa strada, portata avanti con grande coraggio dall’Assessore Luca Zeni e dalla Giunta provinciale tutta, nella convinzione che questo non è più il momento dei distinguo”.

 

Per il Partito Democratico, “condannare ma poi non perdere l'occasione per cercare di polemizzare con quello che è indicato come uno dei migliori modelli dell'accoglienza, è inaccettabile. Cosa si può fare di più che distribuire secondo un principio di equità territoriale in piccoli gruppi queste persone per consentire percorsi di integrazione? Cosa propone la Lega che non sia l'imprecazione fine a se stessa, humus che alimenta l'odio che dà vita, alla fine, ad atti di violenza come quelli di Soraga e Lavarone?”.“Ora più che mai - conclude la nota - è necessario che tutti facciano la loro parte nel processo di accoglienza e integrazione”.

 

 A definire l'episodio di Lavarone un atto "grave e vigliacco" è il consigliere provinciale del Pd Alessio Manica. "La condanna deve essere ferma e unanime da parte di istituzioni e cittadini perché mette in discussione il senso stesso di essere comunità inclusiva. Una macchia che non deve oscurare la responsabilità e la solidarietà che sta dimostrando la comunità trentina in questi mesi".

 

Preoccupazione viene espressa anche dal consigliere provinciale Mattia Civico (Pd). "Se qualcuno pensa di esprimere la propria idea dando fuoco - afferma -  siamo evidentemente di molto oltre alla legittima espressione di un dissenso. Questo è intolleranza, vigliacca violenza.... in una parola: fascismo! E fermamente va condannato. Ritroviamo il gusto dello stare insieme, del comprendere, del confronto, anche aspro. Ma diciamo tutti insieme no alla violenza. Un abbraccio solidale alle donne che meritano una accoglienza e un benvenuto diverso, alla comunità di Lavarone che certamente è fra le vittime di questo episodio". 

 

Sempre sugli stessi fatti, ad intervenire è anche il segretario della Lega Nord del Trentino, Maurizio Fugatti che se da un lato “condanna fermamente” quello che è accaduto spiegando che “simili azioni non fanno parte della cultura trentina, che ha alla propria base radicati principi sia di convivenza che di solidarietà” dall'altro assieme alla condanna dell'accaduto per Fugatti “serve anche criticare le scelte della Giunta Provinciale, nella sua imposizione forzosa verso la popolazione dei territori rispetto alle proprie scelte in termini d'immigrazione”.

 

Per il segretario della Lega Nord del Trentino, “Al di là delle affermazioni, oggi compiute dalla Giunta Provinciale, che sostengono di avere condiviso questa scelta con la comunità di Lavarone, cosa a nostro avviso tutta da dimostrare, ribadiamo come tali azioni, che comunque condanniamo, vedano una responsabilità politica da parte di coloro che intendono imporre ai territori le loro politiche di gestione dell'immigrazione”.

 

Raimondo Frau, rappresentante di Azione Nazionale Trentino ha affermato: "Una dura condanna nei confronti dell'atto incendiario avvenuto a Lavarone presso una struttura destinata all'accoglienza di richiedenti asilo. Al contempo simili fatti dimostrano disagio da parte di comunità che si trovano costrette ad ospitare giovani forti profughi maschi. Simili fatti oscurano i veri problemi inerenti l'immigrazione che assumono ogni giorno gli aspetti di una distruzione dell'etnia italiana ad opera di poteri forti".

 

"Premesso che qualunque atto che esprime violenza  è sempre da condannare - ha detto il consigliere provinciale di Agire, Claudio Cia - credo che la politica, partendo da quello che è successo, debba riflettere su come viene portata avanti l'accoglienza all'interno nei diversi territori. Da quello che si è appreso dai media, a Lavarone neppure il sindaco sapeva quello che stava accadendo.  Così facendo il Governo  della provincia dimostra di non avere grande considerazione dei territori e i cittadini si sentono dei sudditi con conseguente pericolo di atti di violenza". 

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