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L'Ordine dei veterinari si schiera contro il disegno di legge di Zeni: "Meglio quello di Degasperi che distingue i compiti del veterinario aziendale da quelli del veterinario pubblico"

Mercoledì il consiglio provinciale dovrà esprimersi su due ddl sui veterinari quello approvato dalla Commissione e spinto dall'assessore e quello dei 5 Stelle appoggiato dal presidente dell'Ordine Alberto Alosi: "Zeni vuole affidare al veterinario aziendale compiti che sono già in capo ai veterinari dell'Apss"

Di L.P. - 03 luglio 2017 - 20:36

TRENTO. Punta sul ddl del consigliere d'opposizione Filippo Degasperi il presidente dell'ordine dei medici veterinari di Trento mentre "cassa" la proposta dell'assessore Luca Zeni. La questione è quella che riguarda il futuro dei veterinari aziendali in provincia. Mercoledì due disegni di legge sul tema arriveranno in aula per essere votati: uno proposto dall'assessore alla salute e l'altro dal consigliere 5 Stelle. E il presidente dell'Ordine Alberto Alosi si schiera senza se e senza ma con il testo del secondo. "L'Ordine si esprime a favore del ddl del consigliere Degasperi - spiega il numero dei veterinari trentini - che ha il merito di disciplinare in maniera coerente alla normativa le reti di sorveglianza epidemiologica, dà continuità all'assistenza zooiatrica e reperibilità ma soprattutto dà soluzione ai compiti di assistenza veterinaria pubblica qualora, per necessità oggettive, non possano essere gestite dal personale dell'Apss".

 

Mercoledì, quindi, in Aula i consiglieri si troveranno nella paradossale situazione di dover votare due ddl che riguardano i veterinari: uno, quello "ufficiale" approvato dalla Quarta Commissione presieduta da Detomas (Ual) e condiviso da Zeni (votato dai consiglieri di maggioranza Detomas, Plotegher, De Godenz), l'altro, "non ufficiale" ma supportato proprio dai veterinari. I due testi sono molto simili ma differiscono per il diverso approccio al ruolo e ai compiti affidati al veterinario aziendale. "Il principale emendamento proposto dall'assessore Zeni - comunicava la Pat il 5 giugno all'indomani del voto in commissione - al proprio testo, stabilisce che il veterinario aziendale assicuri l'assistenza zooiatrica h24, rediga i certificati per il trasporto delle spoglie animali e proceda all'eventuale prelievo del tronco encefalico (quando gli animali non sono deceduti a causa di malattie infettive e diffusive che sono oggetto di denuncia)".

 

"La nuova norma - proseguiva la Pat nel comunicato ufficiale - prevede poi che il veterinario aziendale effettui e certifichi la visita ante mortem in caso di macellazioni d'urgenza, e coadiuvi l'Apss nelle attività di vaccinazione previste dai piani vaccinali provinciali. L'emendamento prevede inoltre che il veterinario aziendale sia scelto liberamente dall'allevatore con cui dovrà stipulare un contratto libero professionale per le attività di assistenza zooiatrica. Il veterinario aziendale stipula anche una convenzione con l'Apss da cui percepisce un'indennità. Con un altro emendamento l'assessore ha previsto che l'Apss istituisca e gestisca un elenco dei veterinari aziendali, al quale si possano iscrivere i veterinari in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa statale e di eventuali ulteriori requisiti necessari allo svolgimento dei compiti e delle funzioni attribuiti a questa figura. Ancora, l'emendamento prevede che gli allevatori presenti sul territorio provinciale si avvalgono di un veterinario aziendale scelto tra quelli iscritti all'elenco".

 

Degasperi aveva sottolineato il suo disaccordo proprio sul ruolo e i compiti assegnati al veterinario aziendale e sono gli stessi dubbi espressi oggi anche dal presidente dell'Ordine dei veterinari: "Il veterinario aziendale negli altri stati membri della Ue è già disciplinato da anni e rappresenta la figura di riferimento per l'allevatore in quanto liberamente scelto dallo stesso senza mediazione della parte pubblica. Questa figura è chiamata ad assistere l'allevatore nella predisposizione e gestione del piano delle buon pratiche di allevamento in conformità alle norme in materia di sicurezza alimentare, di benessere animale, farmaco veterinario ed anagrafe delle popolazioni animali. La mia posizione - prosegue Alosi - è la posizione ufficiale della Federazione nazionale ordini medici veterinari italiani la quale ha supportato il ministero della Salute nella predisposizione del decreto ministeriale che istituisce la figura del veterinario aziendale e ne fissa compiti e requisiti".

 

"La figura del veterinario aziendale delineata nel ddl della Giunta provinciale prevede l'elenco dei veterinari liberi professionisti che sulla base di determinati requisiti siano poi scelti dall'allevatore. Il ddl dell'assessore Zeni anziché finalizzare i requisiti del veterinario aziendale per la redazione del piano delle buone pratiche di allevamento li finalizza in via esclusiva per la reperibilità agli allevatori nell'ambito dell'assistenza zooiatrica e compiti 'aventi valenza pubblica'. I compiti che l'assessore vuole affidare al veterinario aziendale sono già in capo ai veterinari dell'Apss. Questo è in palese contrasto con i compiti che la normativa europea assegna al veterinario aziendale cosa che invece è ben scritta nel ddl del consigliere Degasperi. La posizione della Fnovi e dell'Ordine Provinciale è quella di distinguere in maniera inequivocabile i compiti del veterinario aziendale da quelli del veterinario pubblico Apss".

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