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L'Unione per il Trentino verso un nuovo partito. Donatella Conzatti: "Temo che il cambiamento sia solo di facciata"

Questa sera ci sarà un'assemblea pubblica al Muse dal titolo: "Verso un nuovo partito, dibattito e confronto". Ma l'ex segretaria: "Oltre al nome si cambi il metodo". E propone le primarie

Di Donatello Baldo - 21 luglio 2017 - 06:53

TRENTO. L'appuntamento è al Muse alle 18 di stasera, venerdì 21 luglio. L'Unione per il Trentino convoca iscritti e simpatizzanti per una riunione importante. Il titolo del manifesto che la convoca è esplicito: "Verso un nuovo partito, dibattito e confronto"

 

Sarà la giornata del rilancio dell'Upt, l'avvio della trasformazione in un soggetto politico nuovo. Un passaggio a cui in molti guardano con interesse, dentro e fuori l'Upt, perché la trasformazione in 'altro' potrebbe allargare la composizione, includere chi ora sta fuori. Come Progetto Trentino, come i Civici di Valduga che proprio due giorni fa, guarda caso, hanno illustrato il loro documento programmatico.

 

Sulle pagine del Corriere del Trentino di ieri, Mauro Gilmozzi, una delle punte del partito, esclude qualsiasi interlocuzione con partiti o civici che sia. "Noi ci rivolgiamo a tutti, certo anche agli elettori di PT che è stato il nostro stesso elettorato - afferma rispondendo a Tristano Scarpetta - ma non ci interessa un accordo con il partito". 

 

A Gilmozzi e all'Upt interessa "un accordo con i trentini, soprattutto giovani, che vogliono discutere della loro terra". Questo approccio dovrebbe essere condiviso anche dalla parte liberal e civica interna al partito, quella capeggiata da Donatella Conzatti, "La parte che ha vinto gli ultimi due congressi", sottolinea. 

 

Ma anche la parte che non ha risparmiato critiche alla gestione attuale del partito. Ma allora, questo approccio vi convince?

Dipende - afferma Conzatti - se è fatto in buona fede sì. Un percorso che potrebbe essere anche interessante...

 

Purché... immagino ci sia un purché.

Purché si sia capaci di invertire l'ordine dei fattori. Cambiare nome e simbolo non significa nulla, non porta valore aggiunto se non si cambia anche la linea politica. Prima la sostanza, poi la forma.

 

Teme sia solo un cambio di facciata?

Insomma, in un partito è la linea politica che fa la differenza, il semplice restiling porta ben poco. Possiamo anche cambiare nome e simbolo ma se la sostanza rimane sempre la stessa non serve a niente.

 

Parliamo della sostanza, allora. 

E parliamo di partecipazione, di quel metodo che avrebbe obbligato i consiglieri provinciali dell'Upt a sostenere con maggior forza la legge sulla doppia preferenza di genere, come aveva chiesto la base del partito. Di quel metodo che permetterebbe un coinvolgimento vero dei cittadini nei processi politici.

 

Un metodo che potrebbe essere utilizzato anche per la scelta delle candidature?

Se si parla di apertura verso l'esterno, verso i cittadini, come si può pensare che a decidere le liste per le elezioni siano soltanto in tre? Il coinvolgimento delle persone non si può misurare soltanto in pacchetti di voti.

 

Vorrebbe quindi le primarie per la formazione delle liste?

Questa è la strada, altre non ne vedo se veramente l'intenzione è quella di allargare e andare oltre, anche con nuove scelte di metodo.

 

Primarie o no, le star di domani saranno ancora Dellai, Mellarini, Gilmozzi.

E questo la dice lunga. La risposta a tutte le domande sul cambiamento sta tutta lì. A cosa serve cambiare nome e simbolo se le persone sono le stesse di prima? Non è questo il cambiamento che noi abbiamo in mente.

 

Cambierebbe qualcosa con l'arrivo di Valduga e dei Civici?

Se la proposta è mettere in vendita qualche candidatura troverà le porte aperte da parte di coloro che intendono la politica alla vecchia maniera. Io cerco altro.

 

I sindaci, con Valduga e Oss Emer, hanno presentato il loro documento di intenti proprio pochi giorni fa, l'ha visto?

L'ho visto e mi sono piaciuti due passaggi. Il primo è quello che parla della necessità di trovare coinvolgere persone libere, indipendenti, coraggiose. E questo lo condivido.

 

Il secondo passaggio?

Quello sul metodo. Quello che chiede un cambiamento e dice che non è più possibile evitarlo per garantire ancora qualcuno.

 

Su questi passaggi si può iniziare a discutere?

Si discute con tutti ma si discute a livello alto. Si parla di politica, di futuro, del Trentino che vogliamo. Il resto francamente non mi interessa.

 

Ma stasera ci va carica a questa iniziativa? Un po' di entusiasmo ce lo mettiamo?

L'entusiasmo ce l'ho nelle cose in cui credo. Quello sempre. Ma sono un po' tiepida su quello che mi aspetta alla riunione di questa sera, sono sincera.

 

Sa già cosa potrebbe succedere?

Temo che per l'ennesima volta si faranno le cose a metà. 

 

Si cambierà tutto per non cambiare nulla?

Come il Gattopardo. Temo di si, spero di no. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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