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Moschea, Civica Trentina: "Prima ancora di discuterne siano soddisfatte certe condizioni"

Borga: "Chiediamo che i sermoni siano in italiano". L'imam Breigheche: "Questo succede già da vent'anni""

Di Donatello Baldo - 17 settembre 2016 - 12:56

TRENTO. "La libertà di culto è un principio importante - mette le mani avanti Rodolfo Borga di Civica Trentina - ma non si può negare che il tema moschea sia una questione sensibile che tutta la cittadinanza avverte". Durante la conferenza stampa convocata all'Hote America il consigliere provinciale spiega che "la moschea non è un semplice luogo di culto, è anche un centro culturale islamico, spesso un luogo di indottrinamento". Borga sottolinea le differenze con la religione cristiana, "non c'è una gerarchia, lì la figura principale è quella dell'imam".

 

Per questo chiede che "ancora prima di iniziare a discutere di moschea" siano messi dei paletti. L'imam, che durante le preghiere del venerdì conduce la celebrazione "deve recitare il sermone in italiano". Un altro paletto è quello del riconoscimetno della legge italiana: "Devono anche dichiarare che non c'è una legislazione parallela come spesso succede - afferma Borga - devono esprimersi contro la poligamia, contro il travisamento del volto con il burka, contro la pratica delle spose bambine, dei matrimoni combinati." 

 

Altro tema importante e imprescindibile quello dei finanziamenti. "Chi finanzia la costruzione di una moschea di fatto la controlla - spiega Rodolfo Borga - anche attraverso predicatori allineati e compiacenti". Per questo motivo l'origine dei finanziamenti deve essere chiara "e gli imam non devono essere collegati a realtà che promuovono l'estremismo".  "Solo se queste condizioni sono soddisfatte si può iniziare a discutere di moschea", conclude il consigliere. 

 

Raggiunto al telefono, l'imam trentino Aboulkheir Breigheche replica subito al consigliere Borga spiegando "che ormai da vent'anni la predicazione è tradotta in italiano". E sulla questione legata ai finanziamenti spiega che la comunità musulmana trentina già si è fatta carico di costruire il centro islamico di Gardolo, "non potremmo certo permetterci di finanziare noi la costruzione di una moschea a Trento". Un tema che non è all'ordine del giorno per l'imam, "se la politica ritiene necessario riconoscere ai cittadini di fede musulmana un luogo di culto specifico si deve accollare anche i finanziamenti, riconoscendoci il valore culturale e educativo che svolgiamo. Un percorso - spiega Breigheche - già sperimentato in altre parti d'Italia". 

 

"Ma nessuno ci venga a spiegare come dobbiamo comportarci - afferma - siamo cittadini italiani e come tali ci impegniamo a rispettare la Costituzione, le leggi, le norme e tutti i regolamenti". L'imam dice chiaramente che i musulmani trentini stanno bene nel loro centro di Gardolo: "Abbiamo fatto tanti sacrifici per costruirlo. Se la politica crede sia importante una moschea a Trento bene - conclude - ma non siamo certo noi a porre il tema".  

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