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Movimento 5 Stelle, "Qui sta bene ma non sfonda come nel resto d'Italia: i trentini sono tradizionalisti". L'intervista a Filippo Degasperi

L'ostruzionismo alla legge sulla doppia preferenza di genere: "Ritiro gli emendamenti se si fa un referendum". Sui vaccini: "No alle crociate ma libertà di scelta". E sulla politica: "In Trentino i problemi si risolvono con la spartizione del potere"

Di Donatello Baldo - 23 marzo 2017 - 06:22

TRENTO. A livello nazionale i 5 Stelle sono il primo partito, lo dicono i sondaggi. Beppe Grillo ha il vento in poppa nonostante la sindaca Raggi, nonostante il (suo?) blog, nonostante intervenga per dire che il popolo questa volta ha scelto male, dando così alla candidata sindaca per Genova il benservito, alla faccia della rete che decide.

 

Sono cose che non dovrebbero succedere – afferma il consigliere provinciale pentastellato Filippo Degasperi – ma se Grillo ha deciso di intervenire per bloccare la candidatura a Genova un motivo ci sarà. Ha agito da garante – spiega – e forse, considerato che è grazie a lui se siamo arrivati al 30%, potremmo fidarci e ammettere che vede qualche metro più lungo di tutti”.

 

Consigliere Degasperi, come sta il Movimento 5 Stelle Trentino? A livello nazionale si va alla grande, ma qui?

Ci siamo, siamo sul territorio, nei comuni, nelle valli. Rispondiamo alle sollecitazioni che ci arrivano e credo sia sotto gli occhi di tutti il nostro impegno. Certo che il Trentino è diverso dal resto d'Italia.

 

In che senso?

Anzitutto il Trentino è storicamente tradizionalista, poi ci sono due problemi da considerare. Il primo: qui ci sono molte alternative. Anche il Patt racconta che nulla ha a che fare con la politica tradizionale romana, e alcuni ci credono. Poi ci sono le liste civiche, capaci di instaurare un rapporto con l'elettorato diverso da quello solito. Se qui il Movimento 5 Stelle non sfonda è anche per questo, per la percezione – secondo me sbagliata – che anche altre espressioni politiche siano 'autonome' e 'diverse' dai partiti tradizionali.

 

E l'altro motivo? Ha detto che ce ne sono due.

Qui Berlusconi non è mai venuto, Veltroni per la sua campagna elettorale del 2008 ci è rimasto un quarto d'ora, Bersani non s'è fatto vedere nemmeno lui alle ultime elezioni. E Mussolini, l'hanno portato al confine quando cercava di raccontare ai trentini quello che era giusto fare.

 

Quindi, cosa significa?

Significa che qui un leader nazionale non sposta voti, non viene ascoltato, non potrà mai convincere i nostri elettori su quello che è giusto fare o non fare. Il voto trentino non è lo specchio di quello nazionale, e questo vale anche per il Movimento 5 Stelle.

 

Potreste fare i 5 Stelle autonomisti. Walter Kaswalder si è espresso più volte in questo senso, riconoscendo nei suoi confronti grande stima e ipotizzando una sorta di alleanza.

Sulle alleanze preventive c'è un vincolo legato allo statuto del Movimento. Sono impossibili. Poi noi siamo disposti a collaborare con tutti. L'ho dimostrato io a livello di Consiglio provinciale, quello che condivido lo voto. E anche sui comuni succede questo con i nostri portavoce. Poi sull'autonomia, siamo giù autonomi.

 

Si spieghi meglio.

A me non è mai arrivata una telefonata per darmi la linea da seguire. Non ho mai subito un'invasione di campo rispetto a quello che facciamo come 5 Stelle in Trentino.

 

A livello nazionale i 5 Stelle sono il partito di riferimento per gli anti-vaccino.

Fino ad ora non ci sono stati problemi nella nostra provincia, sono volontari, a parte i 4 della prima infanzia, e non c'è mai stato l'allontanamento di un bambino non vaccinato da scuola.

 

Se dovesse succedere?

Io credo che il figlio sia dei genitori e non dello Stato, non della Provincia. Credo che un padre e una madre vogliano il bene del figlio, e che giustamente pretendano di conoscere in modo approfondito quello che contiene un vaccino, e l'Azienda sanitaria ha il dovere di fornire le informazioni adeguate. Detto questo, non ho una conoscenza approfondita. Non si diventa medici leggendo wikipedia: se si presenta il problema, cercheremo di approfondire.

 

Quindi non è un 'talebano' del no ai vaccini.

A me le crociate non piacciono, fin da quelle di Goffredo di Buglione. Nel programma dei 5 Stelle non c'è scritto nulla in proposito. Il faro è la libertà di scelta, e su questo sono ovviamente allineato ai 5 Stelle.

 

Non proprio allineata ai 5 Stelle è la Tribù delle Fratte di Mori. Un vostro esponente ne fa parte e rivendica l'illegalità come agire politico quando si tratta di “resistenza”, in questo caso alla costruzione del vallotomo.

Su questo non dico niente. Senti Riccardo Fraccaro, senti qualcun altro, senti i 5 Stelle di Mori. Non mi va di passare sempre per quello cattivo...

 

Allora parliamo di donne, della legge sulla doppia preferenza di genere. Lei è autore di una valanga di emendamenti ostruzionistici. La legge proprio non la vuole.

Io credo che la presenza di donne nelle istituzioni, ma in generale nei posti apicali della società, possa essere favorita non tanto da una legge elettorale ma da una politica attenta alle esigenze della donna, sul lavoro, nella cura dei figli, ecc..

 

Ma la legge potrebbe aiutare, almeno per aumentare il numero di donne elette.

Io ho fatto una proposta semplice: sulla legge elettorale lo Statuto di autonomia prevede il referendum confermativo se richiesto da 7 consiglieri. Senza nemmeno il quorum. Si faccia un patto, si voti la legge sulla doppia preferenza e poi si faccia decidere il popolo.

 

Lei ritirerebbe tutti gli emendamenti?

Certo, subito. Poi subito al voto e subito dopo a referendum: se gli elettori confermano si avrà la legge sulla doppia preferenza, altrimenti si rimane con la legge attuale.

 

A proposito di preferenze, elezioni e votazioni: lei si ricandida alle prossime elezioni?

Penso di sì, presenterò la mia candidatura. Non è però un automatismo, deciderà comunque la base del Movimento, ma avrei tante cose da portare a termine, e se – come spero – ci sarà più di un eletto, credo possa essere utile un passaggio di conoscenze per chi per la prima volta varca la soglia del Consiglio provinciale. In una legislatura qualcosa ho imparato su come funziona...

 

Ha capito anche come funziona la politica provinciale? Come vede, dall'opposizione, l'operato della maggioranza? Le fibrillazioni sono tante, la tenuta a volte sembra a rischio...

E' normale che ci siano divisioni: la coalizione di governo è formata da quattro partiti. E che ci sia dibattito interno è anche segnale di libertà e autonomia di pensiero. Il problema è però un altro.

 

Quale?

Che le divisioni non vengono ricucite con il confronto politico ma con la distribuzione del potere. E così passano le fibrillazioni, con questa modalità. Poi nemmeno si riesce a vedere quale sia la linea. Io in tre anni e mezzo devo ancora capire dove vogliano andare, quale sia l'obiettivo di questa giunta. Mah.  

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