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Patto Pd-Upt, Elisa Filippi: "Patt complementare, nessuna esclusione. C'è volontà di unire non di dividere"

La lettura del momento politico in chiave generazionale: "“Tra le persone più giovani che fanno parte di questi partiti c'è una maggior condivisione rispetto alla generazione precedente. Ci accomunna dinamismo e volgia di rinnovamento"

Di Donatello Baldo - 30 settembre 2017 - 06:42

TRENTO. Le indiscrezioni sul centrosinistra autonomista di queste ultime ore tengono banco sui giornali: prima il documento 'segreto' che sancisce il patto tra Pd e Upt (che per qualcuno è siglato in funzione anti-Patt), poi la fronda interna alle Stelle Alpine che manda a congresso il partito per anticipare la successione a Franco Panizza.

 

Manovre di sacrestia, politiche 'vecchio stile', piccole camarille che se non si trasformano in argomentazioni, in visioni del mondo, rimangono semplici tattiche che non dicono nulla a quel popolo tanto invocato e considerato (per lo meno al momento del voto).

 

Il commento a quello che succede, a quello che succederà, lo chiediamo oggi alla nuova generazione della politica trentina, quelli che nei partiti della coalizione hanno sui 30 anni. Giovani donne e giovani uomini che ricoprono incarichi importanti, che sono in predicato di prendere il posto di quelli lasceranno il passo, che (forse) si faranno da parte.

 

Nei prossimo giorni ascolteremo altre voci, oggi iniziamo con Elisa Filippi, componente dell'assemblea nazionale e provinciale del Pd, figura di spicco dei dem locali. In corsa per molti incarichi – deputata, segretaria provinciale – ma il partito ha sempre preferito qualcun altro a lei.

 

E' giovane ma non così giovane, i 30 li ha passati: per il prossimo giro, alle politiche ad esempio, quasi certamente sarà considerata.

 

La prima battuta è sulla polemica che è girata attorno all'arrivo a Trento di Enrico Mentana. “Da noi l'autonomia è un dogma e al dogma si obbedisce, non si riflette. Sull'autonomia si ripete una narrazione stanca, si sente soltanto la vecchia retorica. Dobbiamo essere capaci di innovare anche in questo senso”.

 

Sull'altra polemica, quella ancora calda del patto tra Pd e Upt, dice subito che quel documento non ne sapeva nulla. Ma del rapporto tra i partiti che formano la coalizione fa un'analisi generazionale

 

“Tra le persone più giovani che fanno parte di questi partiti – afferma Elisa Filippi - anche tra coloro che ricoprono ruoli di responsabilità, c'è una maggior condivisione rispetto alla generazione precedente. Oggi il confronto si trasforma in dibattito, in dialettica, ma soprattutto in condivisione”.

 

“Ci sono visioni diverse tra i giovani dei partiti della maggioranza ma alla fine ci si ritrova. Anche sui temi nazionali, forse ancor più che sui temi locali. Ciò che per i dirigenti di una certa età sembra una conquista, quella del dialogo e della condivisione, per noi è la prassi, per noi è cosa già conquistata”.

 

“Quello che ci accomuna – afferma – è la stessa identica voglia di dinamismo, di rinnovamento”. Nel Pd come nel Patt. Parole importanti che vanno oltre le differenze di bandiera per un comune sentire trasversale.

 

“Detto ciò – afferma Filippi - trovo straordinario che in Trentino si riesca ancora oggi a ragionare su quel sistema valoriale che è stato l'Ulivo. Questo è il riferimento di quel documento, al di là delle letture forzate. Trovo straordinario – continua – che qui si riesca a unire anziché dividere”.

 

Che l'interlocutore sia l'Upt non è un caso. “Si tratta, con i Pd, di una delle due grandi tradizioni politiche che hanno costruito l'Ulivo”. Il Patt, secondo Elisa Filippi, è complementare. “Questo non è un progetto escludente: da una parte – spiega – si riprende la tradizione dell'Ulivo e dall'altra, in perfetta complementarietà, ci si raffronta con le istanze di un partito autonomista a sua volta aggiornato rispetto alle sfide di governo che abbiamo di fronte”.

 

La giovane democratica è ottimista. “Io penso vi siano molti elementi che uniscono, e questo è positivo. Questa cosa non è molto frequente a livello nazionale, in Trentino invece si fa un percorso inverso: ed è un bene. Di solito ci si frammenta, qui invece ci si unisce.

 

C'è però chi legge questa nuovo patto tra due dei tre partiti della coalizione come il tentativo di arginare l'egemonia del Patt e di mettere in discussione la riconferma di Ugo Rossi alla presidenza. “Rossi ha sempre detto che le primarie sono importanti, che sarà sempre disponibile a passare da esse per la determinazione della leadership. Ma questo non è il momento per affrontare questo tema”.

 

Questo, per Elisa Filippi, è il tempo della politica, dei temi, della progettualità. “L'attualità non è la scelta del capo della coalizione ma come possa il Trentino migliorare le sue performance economiche che sono sì positive ma che mostrano alcune ombre se confrontate con l'Alto Adige e in certi casi anche con il Nord-est”.

 

“La politica – spiega - è fatta di momenti e non si può prescindere dalla cronologia. È chiaro che se in primavera avremo le elezioni politiche, quello sarà un momento evidentemente molto importante e incisivo rispetto al quadro politico, anche provinciale. L'obiettivo – afferma Filippi – è quello di rendere le politiche un momento aggregante”.

 

“Quello che serve, adesso, è una riflessione seria sullo sviluppo economico, perché alla fine la sfida è quella. E per tornare al discorso iniziale, se è vero che siamo autonomi, lo dovremo essere sempre di più, nel senso che dovremo contare economicamente sempre più solo su noi stessi. Per questo – conclude - le scelte economiche saranno fondamentali”.  

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