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Referendum, il fronte del No contro Ugo Rossi: "Siamo l'alternativa"

Sia il centrodestra che la sinistra esultano per il risultato e accusano: "Ha perso Rossi, ne tragga le conseguenze". 

Di Donatello Baldo e Giuseppe Fin - 05 dicembre 2016 - 16:59

TRENTO.Dopo essere riusciti anche in Trentino a portare a casa la vittoria ora i comitati per il No sono pronti a guardare oltre all'attuale centro sinistra autonomista, desiderosi di promuovere un'alternativa. Due conferenza stampa, due schieramenti diversi. Da una parte la sinistra e dall'altra i consiglieri provinciali di minoranza che non hanno perso l'occasione per dire a Ugo Rossi "che non ha più il sostegno popolare considerato che la maggioranza dei trentini hanno votato contro il il volere dei partiti di governo".

 

“Un ottimo risultato che permetterà ora di avviare serie riforme nel rispetto della nostra Costituzione e dei diritti di tutti”, afferma subito la portavoce di Sel Renata Attolini, assieme a Emilio Arisi, Vincenzo Calì, Gigi Casanova e l'onorevole altoatesino Florian Kronbichler.

 

“Fa piacere – ha affermato la portavoce di Sel Attolini – che ci siano stati molti giovani a votare per il no e questo dimostra l'importanza della loro partecipazione e della voglia di un cambiamento che deve però essere coerente e condiviso”. Dietro la vittoria del No, spiega ancora Attolini “ci sta tanta sinistra che ha lottato per la difesa della Costituzione. Ora questa sinistra si rimetterà in gioco per costruire un vero cambiamento”

 

Ad essere preoccupato per la tenuta regionale e per la forte spaccatura che si è vista in questo referendum con la vittoria del Si in Alto Adige e il No in Trentino, è invece l'onorevole Florian Kronbichler.

 

“In Alto Adige abbiamo avuto un Sì dilagante – ha affermato Kronbichler – che nessuno si aspettava, nemmeno la Svp”. “E' stato espresso un Sì – spiega – credendo che la riforma costituzionale non toccasse l'Alto Adige visto che tutta la campagna elettorale è stata improntata sulla clausola di salvaguardia”.

 

Il timore, spiega l'onorevole altoatesino “è per la convivenza etnica visto la divisione del voto tedesco a grande maggioranza per il Si e in minoranza all'interno della comunità italiana. Io vedo un certo rischio per il futuro della nostra Regione. Il Trentino deve stare attendo a non farsi scaricare”

 

 

Ma se la sinistra che ha votato No si dice pronta per l'alternativa, anche il centro-destra del No vuole scalzare Ugo Rossi e pensa all'alternativa: “Così come Renzi ha già preparato le valige – afferma Claudio Cia - anche Rossi dovrebbe trarre le debite conclusioni. Gli autonomisti, quelli veri, lo hanno lasciato alla deriva in quel pseudo-Patt diventato ormai una succursale del Pd, quel Pd che evidentemente tanto democratico non è stato considerato alla luce dell’arroganza con la quale avrebbe voluto manipolare la Carta costituzionale".

 

"Un’arroganza – continua il consigliere di Agire - che probabilmente impedirà a Rossi di fare l’unico gesto che naturalmente dovrebbe fare: dimettersi e seguire Renzi come fideisticamente ha fatto finora”. Se Cia auspica le dimissioni ma in fondo non crede che rossi possa rimetterle dopo la debacle referendaria, ci pensa Maurizio Fugatti a chiedele: “Tecnicamente può governare ma politicamente è stato sfiduciato, in primis dal suo stesso partito”.
 

Manuela Bottamedi, l'altra consigliera che con Claudio Cia, Maurizio Fugatti e Giacomo Bezzi hanno tenuto la conferenza stampa del dopo voto, ringrazia il popolo trentino: “Oggi, dopo anni e anni di apnea, sono orgogliosa di essere trentina – afferma la consigliera - e sono orgogliosa dell'Italia".

 

"Vorrei ringraziare, uno ad uno, tutti coloro che hanno ragionato con la propria testa, che hanno sfruttato questa grande occasione di democrazia, che hanno salvato la nostra autonomia e la nostra Costituzione, che hanno liberato l'Italia da un pallone gonfiato, che non hanno creduto alle bugie, che non si sono fatti comprare da una manciata di euro o intimorire da ridicoli scenari a tinte fosche. Oggi – conclude – è un grande giorno per il Trentino e per l'Italia.

 

 

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