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Rossi: "Borgonovo come Kaswalder, dobbiamo imparare a discutere al nostro interno". Zeni: "Sono amareggiato"

Le reazioni della politica dopo l'astensione dei dissidenti che ha fatto traballare la maggioranza. Manica: "Si convochi il coordinamento del Pd"

Di Donatello Baldo - 18 ottobre 2016 - 18:13

TRENTO. Quello che oggi è successo in consiglio provinciale, con il voto in dissenso dalla maggioranza di Borgonovo Re, Civico e Plotegher su una mozione della minoranza "come segnale politico" ha messo in moto una cascata di reazioni. "Le posizioni differenti le posso anche capire - dice Ugo Rossi quasi rassegnato - andrebbero però annunciate negli incontri di maggioranza. E all'ultimo, proprio su questo tema, era presente solo Violetta Plotegher che mi sembrava avesse condiviso la posizione. Non si è certo espressa in modo contrario durante la riunione". Quello che al governatore dispiace è che "tutto questo avvenga in aula, dando protagonismo a una mozione fatta dalla minoranza".

 

"L'ho detto per Walter Kaswalder, che si astenne su una questione ben più significativa, su una questione di coscienza, e lo dico anche ora: dobbiamo concordare le posizioni all'interno della maggioranza, non dobbiamo prestare il fianco alla minoranza". Ma dal punto di vista della tenuta della maggioranza nessun problema: "Questa cosa non sposta nulla, si va avanti lo stesso". Il presidente non lo dice, ma il problema è dentro il Pd.

 

"Io sono amareggiato - confida invece Luca Zeni -  e sorpreso per il metodo che è stato utilizzato. Abbiamo condiviso una linea con tutta la maggioranza, PD compreso ovviamente, e ci siamo impegnati a un confronto ampio". Ma da parte dei dissidenti nessun rilievo, "da parte loro non ho avuto nessuna osservazione: se avranno delle proposte migliorative ogni suggerimento è ben accetto, lo valuteremo insieme". La stoccata però arriva, anche l'assessore sottolinea la mancata partecipazione di Mattia Civico e Donata Borgonovo Re alla riunione di maggioranza: "Sarebbe forse più utile partecipare alle riunioni e comunicare la propria posizione, così da muoverci in maniera condivisa, coordinata e corretta". Altro non dice: "Per il resto si chieda al segretario del Pd Italo Gilmozzi oppure il capogruppo Alessio Manica, questa cosa riguarda il partito". 

 

E il partito, proprio secondo Manica "ha fatto oggi una figura misera. E questa astensione non è servita a nient'altro che a questo, a mettere in difficoltà il Pd che esce spaccato e incapace di fare sintesi". La decisione di oggi "era stata presa assieme, era stata ribadita anche prima del voto". Manica dice di aver informato il segretario provinciale Italo Gilmozzi. "Gli ho chiesto una presa di posizione ufficiale". Ma quando informiamo il capogruppo delle parole usate dall'ex assessora Borgonovo riportate da ilDolomiti afferma che "a questo punto questa cosa dev'essere portata urgentemente all'attenzione del coordinamento del partito". Per Alessio Manica "tutte le posizioni personali sono da rispettare, anche quelle derivanti dai vissuti di ognuno, ma ci sono luoghi e luoghi". 

 

Il segretario del partito Italo Gilmozzi si dice" rammaricato". Il voto di astensione di oggi "pesa notevolmente all'interno del partito". E sulla figura di Donata Borgonovo Re afferma "che per il suo ruolo di presidente del partito non avrebbe dovuto essere causa della divisione del gruppo: la sua funzione dovrebbe essere quella di unire le varie componenti che ci sono al nostro interno, non certo alimentare fratture". Gilmozzi ha parlato, oggi, sia con la capofila dei dissidenti sia con l'assessore Luca Zeni: "Hanno convenuto con me che è il caso di fare un incontro a tre nei prossimi giorni e chiarire le posizioni". Secondo il segretario "dev'essere fatto uno sforzo in più da parte di tutti. Chiedo a Luca Zeni un surplus nel coinvolgimento del partito sui temi della giunta e ai consiglieri il massimo sostegno ai nostri assessori". 

 

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