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A Rovereto si risparmia sugli anziani. A un edificio nuovo si preferisce la ristrutturazione della vecchia Casa di riposo. E Zeni appoggia il sindaco Valduga

Il PD roveretano deluso dal Zeni e arrabbiato con il sindaco. Per 5 milioni di euro in meno si butta l'ipotesi dell'ex Master Tools e si opta per la ristrutturazione dell'edificio di via Vannetti. Con gli anziani dentro

Di Donatello Baldo - 22 aprile 2017 - 07:37

ROVERETO. La terza Rsa dove la metto, dove la metto. Prima la si voleva fare al Brione, nell'ex Casa Manica – idea forse ancora dell'assessore della Giunta Maffei Demattè – poi Guglielmo Valduga disse che sembrava una caserma più che una casa di riposo, e propose di costruire la terza Rsa al Follone, riuscendo a strappare alla Provincia solo una promessa senza però far accantonare nemmeno un euro. Poi arrivò Andrea Miorandi che pensò all'ex Master Tools, alla Provincia fece comperare l'area ed era certo che ormai fosse conclusa la lunga e tortuosa vicenda della terza Rsa di Rovereto.

 

Ma venne anche il turno del figlio di Valduga padre, e Francesco mise sul tavolo un'altra idea: ristrutturiamo la Casa di riposo di via Vannetti, la Casa Rossa. Si risparmia, in Provincia sono tutti contenti che non chiediamo soldi in più e la mia amministrazione non ci deve mettere nemmeno il becco di un quattrino.

 

Perché il problema sono proprio i soldi. Gli assessori provinciali alla Salute, prima Ugo Rossi, poi Donata Borgonovo Re, poi Luca Zeni, hanno tutti sostenuto che l'idea di fare una Rsa ex novo sarebbe stato dispendiosa. “La provincia di soldi ne ha pochini – dice Zeni – l'importo per l'edilizia delle strutture per anziani sono calate molto. Per questa legislatura i milioni disponibili non sono neanche 40, la scorsa legislatura erano 110, prima ancora oltre 170”.

 

Ma facendo i conti in tasca all'idea di fare l'Rsa in via Maioliche, proprio in centro e vicino all'ospedale, si scopre che la differenza con l'eventuale ristrutturazione della vecchia Casa Rossa non è poi molta. La costruzione di una nuova Rsa costerebbe 17 milioni di euro. La ristrutturazione dell'esistente 12. Non si contino i soldi per l'acquisto dell'area: quei 4,8 milioni di euro la Provincia li ha già spesi, quel terreno è già demanio pubblico La differenza, quindi, è di 5 milioni di euro.

 

Soldi che la Pat non vorrebbe mettere, ma che nemmeno il Comune intende scucire. “C'era il tesoretto, 8 milioni di euro pronti pronti”, aveva detto Luisa Filippi in Consiglio comunale, quel giorno che si sentì dare dell'imbecille dal sindaco Valduga. Ma il sindaco Valduga quel tesoretto l'ha già speso: ha comperato il naso elettronico che sniffa i miasmi della Sandoz, ha fatto la pavimentazione e la curva di Vallunga. Insomma, quei soldi non ci sono più.

 

Ma sono tanti 5 milioni di euro? Perché la domanda in fondo è questa che si fanno quelli dell'opposizione, e tanti cittadini. Sono forse tanti se si decide di fare una Residenza per anziani con tutti i comfort, con gli spazi adatti, i criteri più innovativi per quanto riguarda la domotica per l'anziano, l'architettura più avanzata che sappia adeguarsi alle esigenze di chi deve passare la fine della propria vita in santa pace?

 

Per il Teatro Zandonai, così per dire, di euro ne sono stati spesi 15 milioni, la Provincia ne ha messi solo 3, il resto l'ha trovato l'amministrazione comunale. Se si vuole, le risorse le si possono trovare, o si possono battere i pungi su in Provincia, pretendere qualcosa, pretendere che la seconda città del Trentino non debba lesinare sul futuro dei servizi per l'anziano.

 

La ristrutturazione della vecchia casa di riposo costa poco meno e, dicono gli esperti, nelle ristrutturazioni i costi lievitano, sono molto più attendibili e stabili quelli ipotizzati per la costruzione di un edificio che parta dalle fondamenta. E poi la vecchia Casa Rossa ha dei limiti insuperabili: lo spazio, il parcheggio, il verde attorno ad essa, la disposizione delle stanze.

 

Nessuno, prima di Valduga figlio aveva mai pensato a via Vannetti, nemmeno il padre. C'erano tante idee, le più lontane e disparate, ma mai questa di metter mano a una struttura già esistente. Mai quella della ristrutturazione della Casa Rossa, perché tutti hanno messo piede in via Vannetti e tutti sanno che quell'edificio è fatiscente e si possono recuperare forse solo i pilastri che lo sostengono

 

Per la ristrutturazione si va in deroga ai criteri messi per iscritto dallo stesso assessorato alla Salute: le camere dovrebbero essere poste a sud per dare agli ospiti obbligati a stare sempre in una stanza la cognizione del giorno e della notte che si alternano, delle stagioni che passano. I piani dovrebbero essere soltanto tre, per non far sembrare la Residenza per anziani un ospedale da cui tutti i vecchi comprensibilmente hanno paura. Il verde attorno dovrebbe essere di 3 ettari almeno, quelli della Casa Rossa non sono manco due.

 

L'edificio è di vecchia concezione, dicono in molti, metterci mano è impossibile, non ne uscirà niente di buono. E dentro ci sono gli anziani ospiti, dovranno subire mesi e mesi di cantiere, saranno sballottati un po' di qua e un po' di là.

 

La partita sulla Rsa sembra che alla fine riesca a spuntarla Francesco Valduga e la sua Giunta, sembra che il Pd che porta avanti l'idea dell'amministrazione dell'ex sindaco Miorandi abbia già perso. “La questione è già stata discussa in Gunta – afferma Luca Zeni – e noi da sempre abbiamo sostenuto l'idea di mettere mano alla struttura già esistente in via Vannetti. Abbiamo sottoscritto un protocollo con l'amministrazione comunale nell'autunno scorso e condiviso con tutti questa scelta”.

 

Il PD roveretano è arrabbiato, ma più col sindaco che con l'assessore. “In provincia fanno i ragionieri – dicono – a loro interessa poco quel che avviene qui in città. Quello che non se ne interessa è anzitutto il sindaco Valduga che non ha visione, che non pensa all'occasione che va persa”.

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