Sciopero della fame per lo Ius soli, aderiscono anche Dellai, Nicoletti e Civico. Ironica Poletti di Fratelli d'Italia: "Io preparo biscotti"
L'iniziativa lanciata per sostenere 900 insegnanti che hanno iniziato l'astensione dal cibo per chiedere l'approvazione della legge per la cittadinanza agli stranieri nati in Italia

TRENTO. "Non è mai troppo tardi", si legge nell'appello che ha lanciato il digiuno a staffetta per l'approvazione dell' Ius soli entro la legislatura in corso. "Qualcosa si deve fare per non doverci rammaricare amaramente della nostra impotenza o ignavia. Questi sono giorni decisivi per la sorte dello Ius soli: dunque, proviamo a muoverci".
L'iniziativa, lanciata dal deputato Luigi Manconi, da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili, vuole così sostenere quei 900 insegnanti che per primi hanno iniziato il digiuno. "Il 3 ottobre più di 900 insegnanti hanno digiunato per un giorno a sostegno della nuova legge sulla cittadinanza".
"Questa iniziativa - si legge nel testo dell'appello - deve continuare per impedire che si richiuda quello spiraglio, pur esilissimo, che pare essersi aperto in queste ore e ottenere l'approvazione di una legge ragionevole e saggia".
Tra le adesioni più autorevoli quella del ministro Graziano Del Rio ma anche tra i parlamentari trentini c'è chi ha deciso di sostenere l'iniziativa digiunando a staffetta. I deputati Lorenzo Dellai e Michele Nicoletti si asterranno dal cibo rispettivamente l'8 e il 17 ottobre, il consigliere provinciale Mattia Civico il 13 ottobre.
Il digiuno, forma nonviolenta di protesta e di rivendicazione, è però irriso da molti detrattori della legge sullo Ius soli. Marika Poletti, presidente trentina di Fratelli d'Italia ha scritto questo: "Quando senti il puzzo dello sciopero della fame e allora alle 4 del mattino sei in cucina a preparare i biscotti", mettendo tanto di foto dei prodotti appena sfornati sul suo profilo Facebook.













