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Si farà a Trento il Gay Pride del 2018. "Sarà il Pride delle Dolomiti e coinvolgerà non solo il Nord Est ma anche tutta l'Euregio"

Zanella, Arcigay: "Nelle altre città di solito è il sindaco con la fascia tricolore che apre la parata, ci aspettiamo che la politica trentina sia all'altezza e sappia aiutarci nell'organizzazione di questo grande evento". Attese tra le 5 e le 10 mila presenze

Di Donatello Baldo - 20 giugno 2017 - 06:10

TRENTO. Non è ufficiale, la decisione sarà presa a fine estate ma ormai è cosa fatta: l'anno prossimo il Gay Pride del Nord Est si svolgerà a Trento. “E' arrivato il momento – spiega Paolo Zanella, presidente di Arcigay del Trentino – dopo Venezia, Verona, Treviso e Udine, ora tocca a noi”.

 

Da qualche anno sul territorio nazionale si moltiplicano le iniziative di giugno dell'orgoglio omosessuale, “queste iniziative rientrano tutte nell'Onda Pride, un insieme di città danno vita a queste manifestazioni che coinvolgono le comunità, le istituzioni, le associazioni presenti. Al posto di una giornata unica in un'unica città italiana il pride è diffuso a livello macro-regionale”.

 

L'anno prossimo, dunque, subito dopo il raduno degli alpini, dopo il Festival dell'Economia, in Trentino arriva il Pride delle Dolomiti. “Oltre al Nord Est sarà coinvolta tutta l'Euregio, in un'ottica sovranazionale. Si lavorerà in stretto contatto con il Sud Tirolo ma anche con il Tirolo austriaco. E non si tratterà di un solo giorno, quello della sfilata, perché gli appuntamenti – spiega Zanella – saranno molti e si svolgeranno su più giornate”.

 

"Questa meta arriva dopo cinque anni di lavoro sul territorio - spiega il presidente di Arcigay - con il festival Liberi/e di Essere, con la raccolta firme Firmalove che ha prodotto la proposta di legge contro l'omofobia che è stata uno dei temi più importanti del dibattito consiliare di questa legislatura. In questi anni - continua - abbiamo lavorato fianco a fianco con istituzioni e associazioni"

 

Ci saranno approfondimenti, dibattiti, presentazioni di libri. “Un insieme di eventi diversificati che coinvolgeranno l'intera comunità, associazioni e istituzioni”. Si calcola, considerate le edizioni precedenti degli ultimi anni, che a Trento arriveranno tra le 5 e le 10 mila persone. “E vedremo se la Provincia ci aiuterà per l'accoglienza, se saprà sfruttare questo evento per promuovere il Trentino anche alla popolazione omosessuale”.

 

Il 2018 è un anno particolare, in ottobre ci saranno le elezioni provinciali e quello del Gay Pride sarà già tempo di campagna elettorale. “Eh sì – afferma Zanella – e sarà la cartina di tornasole per vedere cosa pensano veramente i nostri politici. Dico solo che nelle altre città di solito è il sindaco che apre la parata. L'ha fatto la Appendino a Torino, De Magistris a Napoli, Orlando a Palermo e da ultimo il sindaco Honsell a Udine dove dal palco ha fatto un intervento da pelle d'oca”.

 

Chissà se Alessandro Andreatta salirà sul palco con la fascia tricolore, chissà quanti saranno i sindaci che parteciperanno in delegazione alla sfilata. Chissà come si muoverà la Giunta provinciale, lo stesso Ugo Rossi, l'assessora Sara Ferrari alle Pari opportunità. Si noteranno le presenze dei politici e dei consiglieri provinciali, e di sicuro a notarsi di più saranno le assenza.

 

Possiamo già prevedere le polemiche. “Quelle ci sono sempre – afferma Zanella – ma è la risposta a queste polemiche che fa la differenza, su cui si potrà misurare la maturità della politica trentina sul tema dei diritti. Il Gay Pride – afferma Zanella – è una manifestazione di libertà, un momento in cui cittadini e cittadine chiedono di essere tutelati, rispettati. Uomini e donne, famiglie intere – continua Zanella - che chiedono pari diritti e pari dignità”.

 

E già mette le mani avanti: “Ci saranno quelli che si scandalizzano, quelli che faranno le messe riparatrici per scongiurare l'arrivo del castigo di Dio. O quelli che chiederanno sobrietà – spiega il presidente di Arcigay – come se il problema di questo mondo fosse una parrucca in testa o un ragazzo a torso nudo che grida al mondo la sua libertà. Il Pride – continua – nasce come momento di emancipazione dopo le vessazioni, le angherie, le violenze inflitte alla comunità omosessuale di New York alla fine degli anni '60”.

 

Con il tempo è diventata una giornata di ricordo, di lotta ma anche di festa. “Il momento in cui a testa alta, anche attraverso provocazioni colorate e festose, si ricorda a tutti che un tempo le persone omosessuali venivano incarcerate e sterminate, come succede anche oggi in alcuni Paesi del mondo”.

 

Un momento in cui si rivendicano diritti e dignità: “Quei diritti che con fatica, passo dopo passo, stiamo ottenendo anche in Italia. Quella dignità che viene offesa dalle discriminazioni e dalle battute cattive che quel giorno, tutti assieme, faremo scivolare vie sventolando la bandiera arcobaleno con tutti quelli che vorranno state dalla nostra parte”. 

 

Il Pride delle Dolomiti sarà il prossimo giugno, tra un anno esatto. "E sin da subito inizieremo questo percorso di condivisione e di contaminazione - dice Zanella - senza dimenticare le periferie, per portare il vento del Pride anche nelle valli dove ci sono ancora tanti gay, tante lesbiche, tanti e tante giovani transgender che ancora si nascondono e hanno paura di dichiararsi". 

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