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"Statalista e stalinista", Manuela Bottamedi risponde a Bruno Dorigatti che le aveva dedicato un post su Facebook

Il presidente del Consiglio si era sentito offeso dalle insistenti richieste di ufficializzare la sua posizione su Catalogna e sulle esternazioni di Mentana. Dopo le parole ironiche e 'delegittimanti' di Dorigatti, la reazione risentita della consigliera: "Mancanza di rispetto"

Pubblicato il - 06 ottobre 2017 - 16:47

TRENTO. Il presidente del Consiglio Bruno Dorigatti ha perso le staffe, cosa che non dovrebbe succedere a chi ricopre una carica importante come la sua. Ma di fronte le critiche della consigliera Manuela Bottamendi, che lo accusavano di non aver preso una posizione ufficiale sul tema della Catalogna e di non aver risposto per le rime agli attacchi all'Autonomia di Enrico Mentana, ha reagito con un post su Facebook al vetriolo.

 

Una reazione che ha scatenato la contro-reazione della stessa Bottamedi che non si è risparmiata e ha dato dello statalista e dello stalinista. Ma vediamo la rissa a suon di post che si è consumata nell'arco di una mattina sul sociale di Marck Zuckerberg

 

"Con teutonica ed apprezzabile tenacia - ha scritto con ironia il presidente del Consiglio - la consigliera Manuela Bottamedi stigmatizza alcuni miei supposti comportamenti istituzionali, interrogandosi, con un certo affanno, su presunti silenzi che paiono configurare pavidità che non mi sono mai appartenute".

"Ora - continua Dorigatti - anche per placare la grande inquietudine della consigliera, desidero assicurare la stessa di essere pubblicamente intervenuto sulla stampa locale in relazione alle improvvide dichiarazioni del giornalista Mentana, così come di essermi occupato dei problemi delle rivendicazioni autonomistiche catalane in tempi non sospetti, ovvero e più volte negli scorsi anni, promuovendo incontri ed approfondimenti pubblici che, purtroppo, non hanno mai avuto la fortuna di poter contare sul prezioso ed illuminante contributo della consigliera Bottamedi".

 

"Comprendo che la medesima, occupata in battaglie politiche ben più rilevanti non abbia avuto il tempo di scorrere approfonditamente i giornali, ma assicuro di aver fatto il mio dovere anche in queste circostanze".

 

"Quanto, infine, alle mie battaglie in favore dell’autonomia trentina - prosegue Dorigatti - penso parli il mio agire istituzionale e politico di questi anni; agire anch’esso però tristemente orfano, il più delle volte, dell’apporto costruttivo della consigliera Bottamedi".

 

"Confido - conclude con sincera irritazione - in un futuro più radioso ed attendo, con ansia e fiducia, di vedere gli esiti dell’impegno quotidiano della consigliera, soprattutto nel dipanare il groviglio ispano-catalano".

 

Risponde a breve giro Manuela Bottamedi: "Ieri ho scritto un'interrogazione al presidente Dorigatti. Gli ho chiesto di prendere posizione ufficiale circa le violenze subite dalla comunità autonoma catalana e circa le infelici esternazioni di Enrico Mentana a proposito della nostra autonomia e specialità". 

 

"Ma si è offeso - ha scritto Bottamedi - si è offeso a tal punto da dedicarmi un lunghissimo, piccato e sarcastico post su Facebook, in cui mostra chiaramente di non aver gradito affatto la mia interrogazione e le mie riflessioni".

"Una mancanza di rispetto inaccettabile - secondo la consigliera - una caduta di stile clamorosa e scomposta fatta al solo scopo di ridicolizzarmi. Fatta da un presidente che dovrebbe rappresentare tutti i consiglieri in modo equo e neutro".

 

"Nonostante ciò non mi sento offesa ma rallegrata: essere lontana anni luce da uno statalista e da uno stalinista mi rende fiera. Chi la pensa in modo diverso, caro presidente - scrive ricolta a Dorigatti - non deve essere messo alla gogna e ridicolizzato". 

 

"Io sono sempre stata una federalista e una liberale - spiega Bottamedi - e ho incontrato i pacifici rappresentanti del movimento indipendentista catalano lo scorso anno a Bressanone, a Jatzt. Persone meravigliose che lottano per la loro terra e per difendere certi principi e valori. Persone che rispettano l'avversario. Già - conclude amara - il rispetto, questo sconosciuto". 

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