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Ugo Rossi: "Ha vinto Putin". Ma Kaswalder: "Io sono felicissimo, adesso spero che vinca il No al referendum"

Ecco le reazioni della politica trentina alla notizia della vittoria di Donald Trump. Rossi preoccupato per l'Europa, entusiasta la destra, triste la sinistra. Gilmozzi: "Lezione per tutti, servono candidati credibili anche qui da noi"

Di Donatello Baldo - 09 novembre 2016 - 15:28

TRENTO. La notizia dell'anno, la notte che ha fatto tremare il mondo intero ha ovviamente suscitato reazioni opposte anche in Trentino. Il primo twee lo fa Ugo Rossi, il governatore: “Non ricordo di chi sia ma ho letto un tweet perfetto: Putin ha vinto le elezioni americane”. Ma non mancano commenti di soddisfazione, come quello di Walter Kaswalder, il consigliere autonomista che non perde occasione per fare il bastian contrario.

 

Che soddisfazione – afferma quasi commosso – mi sento come se avessi vinto io, sono proprio felice. Io lo sapevo che avrebbe vinto Trump”. Kaswalder si addentra in un lettura di ampio respiro: “La sinistra ormai non c'è più. Come qui da noi – afferma – è al soldo del potere, si è dimenticata il ceto medio-basso, è sostenuta dalle banche, dai potentati economici”.

 

“Rossi dice che Trump è come Putin? Magari”. Il consigliere del Patt condivide, anche sulla Russia, le posizioni di Donald Trump: “Con Putin bisogna fare un accordo perché ognuno la smetta di portare avanti politiche mondialiste. Ma cosa ce ne frega a noi dell'Ucraina?”, si chiede il Kaswalder. “Io condivido le intenzioni di Trump sulla politica estera: basta guerre, basta con questa America che si immischia nelle questioni europee e del Medioriente. Obama e Clinton – ricorda il consigliere – hanno fatto centinaia di migliaia di morti, hanno fatto saltare in aria la Libia, hanno messo a rischio le relazioni con la Russia”.

 

Io sono un vero tirolese – afferma – e l'Austria non ha mai fatto guerre a nessuno se non per difendersi”. Walter Kaswalder è proprio contento: “Oggi sono proprio felice, io me la sentivo che vinceva lui, e adesso ho la certezza che anche al referendum vincerà il No”. E sarà di nuovo contento? “Contentissimo, la gente ormai è stufa di questa politica, di chi si occupa di immigrati invece che di quelli che vivono con 500 euro al mese. Anche qui – afferma – la gente non vede l'ora di cambiare radicalmente”.

 

Ugo Rossi è invece molto preoccupato: “Mi preoccupa il vento nazionalista che da oggi soffia forte – afferma il governatore – abbiamo lavorato così tanto per un assetto europeo e mondiale capace di combattere i nazionalismi e tutto sembra andare ora in una direzione opposta. Anche l'Europa – osserva Rossi – rischia di essere scavalcata, schiacciata da questi rapporti bilaterali Usa-Russia”.

 

“Quello che soffia è un vento disgregatore anche per il Vecchio continente – sottolinea Rossi – e penso alla Brexit, penso alle prossime elezioni austriache, penso alla difficoltà ad opporsi ad un cambio culturale che Donald Trump rischia di interpretare a discapito di tutto ciò che abbiamo costruito in questi ultimi anni”.

 

Anche Luca Zeni twitta. “Il risveglio oggi mostra Trump favorito al 58%. Otto anni fa, quando Obama fece sognare il mondo, il clima era molto molto diverso". Mentre Manuela Bottamedi apprezza la democrazia americana che assicura l'alternanza democratica: "L'alternanza è possibile - afferma - un uomo su cui nessuno scommetteva un dollaro, che è caduto e si è rialzato tante volte, un uomo che si è fatto da solo, che aveva tutti contro a partire dalla stampa, un uomo snobbato, deriso, sfottuto ma - scrive la consigliera citando Trump - non c'è sogno che non possa essere raggiunto". E guardando al Trentino dice: "Tra due anni avremo la storica possibilità di dare al nostro Trentino un'alternativa a questo Sistema di Potere, chiuso e asfittico, che ruota intorno ad una oligarchia di spocchiosi cattocomunisti e democristiani che riescono a governare solo dispensando favori, piazeroti e poltrone"

 

Laconico Giacomo Bezzi di Forza Italia: "Il popolo silenzioso ha scritto la storia: Trump presidente". Micaela Biancofiore: "Go Donald go! Popolo americano  più forte di tutti gli establishment". Mentre Claudio Cia, il consigliere di Agire, "è alla grande": così si legge sulla sua pagina Facebook. "Donald Trump 45° presidente degli Stati Uniti d'America - scrive -  dopo la Brexit e Hillary Clinton il prossimo è Matteo Renzi. E  poi arriva il turno di Ugo", ovviamente Rossi. 

 

Saggio e pragmatico il segretario provinciale del Partito democratico Italo Gilmozzi: "Questa è la democrazia e non possiamo pensare che da un giorno all'altro sono diventati tutti razzisti. Gli americani - spiega - hanno scelto Trump perché di fronte alla continuità con il passato scelgono la novità, il cambiamento". Questo obbliga a drizzare le orecchie anche a queste latitudini: "E' così in tutto il mondo, nessuno sceglie la continuità, tutti scelgono lo strappo: per questo, anche per quanto ci riguarda, non basta essere centro-sinistra-autonomista per avere la certezza di aver vinto le elezioni". Dice di più, forse con qualche allusione: "Servono candidati in grado di convincere, capaci di dare garanzie, risposte positive alla richiesta di cambiamento. Anche da noi". Anche nel 2018?

 

 

 

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