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Valduga e i sindaci civici: "Ecco il nostro documento, fateci sapere". Ma non fondano nessun partito: "Siamo a disposizione"

Presentato il 'programma' del movimento che raggruppa alcuni amministratori. "Volgiamo lanciare un messaggio alla politica, sollevare una discussione". Ma non c'è chiarezza sulle scelte future: "Nessun partito ma disponibili a valutare cosa faranno i partiti"

Di Donatello Baldo - 19 luglio 2017 - 16:29

TRENTO. Il tanto atteso documento dei Civici è arrivato. I sindaci hanno accolto la stampa alla testa di un tavolo dell'Hotel America, Francesco Valduga di Rovereto, Roberto Oss Emer di Pergine Valsugana, Mattia Gottardi di Tione, Christian Girardi di Mezzolombardo, Bruno Groff di Frassilongo.

 

"Doveva esserci la sindaco (sindaca, si dice sindaca, ndr) Enrica Rigotti di Isera", afferma Valduga. Ma non c'è. Ci sono solo loro cinque, stretti stretti a capotavola. Solo una donna tra i presenti, a lato, un po' discostata, l'assessora a Pergine Elisa Bortolamedi

 

Parla Valduga e illustra il documento. Un documento di sette pagine intitolato "Una 'base civica' per il Trentino" che inizia descrivendo quella che viene definita "stagnazione politica": la sfiducia nelle istituzioni, la burocrazia, la crisi, la scarsità di lavoro. 

 

'C'è quindi bisogno di un governo civico, uno come quelli delle tante esperienze comunali, anche per la Provincia', questo il succo. Un modello di governo più prossimo ai cittadini perché ora si può fare: "Riteniamo siano mature le condizioni per mettere a disposizione del Trentino e della sua gente un'occasione di ripartenza".

 

Condizioni necessarie: "Uno. L'azione politica avrà bisogno di coinvolgere persone libere, indipendenti, generose, capaci di assumersi responsabilità. Due. Tale azione politica dovrà superare le barriere delle ideologie rimanendo ancorata a valori alti e non negoziabili quali libertà, giustizia, uguaglianza, legalità, pari opportunità, sobrietà, sussidiarietà".

 

Ma queste sono le premesse, ci si aspetterebbe una risposta alla domanda che si sono fatti in molti: Ma intendete candidarvi alle elezioni provinciali? Ma fondate un movimento di sindaci? "Immaginiamo un nuovo modo di 'essere' e 'fare gruppo' per un nuovo modo di fare politica". 

 

Una risposta che non risponde. Ma indirettamente un indizio su quello che il gruppo di sindaci vorrà fare, o non fare, lo troviamo quei: "La forma partito con la gestione dei processi partecipativi e decisionali più strutturata e lenta, così come i movimenti legati al carisma passeggero di una figura di leader - si legge nel documento - non possono rappresentare l'unica risposta". 

 

Se qualcuno ora pensa che i sindaci sciolgano gli indugi e dicano chiaro cosa intendono fare, si sbaglia. Dicono questo però: "C'è dunque uno spazio intermedio immenso, quello della speranza e della volontà comune, del sentire e del proporre civile, che va ascoltato e rappresentato attraverso forme partecipative nuove".

 

Sì, ma come? non si dice. Non si capisce cosa abbiano intenzione di fare in vista delle prossime elezioni. "Vogliamo lanciare una discussione attraverso questo documento", dicono. Insomma, ne discutano i partiti, a destra come a sinistra, quelli di governo e quelli di opposizione, "e poi vedremo se ci saranno le condizioni".

 

Ma le condizioni per fare cosa? Per formare un partito? No, su questo sono chiari.  "Creare un soggetto politico non è l'obiettivo che ci muove". E ancora, spulciando tra le frasi che maggiormente risultano intellegibili: "Prima ancora di parlare di programmi è bene soffermarsi sulla necessità di proporre un metodo". 

 

Tra frasi sibilline, che necessitano di profonde esegesi, frasi fatte e idiomatiche, allusive e profetiche, ci si perde. "Di sola amministrazione si muore", dice Valduga. Nel senso che serve anche la politica. "Nessuno raccoglie senza seminare", dice Gottardi. Nel senso che prima si vede se ci stanno gli altri a discutere e poi si vedrà. 

 

Ma c'è anche il refrain del 'né di destra né di sinistra', e guarda caso a dirlo è il sindaco di Mezzolombardo che gravita nell'orbita di Rodolfo Borga, capo supremo dell'opposizione dura e pura al Governo Rossi, pasdaran delle battaglie contro la legge sull'omofobia e sulla parità di genere.  

 

Alla fine, a forza di chiedere, Valduga lo dice: "Siamo disponibili a qualcosa di ampio, plurale, e duraturo". Così dunque: 'Se fate qualcosa dal sapor territoriale, oltre i partiti, la destra e la sinistra, per il governo del Trentino, noi ci siamo'.

 

A disposizione, quindi. Come persone, come individui, amministratori, sindaci e assessori. Una schiera di esponenti di "una cinquantina di amministrazioni con cui teniamo rapporti". Ma altri sindaci si uniranno, il documento verrà trasmesso loro oggi stesso.

 

Un documento che non 'rivoluzione' il metodo del fare politica, e nemmeno le parole: "La dignità della persona al centro, le radici territoriali, autonomiste e popolari, laiche e riformiste". Per aderire, avanti tutti: anime laiche e cattoliche, laddove quest'ultime non sono intese come espressioni confessionali ma come leve portatrici di valori cristiani che per loro natura sono squisitamente sociali, e dunque politici". 

 

E altre parole: "Lo spazio civico trentino dunque: 'E' alternativo', E' aperto', E' solidale', 'E' responsabile', 'Autenticamente Autonomista', 'E' innovatore'. Parole d'ordine che di solito si leggono su un programma elettorale, ma per adesso mancano i candidati. Per adesso.  

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