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Vallotomo, la mozione dei 5 Stelle presentata al Consiglio provinciale

Pubblicato il - 19 settembre 2016 - 15:29

Nuova procedura per un nuovo progetto di messa in sicurezza delle abitazioni di via Teatro nel comune di Mori dal rischio di crolli di roccia

 

Premesso che

 

la recente presentazione dei progetti alternativi di messa in sicurezza dell'abitato di Mori all'Assessore della Protezione Civile, da parte del comitato daVicolo aVicolo, rappresenta una novità rilevante nel processo democratico e impone a tutte le istituzioni coinvolte di impegnarsi per garantire e valorizzare i diritti democratici e i percorsi partecipativi dei cittadini.

Fatto salvo il principio che la sicurezza dei cittadini è un valore che ha priorità assoluta, sarebbe auspicabile che l'azione amministrativa riuscisse a coniugare il permanere della sicurezza con la salvaguardia dei valori della sfera economica e sociale.

Nel caso specifico del vallo tomo progettato dalla Provincia a monte di via Teatro nel comune di Mori non si può non rilevare la difficile compatibilità tra la proposta per la messa in sicurezza, la salvaguardia del paesaggio e le prerogative di partecipazione dei cittadini.

Considerato che il territorio con le sue bellezze è un elemento imprescindibile per un prosperoso sviluppo economico e sociale di qualsiasi comunità, sarebbe auspicabile fosse evitato o quanto meno limitato qualsiasi intervento che ne causi il depauperamento.

Il territorio di Mori ha già subito la grave mutilazione della perdita del lago di Loppio sacrificato in nome di una maggiore ipotetica sicurezza per le popolazioni venete.

Il versante terrazzato di Montalbano è un altro gioiello paesaggistico che l’intervento per la protezione da caduta massi, se attuato nelle modalità oggi conosciute, comprometterebbe irrimediabilmente.

Il progetto di somma urgenza, calato dall'alto, praticamente imposto dalla Protezione Civile, ha messo in subbuglio la popolazione, da un lato spaventata per l'improvviso allarme caduta massi, dall'altro incapace di accettare un'opera di dimensioni e di impatto così rilevanti.

Alla luce di quanto sopra esposto, la preoccupazione dei cittadini, che ha preso corpo in un attivo comitato di scopo, alla prova dei fatti non appare né pretestuosa né velleitaria, e non dovrebbe essere soffocata o repressa da atteggiamenti di chiusura preventiva delle istituzioni preposte alla sicurezza. L'atteggiamento della Provincia è stato fin qui contraddittorio. Si è potuto constatare che, se da un lato è stata concessa la formale disponibilità a valutare proposte alternative e sono stati forniti tutti i dati per farlo, dall'altro lato vengono fatti trapelare continui avvertimenti che le proposte dei cittadini non possono essere alternative ma, semmai, integrative. Anche l'accelerazione impressa all'avvio della gara d'appalto e la già avvenuta assegnazione dei lavori non depone a favore dell'immagine di un'istituzione attenta alla partecipazione e incline alle richieste dei cittadini.

Sarebbe in ogni caso quantomeno deprecabile che questa forzatura determinasse l'imposizione di imperio del progetto vallo tomo provinciale, qualora emergesse che seri progetti alternativi sono in grado di raggiungere lo stesso grado di sicurezza con minor costi e con minor impatto ambientale.

Si presenta a seguire la proposta del comitato cittadino daVicolo a Vicolo, al fine di dimostrare l’impegno e la dedizione messe in campo oltre che per consentire di valutare l’esistenza di proposte alternative a quelle della Provincia.

 

Caratteristiche comuni alle varie proposte progettuali.

 

Demolizione senza uso di esplosivi.

Le proposte progettuali si fondano sull'ipotesi di una fase di demolizione senza l'uso di esplosivi.

L'ipotesi di demolizione con esplosivo di fatto sembra essere sostenuta solo dai tecnici provinciali.

Tutti i professionisti e i tecnici del settore, interpellati in questa fase di studio, si sono espressi senza esitazione per una demolizione meccanica/chimica che può garantire molta più sicurezza ed un maggior controllo durante l'operatività. L'utilizzo di esplosivo genera fenomeni dispersivi per due ordini di motivi: 1) l'impossibilità di predeterminare gli effetti stessi dell'esplosione sull'intero ammasso roccioso oggetto dell'intervento e sui volumi di roccia circostanti, retrostanti e siti nelle vicinanze. Venature e fessurazioni interne dell'ammasso e delle rocce circostanti potrebbero causare proiezioni e crolli di entità dimensionali impreviste, incontrollate ed incontrollabili 2) l'imprevedibilità delle traiettorie del demolito, esasperata dalla notevole distanza dello sbarramento di raccolta, che dilata a dismisura il fronte della barriera. La raccolta a valle inoltre viene considerata negativamente perché permette ai massi di accumulare una elevata energia cinetica che è il motivo del dimensionamento inconsueto del tomo nella proposta provinciale.

Al contrario la demolizione chimica/meccanica permette un maggior controllo della pezzatura del demolito che può essere facilmente indirizzato sulla linea di massima pendenza e catturato in quota. Questo tipo di demolizione garantisce un canalone di discesa della larghezza massima di 30 metri.

La collocazione dello sbarramento di raccolta più vicino al piede del masso permette, oltre che un risparmio economico, anche una significativa minimizzazione del danno paesaggistico.

 

Somma urgenza.

 

Un'altra caratteristica di tali proposte è quella di limitare la procedura di somma urgenza solo alla prima fase di intervento in cui si prevede la stabilizzazione del masso, necessaria per un corretto cronoprogramma di intervento. Tale ridefinizione permette anche di riportare il progetto delle opere di protezione sotto il normale procedimento democratico.

 

Rispetto del paesaggio.

Le opere di difesa sono state progettate per assicurare massima tempestività nell'eliminazione del pericolo e massima protezione coniugate con la salvaguardia dell'integrità del paesaggio. Tutto ciò compatibilmente con costi di realizzazione delle opere e di gestione analoghi o inferiori a quanto stanziato dalla Provincia per il vallo tomo basale.

Le proposte ufficialmente presentate e protocollate presso gli uffici della Protezione Civile sono le seguenti:

 

A. proposta Azzoni: vallo tomo a monte e reti a valle. È la proposta che più tende a dialogare con la Provincia. Prevede un vallo tomo di 120 metri lineari collocato a monte del sentiero per il santuario che permette la demolizione meccanica controllata del masso pericolante. Successivamente, per elevare il livello di sicurezza delle abitazioni, si può prevedere una barriera paramassi ad alta resistenza sul sedime del vallo tomo PAT. I costi di prima protezioni sono inferiori ai costi PAT come pure i tempi di esecuzione.

L'esecuzione completa del progetto comporta invece costi e tempi analoghi, ma sicurezza e protezione superiore del territorio.

 

B. barriera ad alto assorbimento a monte. Tecnologicamente è la proposta più avanzata. Si prevede la collocazione di una barriera paramassi ad alto assorbimento di 120 metri lineari da posizionare sopra il sentiero per il santuario. Questo tipo di rete è stato certificato nel 2013 da una nota azienda italiana del settore ed ha una capacità di assorbimento maggiore del vallo tomo previsto a valle dalla PAT. Successivamente all'installazione si prevede la demolizione meccanica controllata del masso e successiva sostituzione di eventuali pannelli di rete danneggiati per eventi di impatto imprevisti ed eccezionali. Tempo di esecuzione di opere e demolizione è stimato in 100/120 giorni. Il costo complessivo 1 milione di euro.

 

C. barriere paramassi a monte disposte su due linee. Installazione di doppia linea di barriera paramassi (una collocata sopra la strada di Montealbano e una appena sotto) con reti di resistenza pari al vallo tomo del progetto Azzoni di cui al punto a). Tempi di realizzazione opere e demolizione 150 giorni.

 

 

 

Ciò premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a

 

 

- fare in modo che la procedura di somma urgenza venga limitata alle opere di stabilizzazione preventiva del masso in attesa di un progetto definitivo e condiviso di protezione del versante,

 

- mettere a confronto, adottando i normali criteri usati per tutte le opere pubbliche, il progetto della Provincia con le varie ipotesi elaborate dai professionisti coinvolti dal comitato, per addivenire a una soluzione che coniughi le esigenze tecniche e di sicurezza con la tutela del paesaggio e la vivibilità;

 

- sottoporre la scelta fra due progetti alternativi alla decisione finale della cittadinanza con l'indizione di referendum consultivo previsto dallo statuto comunale in caso di mancato accordo in tempi ragionevoli.

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