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Vitalizi agli ex consiglieri: "Uno scandalo". La protesta davanti al tribunale di Trento

Il sindacato Usb e il comitato 'Aiutiamoli a cambiare' in protesta davanti al Tribunale di Trento, mentre è attesa per oggi la decisione dei giudici sui ricorsi. Angelina Pisoni: "Questa classe politica ha sperperato oltre 50 milioni di euro" 

Di Nereo Pederzolli - 29 marzo 2017 - 11:44

TRENTO. “Hanno deciso di vivere fino a 92 anni, per godere di privilegi da vera casta. Consiglieri regionali...eterni. Ma noi non molliamo: vogliamo l’abolizione di questi vitalizi”. Angelina Pisoni è la portavoce del comitato spontaneo ‘Aiutiamoli a cambiare’, un gruppo di militanti che da stamane stazionano – assieme ad esponenti del sindacato Usb Unione sindacale di Base - davanti il Tribunale di Trento. Dove nel primo pomeriggio è prevista l’udienza civile sul ricorso degli ex consiglieri regionali (una sessantina) contro il taglio delle anticipazioni dei vitalizi. Esponenti di varie forze politiche che si appellano all’inviolabilità dei loro diritti acquisiti.

 

“Uno scandalo, giocato tutto su tempi e modi d’attuazione di leggi che solo apparentemente regolano la questione vitalizi. In realtà – ribadisce con forza Angiolina Pisoni, ostentando cartelli e coinvolgendo i passanti in un veloce comizio – questa classe politica ha sperperato 50 milioni di euro tra liquidazioni d’oro e altre immeritate prebende”.


In discussione le decisioni sui ricorsi alla Corte Costituzionale. Su come interpretare le leggi del 2012 – e le modifiche del 2014 – in merito, spiega Pisoni, ai 90 milioni di euro destinati a 130 ex consiglieri.

 

Tra tassi irrisori e cifre decisamente consistenti. Come la liquidazione di 652 mila euro netti dopo solo 15 anni di presenza tra i banchi dell’assise regionale.

 

Una vergogna tutta legata all’autonomia del Trentino Alto Adige. Che ha suscitato vivaci polemiche su stampa e tv non solo nazionali. Vitalizi d’oro contro le iniziali promesse di molti consiglieri, in un primo tempo (quasi) favorevoli a ‘stornare’ ingenti somme a favore di famiglie e soggetti sociali bisognosi d’aiuto economico. Un Fondo delle Restituzioni per avviare progetti per l’occupazione, politiche familiari e sociali. Un Fondo che sembra sia andato…a fondo.

 

Ecco perché la protesta e il sit-in davanti il Palazzo di Giustizia. In attesa dell’udienza che – stando alle previsioni di alcuni avvocati – probabilmente rilancerà la spinosa questione vitalizi ai giudici togati della Corte costituzionale.

 

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