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Correggere la postura attraverso un anello e lo smartphone, un innovativo progetto per migliorare la vita alle persone che soffrono di problemi alla schiena

Il progetto ha già ottenuto un importante riconoscimento attirando l'attenzione di alcune startup: "Il medico posiziona dei sensori sulla schiena in punti specifici e quando il paziente assume una postura scorretta, l'anello si illumina per ricordare di guardare l'app sul cellulare, dove ci saranno le indicazioni per correggere la postura"

Di Rebecca Franzin - 09 settembre 2020 - 19:36

TRENTO. Si chiama "Ray" e potrebbe cambiare la vita di molte persone che soffrono di problemi alla schiena. "Di solito i dispositivi medici che ci permettono di convivere con problematiche di salute non sono mai belli o user-friendly, ed è questo che le ragazze volevano fare: costruire un apparecchio ergonomico e funzionale che fosse anche un gioiello" spiega la professoressa Jasmina Kaluderovic, la coordinatrice del progetto di laurea. L'innovativo dispositivo si chiama "Ray" ed è il progetto di laurea triennale in Design di Chiara Bonadiman e Lorenza Di Gioia, studentesse alla Libera accademia delle Belle Arti (Laba), premiato con la Targa Giovani dal Premio Compasso d'Oro Adi, uno dei più antichi e autorevoli riconoscimento internazionali per il design. 

 

"Le ragazze - sottolinea Kaluderovic - hanno sviluppato il progetto in collaborazione con un medico specializzato e con la Fondazione Bruno Kessler. Si tratta di un dispositivo medico che ha come obiettivo quello di correggere la postura, completo di un anello e applicazione per smartphone". Grazie a un sistema di sensori è possibile monitorare costantemente il movimento vertebrale. "Il medico posiziona dei sensori sulla schiena in punti specifici e quando il paziente assume una postura scorretta, l'anello si illumina per ricordare di guardare l'app sul cellulare, dove ci saranno le indicazioni per correggere la postura". 

 

I dolori alla schiena colpiscono frequentemente sia giovani che meno giovani e molto spesso, tutto è dovuto alla postura. "Le ragazze avevano un interesse particolare per l'ambito medico sanitario e una di loro ha avuto problemi alla schiena. Da qui l'idea di andare alla fonte del problema, la postura, che molto spesso se errata rischia di portare alla cronicizzazione del dolore".  La ricerca in quanto tesi di laurea è stata fatta per alimentare la ricerca accademica, però "ci sono già delle start-up interessate a produrre il dispositivo - afferma la professoressa - per il momento "Ray" è protetto da un brevetto delle ragazze e dell'Accademia, ma saranno loro a decidere come procedere a riguardo". 

 

"Il design è presente in modo capillare in tutti gli aspetti della nostra vita, anche se non ce ne accorgiamo: mouse, panne, computer, tutti gli oggetti che utilizziamo vengono progettati da un designer - racconta Kaluderovic - chi disegna ha il compito di progettare qualcosa che sia funzionale, vendibile, ergonomico e sì, anche piacevole da guardare, ma non è propriamente una forma d'arte, anche se lo può essere e non si limita certamente solo all'arredamento. Oggi possiamo dire che il design si sta trasformando e spostando sempre di più verso la sfera emotiva si punta a creare qualcosa che sia ergonomico ma anche che sia anche piacevole per noi, a livello visivo ed emotivo". 

 

Dalia Macii, neo-coordinatrice didattica della sede trentina Laba, ha espresso la sua soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal progetto: "Non poteva esserci modo migliore per riprendere con entusiasmo ed energia questo nuovo anno accademico ormai alle porte, un’ulteriore dimostrazione di come il Trentino sia capace di esprimere percorsi di eccellenza e di diventare ponte con l’Italia e con il mondo”. 

 

 

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