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Trento
25 ottobre | 13:07

“Il bullismo oggi è nei feed, nelle chat, nei deepfake: i social e l'Ia lo stanno amplificando. Colpiti quasi il 70% dei giovani tra 11 e 19 anni”

Il tema è stato affrontato da Daniele Michienzi, professore e divulgatore digitale noto sui social come 'loquendum', in occasione di Didacta Trentino: “La cultura può salvarci. Parlarne resta il primo passo per combatterlo”

TRENTO. Tra intelligenza artificiale e social, il bullismo oggi non si consuma più (solo) nei corridoi delle scuole o negli spogliatoi, ma si manifesta nei feed, nelle chat e nei deepfake (ne avevamo parlato Qui). È qui che si muove oggi il nuovo volto di una violenza più sottile e invisibile ed è dunque qui che bisogna intervenire su diversi fronti, a partire dalla tutela delle vittime e dalla sensibilizzazione dei più giovani sugli effetti delle nuove forme di bullismo nell'era dell'Ia.

 

A fare il punto sulla questione in occasione di Didacta Trentino è Daniele Michienzi, professore di latino al liceo Tito Livio di Milano e volto noto dei social con il progetto 'loquendum' (con il quale porta la lingua dei classici nel presente per parlare di cultura, linguistica e società). All'interno di FuoriClasse, la rassegna legata a scuola e innovazione organizzata da Gruppo Spaggiari Parma in occasione dell'evento trentino, Michienzi ha innanzitutto lanciato un appello contro la vergogna e l'omissione, condividendo la propria esperienza personale.

 

Vittima di bullismo da ragazzo, ha infatti raccontato come la mancanza di reazione da parte degli adulti – l'omissione – possa essere una seconda violenza. “Il silenzio e l'indifferenza sono gli elementi che fanno più male. Ecco perché ho scelto di parlarne, per restituire voce a chi non riesce ancora a trovarla”. Secondo un rapporto Istat sul tema realizzato nel 2023, riportano gli organizzatori dell'evento, il 68,5% dei giovani italiani tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di essere stato vittima di offese o atti di bullismo, online o offline. “Dati – spiegano – che confermano l'urgenza di un'educazione alla parola, alla consapevolezza e alla responsabilità digitale”.

 

In particolare in una fase, come ha ribadito Michienzi, nella quale il bullismo si sta appunto trasformando: “E' diventato più carsico, più difficile da riconoscere. I social e l'Ia lo stanno amplificando, permettendo di manipolare facilmente immagini, voci, identità”. Da qui l'invito del professore: “Parlarne resta il primo passo per combatterlo”.

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