“Le vacanze in estate? Per alcuni (fortunati) fonte di stimolo, per altri mesi di ozio e solitudine". Lo studio di Fbk: "Effetti positivi per chi partecipa ai programmi estivi”
Le valutazioni arrivano da un lavoro di ricerca degli esperti di Fbk-Irvapp che ha riguardato in particolare i risultati del progetto Arcipelago Educativo, promosso in diverse città italiane da Save the Children e Fondazione Agnelli

TRENTO. Per molti giovani studenti il suono dell'ultima campanella prima delle (lunghissime) vacanze estive rappresenta l'inizio di tre mesi di relax, di divertimento, nei quali ricevere stimoli diversi rispetto a quelli che normalmente si associano al mondo scolastico. Per molti altri invece, i meno fortunati, la (lunghissima) pausa estiva si trasforma inevitabilmente in un vuoto educativo, in tre mesi di ozio e, spesso, di solitudine.
Il contrasto è netto e, come aveva spiegato a il Dolomiti la sociologa Chiara Saraceno, in questo contesto la possibilità di tenere le scuole elementari aperte anche a luglio, su base volontaria, per offrire a bambini e famiglie un'alternativa educativa durante l'estate, non è solo utile “ma anche necessaria soprattutto per i bambini, in particolare quelli meno privilegiati”. L'intervento di Saraceno era arrivato dopo la proposta del governatore Maurizio Fugatti, che aveva lanciato – non senza scatenare discussioni – l'idea sulla scia di quanto già fatto per le scuole dell'infanzia in Provincia.
Al netto delle critiche però – sindacati e buona parte dei partiti di centrosinistra avevano rapidamente alzato gli scudi in difesa dello status quo – una conferma dell'importanza di offrire, soprattutto ai più piccoli, un'alternativa durante le vacanze estive arriva ora anche dagli esperti dell'Istituto per la ricerca valutativa sulle Politiche pubbliche della Fondazione Bruno Kessler, che hanno realizzato il primo studio scientifico italiano sull'efficacia dei programmi estivi di apprendimento per bambini e bambine della scuola primaria e secondaria di primo grado. In altre parole, elementari e medie.
Il lavoro, pubblicato anche sulla rivista scientifica Educational Researcher, ha riguardato in particolare i risultati del progetto Arcipelago Educativo – ne avevamo parlato lo scorso anno su il Dolomiti – promosso in diverse città italiane da Save the Children e Fondazione Agnelli con l'obiettivo di contrastare la perdita di apprendimento estivo (Summer learning loss) nei bambini. E i dati che emergono dallo studio, scrive Fbk: “Indicano effetti positivi negli apprendimenti sia in matematica che in italiano per gli alunni che hanno partecipato al programma estivo, con esiti anche più accentuati nei bambini più piccoli (scuola primaria) e tra chi ha bisogni educativi speciali”.
Il progetto ha coinvolto più di mille alunni in nove città – Ancona, Aprilia, Bari, Marghera, Milano, Napoli, Palermo, Rosarno, Torino – e la valutazione dei risultati costituisce un fondamentale punto di riferimento nel settore per il contesto italiano, finora poco studiato rispetto al mondo anglosassone e al nord Europa.
“In Italia le vacanze estive – spiega il ricercatore Fbk-Irvapp Davide Azzolini – sono lunghe per tutti, ma non sono uguali per tutti. Per alcuni, i più fortunati, i mesi estivi sono una continua fonte di stimolo, apprendimento, scoperta; per altri invece sono mesi di ozio e solitudine. Le esperienze vissute durante l'estate possono creare disparità nel mantenimento e nello sviluppo degli apprendimenti e avere conseguenze sul rientro a scuola a settembre. Cosa si può fare, quindi, per far sì che per tutti, anche per gli studenti meno fortunati, l'estate non diventi un periodo di perdita degli apprendimenti? Con questo studio abbiamo testato l'efficacia di un intervento realizzato su scala nazionale e abbiamo prodotto evidenza empirica solida sugli interventi di supporto agli apprendimenti durante l'estate e sul loro potenziale come strumento di contrasto alle disparità negli apprendimenti stessi”.
L'edizione di Arcipelago Educativo presa in esame nello studio è stata quella dell'estate 2022, particolarmente significativa per i periodi Covid che hanno caratterizzato i calendari scolastici. Il progetto ha in generale offerto ai bambini due tipi di attività tra loro integrate, la prima costituita da laboratori didattici di gruppo progettati per sviluppare la socialità e gli apprendimenti attraverso l'educazione tra pari, l'apprendimento cooperativo, il gioco e l'educazione all'aperto, con una durata complessiva di 88 ore – incluse due giornate di uscite didattiche.
La seconda è stata invece progettata con 12 ore di tutoraggio personalizzato a gruppi di due o tre bambini, finalizzata al recupero di competenze di base in due aree fondamentali: alfabetico-funzionali e matematico-scientifiche. Lo staff impiegato era composta da educatori e operatori sociali locali, conoscitori dei rispettivi contesti territoriali e formati da Save the Children.
“Gli oltre mille alunni partecipanti al progetto – continua Fbk – individuati con la collaborazione delle scuole, sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi in modo da mantenere caratteristiche in media del tutto simili tra loro. Un gruppo ha frequentato il programma estivo nell'edizione dell'estate 2022 mentre l'altro gruppo, che ha quindi costituito il gruppo di confronto, ha seguito un programma di apprendimento in un periodo successivo”.
“Al rientro a scuola a settembre – concludono i ricercatori – gli alunni che avevano partecipato al programma estivo hanno mostrato apprendimenti sistematicamente superiori ai coetanei che non avevano partecipato al programma sia per l'italiano (+7%) che per la matematica (+4%). Tali effetti (risultati essere più pronunciati per gli alunni delle scuole primarie e per gli studenti con bisogni educativi speciali) si sono manifestati a seguito di due dinamiche opposte. Da un lato, nel gruppo di non partecipanti si è registrato un calo degli apprendimenti durante l'estate, particolarmente accentuato in matematica e, dall'altro, un contestuale guadagno di apprendimento si è osservato nel gruppo dei beneficiari durante i mesi estivi, in questo caso soprattutto in italiano”.
Al netto delle possibili modalità applicative insomma, la discussione è importante: sulla base dei dati infatti è ragionevole immaginare che i risultati positivi registrati nel corso dello studio andrebbero a sommarsi, anno dopo anno, fino al termine del percorso educativo degli studenti, con differenze a quel punto molto marcate. E ai "semplici" risultati numerici va aggiunta la possibilità, in particolare per gli alunni meno privilegiati, di socializzare e mantenere i contatti con i coetanei. Non cose da poco, insomma: che si parli di scuole aperte a luglio o programmi alternativi, un primo passo verso un adeguamento alla realtà di oggi - andando incontro sia alle esigenze delle famiglie che dei più piccoli - pare sempre più necessario.












