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Bolzano
23 ottobre | 11:37

Orsi preistorici sulle Dolomiti, la scoperta a 2800 metri di quota. "Diversi scheletri quasi completi"

La guida alpina Kurt Walde ha individuato una nuova cavità sotto la Cima di Conturines. Il sito, lungo 170 metri, è stato messo in sicurezza dalla Provincia. Previsto un progetto di ricerca con esperti internazionali

Orsi preistorici sulle Dolomiti, la scoperta a 2800 metri di quota
Foto caverna: USP/Soprintendenza provinciale beni archeologici | Foto scheletro di Maurizio Merlo - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82437176

BADIA. Una grotta contenente numerosi scheletri fossili quasi completi di orsi delle caverne, animali preistorici estintisi migliaia di anni fa. È la scoperta effettuata dalla guida alpina di Brunico Kurt Walde in una cavità situata sotto la Cima di Conturines, poco sopra la già nota grotta delle Conturines.

 

La particolarità sta proprio nel ritrovamento di vari scheletri quasi completi dell'orso delle caverne, una scoperta che potrebbe arricchire in modo significativo le ricerche internazionali su questi animali e sulla loro presenza nelle Dolomiti.

 

Il ritrovamento risale al 3 luglio, mentre la segnalazione alle autorità provinciali è arrivata il 17 luglio. La grotta si trova nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, nel territorio dei comuni di Marebbe e Badia, a circa 2.800 metri di quota.

Si tratta di una cavità lunga 170 metri, situata in un terreno esposto. Le sue dimensioni sono simili a quelle della grotta già conosciuta: raggiunge infatti un'altezza compresa tra i sei e gli otto metri e una larghezza di 8-10 metri.

 

"A seguito di questo importante ritrovamento di grande rilevanza scientifica, nell’ottica della tutela dei beni culturali si tratta ora di definire un progetto di ricerca all’altezza della grande responsabilità che questa sensazionale scoperta paleontologica comporta", afferma la soprintendente provinciale ai Beni culturali Karin Dalla Torre.

 

"In base alle disposizioni dell’Autonomia, i reperti sono di proprietà della Provincia. Dopo il ritrovamento e la segnalazione, la messa in sicurezza del sito ha la massima priorità", informa Dalla Torre.

 

Per questo motivo, il referente territoriale dell'Ufficio Beni archeologici, Hubert Steiner, si è recato sul posto il 24 luglio insieme a Kurt Walde e a due collaboratori della società di scavi ARC-Team, incaricata dalla Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, per sigillare provvisoriamente la grotta.

 

La Provincia aveva inoltre annunciato la chiusura definitiva del sito, per evitare che i reperti venissero danneggiati, contaminati o sottratti. Nei mesi successivi era prevista anche l'elaborazione di un progetto di ricerca con esperti internazionali, da portare avanti nei prossimi anni.

 

Non è la prima volta che in questa zona vengono ritrovati fossili di orsi preistorici. Già il 23 settembre 1987 Willy Costamoling aveva scoperto nella prima grotta delle Conturines alcuni reperti risalenti a circa 40-50 mila anni fa. Da allora, i risultati degli scavi condotti a partire dal 1988 sotto la direzione del paleontologo viennese Gernot Rabeder, in collaborazione con la Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, sono stati oggetto di numerosi studi.

 

Proprio queste ricerche avevano permesso di individuare una particolare forma alpina dell'orso delle caverne, conosciuta come Ursus ladinicus. Per sapere se anche i nuovi scheletri appartengano alla stessa forma saranno però necessarie ulteriori analisi.

 

Ma come erano fatti questi animali? L'orso delle caverne era un rappresentante della megafauna pleistocenica e alcune popolazioni raggiungevano dimensioni anche superiori a quelle degli attuali orsi bruni. I maschi erano generalmente più grandi delle femmine, anche se le dimensioni variavano da una popolazione all'altra. Gli esemplari di Ursus ladinicus delle Conturines, ad esempio, erano relativamente più piccoli rispetto ad altri orsi delle caverne.

 

Per il resto, sembra che avessero alcune abitudini simili a quelle degli orsi di oggi. Si pensa infatti che andassero in letargo durante l'inverno, utilizzando proprio le grotte come rifugio. Gli studi hanno inoltre permesso di stabilire che la loro alimentazione fosse prevalentemente vegetale.

 

Si ritiene che gli orsi delle caverne si siano estinti nel corso dell'ultima glaciazione, circa 24-28 mila anni fa. Tra le possibili cause ci sarebbe stato l'abbassamento delle temperature, che avrebbe ridotto la disponibilità di cibo. La loro scomparsa, però, potrebbe essere stata provocata da diversi fattori.

 

La scoperta di Kurt Walde potrebbe quindi aiutare i ricercatori a conoscere meglio questi animali e a capire come vivessero sulle Dolomiti migliaia di anni fa.

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