Contenuto sponsorizzato

Centrale Unica, finalmente la Provincia rimborsa i partecipanti dopo l'annullamento del concorso

Nonostante la determina di rimborso riportasse la data del 22 agosto e il limite per risarcirli fosse di 30 giorni i pagamenti sarebbero partiti il 27 ottobre dopo l'interrogazione di Cia tornato sulla questione del concorso annullato dopo l'inchiesta de il Dolomiti

Pubblicato il - 13 novembre 2017 - 13:27

TRENTO. "Il pagamento ai beneficiari è stato eseguito il giorno 27 ottobre 2017. Il ritardo è dovuto alla particolarità della circostanza, che ha richiesto una specifica procedura di liquidazione". Questo la risposta del presidente della Provincia Rossi all'interrogazione di Claudio Cia con la quale chiedeva come mai ancora nessuno avesse rimborsato i partecipanti al concorso del Cue. Il concorso per "funzionario tecnico - indirizzo telecomunicazioni da assegnare al Servizio Centrale unica emergenza" del quale sapevamo due mesi prima dei test il vincitore e che come il Dolomiti abbiamo contribuito a far annullare (per la prima volta nella storia della Pat) autoinviadoci una pec che riportava il nome del futuro vincitore. 

 

Sul tema, poi, si è speso in prima persona il consigliere provinciale Cia, dimostrando collegamenti tra il vincitore (e gli unici tre finalisti) e la dirigente di quel servizio (avevano tutti fatto pubblicazioni insieme) e dopo frenate, passi indietro, fughe di notizie alla fine la Provincia ha dovuto annullare il concorso (e sulla questione ora sta indagando la magistratura per ipotesi di abuso di ufficio). Con l'interrogazione del 17 ottobre 2017 il consigliere provinciale Claudio Cia tornava sulla questione per segnalare come nonostante la Provincia si fosse impegnata a rimborsare la tassa di iscrizione al concorso a ciascun concorrente, tale promessa rimaneva ancora disattesa.

 

I candidati avevano infatti ricevuto da tempo l'apposito modulo di richiesta di rimborso, da restituire all'Ufficio Concorsi della Provincia entro il 14 luglio 2017 debitamente compilato e firmato. Nonostante la determina di rimborso riportasse la data 22 agosto 2017, con relativa registrazione contabile di data 6 settembre, la Provincia non aveva ancora accreditato l'importo agli aventi diritto, non rispettando la scadenza dei trenta giorni previsti entro cui l'Amministrazione si era impegnata per iscritto al versamento dell'importo dovuto. Tale ritardo, nonostante si tratti di cifre del tutto simboliche, è parso come un'ulteriore presa in giro ai candidati già danneggiati dal concorso farlocco, la cui responsabilità rimane in capo alla Provincia.

 

Arriva oggi la stringata risposta del Presidente della Provincia Ugo Rossi che riferisce che: "Con riferimento all'interrogazione in oggetto, assunte le necessarie informazioni, si precisa che il pagamento ai beneficiari è stato eseguito il giorno 27 ottobre 2017. Il ritardo è dovuto alla particolarità della circostanza, che ha richiesto una specifica procedura di liquidazione".

 

"La particolarità della circostanza, sollevata dal Presidente Rossi a giustificazione del ritardo - scrive il consigliere di Agire per il Trentino - era ben nota prima ancora che iniziasse la procedura. Viene da chiedersi cosa succederebbe se anche i cittadini trentini si appellassero alle 'particolarità delle circostanze' per ritardare a piacimento i pagamenti nei confronti della pubblica amministrazione". 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

31 ottobre - 16:22

A partire da questa mattina sono diverse le persone che si stanno recando al cimitero. Ieri il presidente della Provincia, Fugatti, ha deciso di chiudere i campisanti l'1 e il 2 novembre

31 ottobre - 15:31

Mentre è evidente a tutti che la curva dell'epidemia è in costante crescita il presidente pare in balia degli eventi e die dati giornalieri e in conferenza stampa dice una cosa mentre nell'ordinanza ne scrive un'altra. Intanto i sindacati attaccano: ''I ristoratori chiedono di ritirare l'ordinanza sulle aperture perché si accorgono che pur essendo aperti la clientela scarseggia, un po’ per paura del contagio, un po’ perché le famiglie hanno sempre meno disponibilità finanziarie''

31 ottobre - 10:26

La decisione è stata presa durante un colloquio in video-conferenza tra i tre presidenti dell'Euregio Fugatti, Platter, e Kompatscher. "Fondamentale la collaborazione e lo scambio continuo tra i territori. Uno dei nostri obiettivi è tenere aperti i confini per garantire la mobilità nei nostri territori e lo spostamento dei pendolari"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato