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Chiusura Passo Sella, la Provincia: ''Si può fare meglio, ma il prossimo anno si ripete''. Il Comitato si oppone e ottiene un parere positivo dal Ministero

Le Province di Trento e Bolzano guardano avanti, pianificando il futuro di questa iniziativa. Mauro Gilmozzi: "Un modello innovativo e come tutti i nuovi modelli può incontrare resistenze e critiche, ma i fruitori sono rimasti entusiasti nel passo senza traffico". L'analisi di Eurac mostra però tra le criticità una scarsa comunicazione

Di Luca Andreazza - 24 ottobre 2017 - 19:44

PASSO SELLA. I 'Green days', cioè i mercoledì di chiusura ai veicoli del passo Sella il prossimo anno ritorneranno. E mentre il Comitato Salvaguardia dei Passi Dolomitici è sempre contrario e ottiene dopo un mese di attesa l'autorizzazione del Ministero (datata aprile scorso) per procedere con le richieste di cambio ordinanze. Le Province di Trento e Bolzano si sono sedute intorno al tavolo per confrontarsi, approfondire l'iniziativa e rilanciarla in vista della prossima estate.

Il primo test congiunto e transfrontaliero di limitazione del traffico per un’esperienza delle Dolomiti all’insegna della sostenibilità ha infatti dato esiti positivi. In supporto al progetto #Dolomitesvives arrivano i risultati del monitoraggio condotto da Eurac research su incarico delle Province di Bolzano e di Trento tramite Idm Alto Adige e Trentino Marketing.

 

"I risultati - spiega l'assessore Mauro Gilmozzi - dimostrano la bontà dell'iniziativa. Certo, ci sono alcune criticità da limare e inizia ora una fase di ascolto e partecipazione per migliorare questo modello, ma la chiusura di Passo Sella verrà riproposto. Si tratta inoltre di un esempio trasversale di governance territoriale in grado di coinvolgere non solo due Province, ma anche Comuni, aziende per il turismo e tante realtà. Il prossimo passo è quello di riuscire a coinvolgere anche il Veneto".

 

Insomma, Trento e Bolzano guardano avanti, pianificando il futuro di questa iniziativa. "Un modello - evidenzia l'assessore - innovativo e come tutti i nuovi modelli può incontrare resistenze e critiche, ma i fruitori sono rimasti entusiasti nel trovare un passo senza traffico". 

 

Nove 'green days', durante i quali sono stati organizzati eventi e iniziative per far vivere il passo in maniera piena e, soprattutto, senza macchine e moto. Dal monitoraggio è emerso che nei mercoledì di #dolomitesvives si stima un afflusso medio di visitatori di 2.600 persone al giorno, mentre agli eventi organizzati sul passo hanno partecipato in media 380 persone al giorno, cioè il 15% circa dei visitatori totali.

 

Un progetto sulla carta lodevole, che però secondo il Comitato avrebbe portato più svantaggi che vantaggi alla zona (Qui articolo), tanto che l'iniziativa è finita sui tavoli dei giudici: gli operatori si sono infatti rivolti ai Tar di Trento e Bolzano, che il 14 novembre dovrebbero esprimersi sul ricorso contro future chiusure.

 

Mentre i residenti hanno apprezzato il valore dell’iniziativa nell’ottica della sostenibilità, consapevoli dei forti impatti della congestione e del rumore sul passo, evidenziando però, problemi per gli spostamenti tra le valli, gli operatori economici sul passo si mostrano invece tendenzialmente contrari e manifestano le perdite subite di mercoledì, anche se in alcuni casi riconoscono il carattere innovativo e coraggioso, così come la compensazione dei flussi durante altri giorni della settimana (di martedì e giovedì), mostrandosi disposti a fare delle proposte migliorative. 

 

Non solo minori incassi (Qui articolo), tra i problemi evidenziati dal Comitato, anche quelli comunicativi. "In effetti - commenta Gilmozzi - tra le criticità messe in luce da Eurac abbiamo la comunicazione e l'informazione, che deve essere sicuramente migliorata. Tra le note negative anche un calo di affluenza per i rifugisti presenti in quota: evidente che dobbiamo trovare le soluzioni per rendere questo modello completamente vincente".

 

Nel mirino anche le distanze, che secondo il Comitato si sono notevolmente allungate, scoraggiando potenziali fruitori. Un esempio? Il collegamento tra Selva Val Gardena e Canazei attraverso il passo Sella prevede 24,6 chilometri e richiede un tempo di percorrenza di 48 minuti, mentre i percorsi alternativi al passaggio sul Sella sono tre: il primo attraverso il passo Gardena, Campolongo e Pordoi per 44,4 chilometri che richiede 1 ore 19 minuti.

 

Nel secondo e terzo percorso si passa per la Valle dell'Isarco, si può prendere la SS12 via Tires per 80,7 chilometri e 1 ore 50 minuti di percorrenza, ma si può anche passare per Nova Levante per 88,1 chilometri e 1 ora e 53 minuti.

 

In questo caso in soccorso arriva il monitoraggio di Eurac: i minori flussi di traffico del mercoledì sembrano in parte compensati da maggiori visite di martedì e giovedì (compensazione infrasettimanale), mentre solo una minima parte dei visitatori risulta deviata sui Passi Gardena e Campolongo (compensazione tra valli).

 

"Abbiamo implementato del 30% i collegamenti di fondovalle - dice Gilmozzi - mentre la mobilità pubblica è cresciuta del 100% in quota".

 

Il 50% degli intervistati sul passo è salito in autobus (erano il 6% nel 2014 senza limitazioni di traffico) e il numero di obliterazioni è più che triplicato rispetto all’anno precedente. "L’iniziativa della limitazione del traffico - aggiunge Gilmozzi - è stata accolta dai turisti con grande entusiasmo".

 

Il 97% è infatti soddisfatto o molto soddisfatto della propria esperienza sul passo e il 67% valuterebbe come un’ottima idea l’estensione della limitazione a tutti i passi del Sellaronda. Il gradimento rispetto all’esperienza sul passo è mostrato sia dai turisti al corrente delle iniziative collaterali (3 su 10), sia dai turisti informati soltanto sulla limitazione del traffico (6 su 10).

 

L’analisi targata Eurac ha mostrato inoltre come il passo e la strada di accesso durante #dolomitesvives cambino funzione diventando luoghi di attrazione e relax, permettendo esperienze di mobilità e di visita sostenibili, che incentivano la permanenza prolungata.

 

"L’eccellente giudizio dei visitatori - conclude Gilmozzi - unito alla limitata accettazione di operatori economici e residenti, denota come questa iniziativa sperimentale sia stata positiva. Per farla diventare una iniziativa di pieno successo dobbiamo perfezionare organizzazione e comunicazione, dobbiamo coinvolgere gli operatori turistici sul passo e nelle valli interessate e migliorare la gestione dei 'gates' dalla Val Gardena e dalla val di Fassa. Prima di replicare questo modello su altri passi, dobbiamo mettere a punto i dettagli".

 

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