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Chiusura Passo Sella, "dal 15 al 40% di incassi in meno", Bezzi, Cia e Fugatti: "Quali dati ha la Provincia di Trento?"

Oltre ai transiti, il Comitato Salvaguardia dei Passi Dolomitici segnala anche il minor incasso alla prova degli scontrini: "tanto che - si legge nel ricorso - questi sono stati principalmente emessi dopo le 16 quando il traffico è stato riaperto"

Di Luca Andreazza - 13 ottobre 2017 - 17:36

TRENTO. Le Province di Trento e Bolzano devono decidere nei prossimi giorni se riproporre la chiusura del Passo Sella per i 'Green days' oppure se invertire la rotta. E mentre si attendono le sentenze dei Tar di Trento e Bolzano in risposta al ricorso del Comitato Salvaguardia dei Passi Dolomitici, anche la politica trentina si interroga sull'efficacia di questa azione.

 

Nel merito sono i consiglieri provinciali Giacomo Bezzi (Forza Italia), Claudio Cia (Agire) e Maurizio Fugatti (Lega Nord) a chiedere maggiori dettagli all'amministrazione provinciale. "A fronte dei numeri rilasciati dal Comitato, quali sono i dati relativi ai passaggi e di percorrenza in possesso alla Provincia? Quante persone erano presenti per ogni evento?"

 

Per ora, infatti, di questo progetto sulla carta certamente lodevole, resta la sensazione del flop, tanto che i circa 80 operatori turistici della zona (dal Pordoi, al Sella, dal Gardena, al Campolongo al lzarego, al Giau e al Fedaia) raggruppati nel Comitato hanno portato la questione sulle scrivanie dei giudici (i Tar di Trento e Bolzano il 14 novembre dovrebbero esprimersi sul ricorso contro future chiusure). 

 

Oltre ai numeri registrati dalla società Pierac di Vigo di Fassa per conto del Comitato (Qui articolo), il calo economico durante 'Green days' sarebbe evidente anche dall'emissione degli scontrini, "tanto che - si legge nel ricorso - questi sono stati principalmente emessi dopo le 16 quando il traffico è stato riaperto".

 

E anche in questo il Comitato avrebbe presentato alcuni numeri nei ricorsi per testimoniare i minori introiti e il flop della chiusura del Passo Sella: all’Hotel Garni Gonzaga, il 5 luglio (primo giorno di chiusura) l’incasso è stato di 135 euro (il minimo del mese), mentre il giorno prima era stato di 270 euro. Al Ristoro Lezuo sono stati battuti 75 euro (il giorno prima erano 183).

 

Cifre più alte per altre attività, come il ristorante Mesoles: 141 euro il 5 luglio, 637 euro il giorno successivo.  Al Bazar Pordoi un incasso di 1.028 euro il 5 luglio, ma in lieve calo rispetto al 4 luglio (1.184 euro) e al 6 luglio (1.420 euro). 

 

Gli alberghi mostrano incassi superiori: dai 1.400 euro per l’Hotel Monte Cherz il 5 luglio (erano 2.000 il 4 luglio) a fronte di un incasso di 12.800 euro il 2 luglio, ai 576 euro dell'Hotel Passo Sella il 12 luglio (secondo mercoledì di chiusura), quando il 13 luglio erano stati incassati 710 euro.

 

Insomma, se qualche dubbio inizia a serpeggiare anche tra i politici trentini, gli operatori del Passo Sella sono più decisi: "A queste condizioni - dice il presidente del Comitato - non ci sono i presupposti per continuare, anzi ci si deve chiedere scusa". Ma, in conclusione, i mercoledì verdi quanto sono costati? "Dal 15 al 40% degli incassi", conclude Finazzer.

 

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