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Gian Antonio Stella su Baratter: "Cosa sarebbe successo se il contratto lo avesse firmato Totò Cuffaro? Fosse accaduto al Sud, apriti cielo!"

Il noto giornalista su "Sette" (l'inserto del Corriere della Sera) oggi dedica tutta la sua rubrica al consigliere provinciale trentino ricordando come il voto di scambio resti tale "a Reggio Calabria, a Caserta, a Trapani e, piaccia o no ai valligiani con l'edelweiss, anche a Trento" (QUI L'AGGIORNAMENTO CON L'ASSOLUZIONE)

Di Luca Pianesi - 03 marzo 2017 - 15:45

TRENTO. "Cosa succederebbe se un contratto che chiede voti in cambio di soldi fosse firmato da Totò Cuffaro con l'associazione girgentina Mandorli in fiore, da Vincendo De Luca con la Confraternità di Matteo apostolo o qualunque altro esponente politico più o meno chiacchierato del Mezzogiorno? Apriti cielo!". Scrive così oggi Gian Antonio Stella sull'inserto settimanale del Corriere della Sera "Sette". Il titolo è inequivocabile "Il baratto del signor Baratter" e mostra come ormai l'attenzione dei media per la vicenda del consigliere provinciale, da pochi giorni approdato al Gruppo Misto pur ritenendosi sempre e comunque del Patt, sia altissima.

 

Ieri le Iene si sarebbero messe alla sua ricerca andando fino a Pomarolo, dove il consigliere vive, per intercettarlo. Oggi è il noto giornalista e scrittore, autore, nel 2007 de "La Casta" e che questa sera sarà a Vezzano per il suo spettacolo tratto da "Vandali" altro libro datato 2011, a dedicargli un'intera rubrica. Noi Stella lo avevamo intervistato mercoledì e oggi ecco su "Sette" che il suo "Cavalli dei Razza", è tutto dedicato al politico trentino. "Lorenzo Baratter - scrive Stella - aveva firmato un contratto con gli Schutzen trentini impegnandosi se fosse stato eletto a versare 500 euro al mese ai volontari in braghette di cuoio, ha tirato in ballo sulla sua pagina Facebook addirittura la poesia di Martin Niemöller poi ripresa e resa celebre da Bertolt Brecht. (...)". Come se lui stesso fosse un perseguitato mentre "dovrebbe ringraziare Iddio e i giudici - aggiunge Stella - che hanno accettato di non processarlo per corruzione elettorale".

 

Poi un passaggio sulla vignetta di Mafalda (ci stavamo cascando anche noi, poi siamo stati corretti: in realtà è Lucy dei Peanuts) postata su Facebook e la citazione di Fraccaro e Degasperi, i 5 Stelle trentini, che hanno ribadito come una consiglio provinciale eletto con "il voto di scambio" è illegittimo a priori e quindi l'unica cosa da fare dovrebbe essere tornare a votare il prima possibile. "Vale - conclude Stella - a Reggio Calabria, a Caserta, a Trapani e, piaccia o no ai valligiani con l'edelweiss, vale anche a Trento".

 

QUI COME SI E' CONCLUSA LA VICENDAPaolo Dalprà è stato assolto con la formula dell'insussistenza del fatto, emessa dalla Corte di appello di Trento il 26 ottobre 2018 e passata in giudicato il 12 marzo 2019. Lorenzo Baratter è stato prosciolto dal Tribunale di Trento il 30 maggio 2017 e passata in giudicato il 23 giugno 2017 in quanto - in seguito alla riuscita del periodo di messa in prova - il reato ascrittogli risulta estinto. I coimputati sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste

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