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Strada del Vino e Sapori del Trentino, 397 giornate di promozione enogastronomica

Più eventi di quanti siano i giorni in un anno. Per consolidare i valori del vino trentino, per coniugare promozione di golosità con forme di nuovo turismo, mettendo sempre al centro della proposta quel Made In Trentino che deve fare la differenza

Di Nereo Pederzolli - 27 novembre 2017 - 20:02

TRENTO. Ha promosso più eventi che i giorni di questo 2017. Perché sono già andati in archivio ben 397 giornate di variegata promozione enogastronomica, eventi dislocati nelle cinque aree geografiche gestite – coordinate – dalla Strada del Vino e Sapori del Trentino.

 

Organizzazione ‘liquida’ per dirla alla Baumann, ma decisamente compatta nelle scelte e nella progettualità. Per consolidare i valori del vino trentino, per coniugare promozione di golosità con forme di nuovo turismo, mettendo sempre al centro della proposta quel Made In Trentino che deve ‘fare la differenza’.

 

Propositi, più che bilanci. Subito evidenziati dal presidente dell’ arteria enoico-saporifera Francesco Antoniolli. "Il confronto è anzitutto con i nostri quasi 400 soci, tutti costantemente mobilitati per rendere ancora più dinamica la nostra associazione. Talmente in prima fila che sono riusciti a impegnarsi contemporaneamente su vari fronti, diversificando le proposte, aiutandosi a vicenda, facendo veramente squadra".

 

"Al punto – ribadisce Antoniolli – che siamo riusciti a trasformare degli eventi apparentemente minoritari in veri e propri prodotti turistici di ampio respiro. Dei pacchetti viaggio che stiamo cercando di sviluppare in sinergia con le collaudate strutture del settore dell’ospitalità dolomitica".

 

La relazione elenca i cardini dell’attività di loro competenza. "Con ottimi riscontri – sottolinea pure la direttrice Elena Chincarini – come Gemme di Gusto e DiVin Ottobre, per non parlare pure di Castelli DiVini e la rassegna cinematografica dedicata ai cortometraggi", decisamente …DOC, per celebrare il connubio tra cibo e cinema.

 

Strada del Vino che da un paio d’anni coordina le kermesse enologiche, affidate dalla Provincia autonoma tramite Trentino Marketing, coinvolgendo tutte le associazioni territoriali, APT e Pro Loco comprese. Vino declinato in tanti modi. Dal DiviNosiola al Trentodoc, ma anche serate con Calici di Stelle, Feste dell’uva, sagre paesane e via brindando.

 

Iniziative e comunicazione, con il sito web che ha registrato oltre 400 mila visualizzazioni, mentre sono state diffuse 120 mila copie all’anno di apposite brochure promozionali.

 

Promozione ed educazione. Con la Strada del Vino che porta avanti la cultura del prodotto, coinvolgendo istituti alberghieri – quello di Levico e di Rovereto – ma anche la Federazione allevatori, le Comunità del Cibo, i Consorzi delle Pro Loco.

 

Più che soddisfacente pure il bilancio economico, attorno ai 360 mila euro, al 75% basato sulle quote degli associati. Adesso l’attenzione è mirata a potenziare il concetto di territorio. I suoi valori, le sue specificità. Con attenzioni speciali ai sapori, con altrettanta curiosità al saperi.

 

Strada del Vino e dei Sapori, dunque, in divenire. L’importante – pensiamo – sia recuperare un certo gap che purtroppo paga ancora l’immagine stessa del vino trentino. Idem per la ristorazione, che nella classifica dei top certo non giganteggia. E ancora.

 

Rafforzare il concetto della denominazione d’origine dei prodotti del Trentino. Una DOC che deve essere maggiormente figlia della sua geografia, ma pure di un tessuto sociale assolutamente decisivo per la sua evoluzione.

 

La cultura del cibo – e del vino – è sempre il risultato di scambi, dialoghi ravvicinati, stimoli per una sana contaminazione tra natura e storia, tra tradizioni locali e l’habitat stesso. Qualità territoriale da promuovere per consolidare le potenzialità del Trentino con il talento degli operatori. Che devono diventare – ma qualcosa di concreto già si registra, anche dalla relazione del presidente Antoniolli - custodi, visionari interpreti e sagaci imprenditori.

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