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''Alimenta stereotipi di sessismo e manca di rispetto per le vittime''. La Commissione pari opportunità segnala l'articolo di Gardin al direttore dell'Adige, Ordine, Corecom e Pat

Il comico trentino autore di un pezzo di presunta satira dal titolo ''il sessismo e la generala delle carabiniere'' domenica sul quotidiano diretto da Giovanetti ancora al centro delle proteste dopo aver paragonato il femminicidio ''al tacchinicidio'' o al ''trattoricidio''

Pubblicato il - 09 novembre 2018 - 18:44

TRENTO. Continua a far discutere l'orribile pezzo di ''satira'' pubblicato domenica scorsa dall'Adige e firmato dal comico Lucio Gardin ed ora è anche oggetto di una segnalazione al direttore del quotidiano Giovanetti, al presidente della Provincia, al Consiglio delle autonomie locali, al Corecom, all'ordine dei giornalisti e all'ufficio pari opportunità della Pat.  Firmataria di questa segnalazione è la presidente del Comitato pari opportunità, Simonetta Fedrizzi, che nel testo ''esprime profonda indignazione circa l’accaduto - si legge - poiché il tipo di giornalismo in questione, invece di contrastare una cultura di mancato rispetto e di violenza e favorire la costruzione di una cultura rispettosa della dignità delle persone e di tutte le differenze, alimenta invece stereotipi di sessismo, mancato riconoscimento della dignità delle vittime, disprezzo verso le conquiste faticosamente raggiunte dalla società civile''.

 

L'articolo in questione era intitolato ''Il sessismo e la generala delle carabiniere'' dove tra una battutaccia e uno scivolone si arrivava a ironizzare sul linguaggio di genere (il comico scriveva che ormai parole come ''femminicidio, assessora o avvocata'' sono inserite anche ''nell'enciclopedia Treccagne'' (battutona?)) si sproloquiava sul femminicidio (chiedendosi come mai ''non esiste il divorzicidio'' per gli uomini che si uccidono dopo un divorzio andato male, ''il trattoricidio'' per quelli che muoiono sotto i trattori, il ''tacchinicidio nei giorni del Thanksgiving'') e si condiva il tutto con frasacce sessiste (commentando la scelta di un movimento femminista che ha annunciato di essere pronto a scendere in piazza, ha scelto queste parole ''Bella idea, magari ogni 28 giorni così scaricate un po' di nervosismo'') e conclusioni di bassa lega (si parlava dei migranti che ruberebbero le case ai trentini).

 

Contro questa rubrica sono state raccolte oltre 700 firme (QUI ARTICOLO) e anche i nostri blogger (il cantante Anansi e il giornalista Carmine Ragozzino) non hanno potuto che criticare aspramente quanto pubblicato dall'Adige. Oggi l'azione della Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo. Gardin, poi, si è difeso spiegando le sue ragioni e, di fatto confermando il suo pensiero e spiegando che voleva ''solo ironizzare sul linguaggio di genere'' dimostrando di non aver capito un granché dalle migliaia di critiche piovutegli addosso. Insomma della serie la toppa è peggio del buco. 

 

Ecco il testo integrale della segnalazione del Cpo:

 

Oggetto: Rubrica “Gardring” su quotidiano “Adige”

Informiamo che la Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo ha inviato una segnalazione al Direttore del Quotidiano “L’Adige” Dott. Pierangelo Giovanetti e per conoscenza al Presidente della Provincia autonoma di Trento, al Consiglio delle autonomie locali, al CO.RE.COM del Consiglio di Trento, all’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige e all’Ufficio Pari Opportunità della Provincia autonoma di Trento in merito al pezzo “Il sessismo e la generala delle carabiniere” a firma di Lucio Gardin uscito il 4 novembre sul giornale “Adige”.

 

La CPO ha agito in applicazione dell’art. 11 comma 1 della l.p. 18 giugno 2012, n. 13 “Promozione della parità di trattamento e della cultura delle pari opportunità tra donne e uomini” che così recita: “Nel caso di diffusione di comunicazioni e messaggi pubblicitari discriminatori e non rispettosi della dignità della persona in base al genere, la commissione (Pari Opportunità), anche su segnalazione di singole/i cittadine/i, evidenzia alle competenti autorità i profili di discriminazione contenuti e promuove azioni anche specifiche di sensibilizzazione sulla cultura di genere”.

 

Il nostro intervento fa anche seguito a numerose segnalazioni e sollecitazioni pervenute da associazioni, movimenti, cittadine e cittadini.

Ricordiamo inoltre che in data 9 ottobre è stato sottoscritto, proprio su proposta della scrivente Commissione, il documento “Protocollo di intesa sulla pubblicità e pubbliche affissioni in materia di autodisciplina della comunicazione commerciale e in generale su una comunicazione rispettosa e non lesiva della dignità delle persone” tra Assessorato pari opportunità della P.A.T., Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo, Co.re.com. del Consiglio provinciale, Consorzio dei Comuni, e ordine dei Giornalisti del T.A.A.

 

La CPO esprime profonda indignazione circa l’accaduto poiché il tipo di giornalismo in questione, invece di contrastare una cultura di mancato rispetto e di violenza e favorire la costruzione di una cultura rispettosa della dignità delle persone e di tutte le differenze, alimenta invece stereotipi di sessismo, mancato riconoscimento della dignità delle vittime, disprezzo verso le conquiste faticosamente raggiunte dalla società civile.

 

Siamo convinte che la libertà di satira vada sempre salvaguardata e difesa; ma siamo altrettanto convinte che, con il pretesto di questa libertà, non possano venire spacciati per veri dati e statistiche non corrette e non rispondenti a verità. I dati – non dimentichiamolo – spesso, come in questo caso, riguardano vite umane, vite di donne, ragazze e bambine reali, morte nella maggior parte dei casi per mano di uomini che dicevano di amarle. I dati andrebbero sempre maneggiati con cura e rispetto.

 

Lo stesso dovrebbe avvenire con le parole. Queste non sono mai, e tanto meno su un giornale, “solo parole” e non vanno usate con superficialità, né – ancora peggio- a fini strumentali.

 

A tal proposito, leggere che “il linguaggio di genere” sarebbe una “parodia”, come afferma Gardin nella sua lettera pubblicata il 7 novembre, risulta ingiurioso verso regole che la nostra società civile si è date. Confidiamo che il percorso avviato dalla Commissione attraverso numerose iniziative e progetti per una comunicazione pubblica rispettosa delle differenze, inclusiva e democratica possa trovare ampia condivisione e impegno soprattutto nella sua realizzazione.

 

Trento, 9 novembre 2018

La Presidente della CPO

- dott.a Simonetta Fedrizzi -

 

 

 

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