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Dal ''Viva la F...'' con Bisesti e Cavada al ''Culatoni'' di Savoi. Monica Cirinnà: ''Linguaggio d’odio, reazioni verbalmente violente: biglietto da visita della Lega verso il 25 novembre''

Non si placa la polemica per quanto accaduto proprio nei giorni in cui si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne e si chiedono maggior rispetto e l'utilizzo di un linguaggio di genere non divisivo. Luca Zeni: ''Questo non è il Trentino. Questa non è politica. Questo non è essere uomini''. E Arcigay pronta ad elaborare un piano comune con le altre associazioni

Di Luca Pianesi - 23 novembre 2019 - 19:06

TRENTO. ''L’atteggiamento di Savoi, purtroppo, non mi stupisce. Di fronte a critiche più che legittime da parte di un giornale libero, non ha trovato di meglio che insultare nel peggiore dei modi. Linguaggio d’odio, reazioni verbalmente violente, ridicolo machismo: questo il biglietto da visita della Lega a pochi giorni dal 25 novembre''. A parlare è Monica Cirinnà, la senatrice del Partito democratico che nel 2016 è stata protagonista di una delle leggi più importanti sul piano dei diritti, degli ultimi anni, quella sulle unioni civili in Italia, ribattezzata, per l'appunto legge Cirinnà.

 

Il commento arriva all'indomani della doppietta messa a segno da alcuni dei più importanti rappresentanti della Provincia di Trento proprio nei giorni in cui in tutto il mondo scende in campo (anche fisicamente con la Women in Run) contro la violenza sulle donne (la Giornata internazionale è proprio il 25 novembre) e si moltiplicano incontri e convegni sul tema del rispetto della donna, sull'importanza di utilizzare un corretto linguaggio di genere, su sviluppare una seria educazione al rispetto delle differenze volta a instaurare e coltivare relazioni sane e non prevaricanti.

 

L'assessore provinciale alla cultura, istruzione e università Mirko Bisesti, il consigliere provinciale Cavada e il vice-capogruppo del partito di maggioranza in consiglio (oltre che presidente provinciale della Lega) Savoi, infatti, sono prima stati ritratti festanti intorno a una torta con scritto in bella mostra ''Viva la Lega / Viva la F....'' con tanto di foto pubblicate, orgogliosamente, dallo stesso consigliere Cavada. E poi, quando il Dolomiti ha reso pubblico quanto accaduto ai nostri rappresentanti, lo stesso Savoi è riuscito a rendere tutto ancora più grottesco con un commento di questo calibro: ''Culatoni''.

 

Il doppio colpo sta scatenando sdegno e prese di distanze e creando un effetto a cascata. L'Arcigay ha chiesto esplicite scuse e una presa di posizione del presidente del consiglio provinciale Kaswalder e ora aggiungono che ''le parole come quelle di Savoi e il silenzio dei/lle compagni/e di maggioranza consiliare segnano, tuttavia, un regredire gravissimo e un sintomo di insensibilità al tema. Nei prossimi giorni grazie al necessario supporto delle altre realtà associative e collettive che quotidianamente combattono l’odio omotansfobico in Trentino elaboreremo un piano d’azione comune, segnando per l’ennesima volta la lontananza abissale tra noi e quel “trentino delle caverne” che il consigliere Savoi sembra voler convintamente incarnare''. 

 

L'Unione degli universitari ha chiesto le dimissioni del loro assessore di riferimento, Bisesti, e poi sono intervenuti quasi tutti i partiti di minoranza da Futura con Ghezzi al Patt con Dallapiccola. E' intervenuta anche Donatella Conzatti, che fa parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha parlato commentato dicendo ''è urgente che, chi non l’ha ancora fatto, prenda le distanze da questo degrado sociale e istituzionale''. Questo Luca Zeni, consigliere provinciale del Pd: ''Insultare e alimentare l’odio contro gli immigrati, i negri, i terroni, i “culatoni”, le donne, la città, i poteri forti, l’Europa, i comunisti.. l’importante è trovare un nemico su cui incanalare le colpe dei problemi, e fare gruppo.
Questo non è il Trentino. Questa non è politica. Questo non è essere uomini''.

 

E sul tema interviene anche Monica Cirinnà. Ecco il suo intervento completo: ''La Lega non è nuova a questo genere di comportamenti: da una parte finge di essere sensibile al tema della violenza di genere - magari quando torna utile per criminalizzare gli stranieri - e dall’altra non perde occasione per amplificare i peggiori retaggi patriarcali. Savoi si è comportato esattamente allo stesso modo e, di fronte a critiche più che legittime da parte di un giornale libero, non ha trovato di meglio che insultare nel peggiore dei modi. Linguaggio d’odio, reazioni verbalmente violente, ridicolo machismo: questo il biglietto da visita della Lega a pochi giorni dal 25 novembre''.

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