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''Bepi'' Fanti è il miglior vignaiolo d'Italia. Cesconi: ''Premio importantissimo per il Trentino. A novant'anni è un grande esempio per tutti noi''

Fondatore nel 1987 dell'associazione vignaioli del Trentino (oggi Consorzio) già tra gli anni '60/'70 puntò sull'imbottigliamento del Nosiola di Pressano quando ancora veniva venduto sfuso. Pisoni: ''Un uomo nobile''. Pojer: ''Ricordo gli assaggi dalle vasche in cemento. Un anticipatore''

Pubblicato il - 14 novembre 2018 - 16:50

LAVIS. Il vignaiolo italiano dell'anno è trentino, ha radici ben piantate sulle colline di Pressano e risponde al nome di Giuseppe Fanti. Lo ha deciso la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Giuseppe Fanti detto Bepi, nato nel 1928, ha festeggiato da poco i novant’anni ed è stato un vero pioniere nel suo campo: vignaiolo da sempre, nel 1987 fondò l'associazione vignaioli del Trentino (oggi divenuto Consorzio) e già negli anni settanta, puntò sul Nosiola di Pressano, credendo nelle potenzialità di questo vitigno e in quelle del suo territorio, quando ancora veniva venduto prevalentemente sfuso.

 

"A cavallo degli anni '60/'70, quando ero un giovane studente di San Michele, Pressano era una piccola oasi in Trentino - spiega il vignaiolo Mario Pojer - e lì c'era con un leader indiscusso: il Bepi Fanti, un visionario, in quel periodo primo e unico imbottigliatore del magico bianco. Ricordo gli assaggi dalle vasche in cemento, la ritualità dell’avvinamento del bicchiere, le lunghe chiacchierate non solo di vino''.

 

Anche Arrigo Pisoni, anima storica della famiglia Pisoni e memoria vivente della vitivinicoltura trentina, ha parole di stima per il “Vignaiolo Fanti”: “Un uomo nobile, Giuseppe Fanti, di quelli pieni di ideali, come mio cugino Gino (primo presidente dell’Associazione Vignaioli del Trentino, ndr): non a caso, grandissimi amici. Furono persone come loro che diedero vita all’Associazione Vignaioli, per riempire un vuoto di rappresentanza e per un profondo senso di giustizia. All’epoca, infatti, chi produceva il vino con la propria uva, frutto del proprio lavoro e dei propri campi, era un figlio di nessuno, pur appartenendo a questa stessa terra. È bene che questa storia venga ricordata e trasmessa, e il premio a Giuseppe è sicuramente un momento importante per rendere merito a chi all’epoca vide lontano e non ebbe paura di prendere decisioni coraggiose e lungimiranti''.

 

Il premio, intitolato da quest’anno a Leonildo Pieropan, gli verrà consegnato la mattina di domenica 25 novembre al Mercato dei Vini di Piacenza, la grande manifestazione autunnale dei Vignaioli italiani. “Ogni territorio ha bisogno di esperienze e testimonianze positive, di persone che credano nella territorialità come Giuseppe Fanti – afferma Lorenzo Cesconi, Presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino e consigliere FIVI - che tanto ha fatto per il mondo del vino e che con il suo lavoro è stato esempio e stimolo per tanti altri Vignaioli''.

 

''Giuseppe Fanti racchiude in sé il concetto di territorialità - prosegue Cesconi - che non è un termine astratto, come spesso si usa, ma un concetto che ha a che fare con la terra, con le cose migliori che essa produce e con la capacità di conoscerle, comprenderle e valorizzarle. Quando gran parte dei viticoltori intorno a lui portavano l’uva alla cantina sociale, Giuseppe Fanti vinificava e imbottigliava e lo faceva con successo. E’ ancora emozionante aprire bottiglie della sua Nosiola degli anni Settanta: bottiglia renana di vetro verde, con etichetta curatissima. Se in certi casi si può parlare di pionieri, sicuramente di Giuseppe lo si può fare senza cadere in errore o esagerazioni retoriche. Il suo lavoro fu doppiamente importante perché da un lato dimostrò il valore di questa nostra piccola e preziosa varietà, dall’altro perché fu un esempio che fece da stimolo ad altri: tutti noi vignaioli dobbiamo molto a lui, alla sua visione lunga, alla sua passione. Oggi più che mai il Trentino avrebbe bisogno di questo tipo di esempi: il premio che riceve Giuseppe, in questo senso, per tutti noi vignaioli del Trentino deve rappresentare un’occasione di riflessione''.

 

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli FIVI, giunto quest’anno all’ottava edizione, è l’evento più importante per l’associazione. Quest’anno i Vignaioli presenti saranno 600 (ben 30 le aziende trentine) e nei due giorni i visitatori potranno conoscerli, confrontarsi con loro, degustare i loro vini e acquistarli, festeggiando insieme i 10 anni di vita della Fivi e l'importante riconoscimento per il Bepi Fanti e per tutta la categoria trentina.

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