Contenuto sponsorizzato
| 27 nov 2018 | 13:14

Grigoletti, 80 anni nel 'Tempio del Vino': ''Fondando i vignaioli volevo ispirarmi al sistema francese ma è stato come lanciare un sasso nell'acqua''

L'incontro con il ''patriarca'' del vino nella sua cantina, nel cuore di Nomi. Vignaiolo talmente indipendente che non ha neppure aderito alla Fivi si racconta tra biologico (''non credo alle imposizioni'') e la nascita del Consorzio Vignaioli del Trentino (''Eravamo una ventina, tra critiche e tante illazioni'')

Grigoletti, 80 anni nel 'Tempio del Vino': Fondando i vignaioli volevo ispirarmi al sistema francese ma è stato come

NOMIIndipendente in tutto. E altrettanto caparbio nella sua scelta di vita al punto che diventa ‘filosofia di vite’. Per Bruno Grigoletti vita e vite non hanno significati diversi. E’ l’unisono, è sprone quotidiano e stimolo al domani. Un vignaiolo sempre più ‘patriarca’. Non solo per aver festeggiato le sue 80 vendemmie, ma pure per il carisma che trasmette senza nessuna roboante ostentazione. O proclami autoreferenziali. Vignaiolo talmente indipendente che non ha neppure aderito alla FIVI vale a dire alla federazione nazionale che raggruppa (con crescente successo) migliaia di ‘artigiani del vino’. Defilandosi pure dal Consorzio Vignaioli del Trentino, organizzazione da lui stesso promossa – e presieduta – negli Anni ’80.

 

''Ho sempre cercato di coinvolgere i coltivatori d’uva, senza tante contrapposizioni, senza dover stabilire graduatorie tra quanti curano il podere di famiglia per poi vinificare in casa, quelli che puntano a potenziare le loro aziende agricole, ma rispettando anche la miriade di viticoltori che conferiscono il raccolto alle cantine sociali. Ero stufo di sentire solo lamentele, l’uno contro l’altro. Ho pensato di fondare l’associazione già nel 1982. Basandomi sull’esperienza dei 3P (storico sodalizio dei contadini trentini, poi diventato Coldiretti) ma solo nel 1987 è stato redatto uno statuto e fondata l’Associazione Vignaioli. Eravamo una ventina, tra critiche e tante illazioni''.

 

Rievoca tappe, rimpiange traguardi. Lo dice tra una pausa e l’altra durante la kermesse che da 11 anni organizza – l’ultima domenica di novembre – nella sua cantina, nel cuore di Nomi, sulla sponda destra dell’Adige. Una festa (indipendente) che ha dell’incredibile. Coinvolgendo alcuni Artigiani del Gusto – dai macellai Belli di Sopramonte ai panificatori del Moderno di Borgo Sacco, ma anche il Caseificio di Sabbionara, l’arte bianca di Exquisita, il Caffè Bontadi, le farine di Agri 90 di Storo, pure ospitando i vini dell’Abbazia di Novacella – per soddisfare la crescente schiera di quanti dai Grigoletti cercano momenti conviviali. Semplici, schietti.

 

Proprio come i caratteri di questa dinastia con il Patriarca Bruno saldamente al comando. Una ressa ininterrotta. Quasi 3 mila persone hanno varcato l’ingresso della cantina, girovagato negli avvolti scavati sotto terra, spazi tra botti, tante bottiglie, con anfore in terracotta che fanno capolino in quello che i Grigoletti chiamano il ‘Tempio del Vino’. Riscontri di pubblico, l’entusiasmo di quanti nella sosta possono anzitutto condividere piccole esperienze sensoriali, provare accostamenti con speck macerato sotto le vinacce, gustare dolci natalizi con il Sam Martin, vino altrettanto dolce, meditativo. Ma soprattutto dai Grigoletti il vino ha l’indole più sincera: quello dell’umanità.

 

'‘Sono stato inascoltato da tutti. Io avevo proposto modelli di gestione del settore vitivinicolo trentino ispirandomi al ‘sistema francese’. Un terzo ai vignaioli, un terzo alle cantine sociali, stessa quota per i cantinieri/commercianti. Lasciando il rimanente 10% alle potenti cantine commerciali, che dovrebbero imbottigliare vini del territorio per divulgarli lontano. Dando più libertà ai vignaioli, ai cultori delle rispettive zone viticole. E’ stato come lanciare un sasso nell’acqua’'. Storie di viti e storie di vita. Basandosi sempre sulle proprie forze. Senza rincorrere contributi pubblici o pensare a forme di assistenzialismo. Bruno Grigoletti ci parla affiancando una scultura in legno che lui chiama ‘mio fratello’. E’ infatti una fedele riproduzione lignea della sua figura: vignaiolo con tanto di bicchiere in mano e una ‘congiale’ sulle spalle, piena d’uva.

 

''E’ il regalo che la mia famiglia e i miei amici più intimi m’hanno fatto la sera del mio ottantesimo compleanno - racconta -. Una sorpresa, che con orgoglio ora ospito nel mio ‘tempio’''. Rievoca i tempi che lui vinificava solo qualche damigiana di uve Merlot; poi le prime botti, le vasche di cemento, la tecnica e le fatiche per migliorare la qualità e la gamma dei suoi vini. Adesso, coadiuvato dal figlio Carmelo, produce 60 mila bottiglie annue. E potenzia la cantina – con un magazzino a poca distanza dalla sede storica – e cura ulteriormente la campagna. ‘'Bisogna lavorare anzitutto con la testa, non solo con le mani. Bisogna pensare al domani. Credere al futuro. Per fortuna ho i giovani che mi stanno ascoltando. Dunque sono fiducioso'’.

 

Si discute di coltura biologica. E’ scettico. ''Non credo all’imposizione, a dover aderire al bio per essere ritenuti vignaioli veraci. Io coltivo rispettando precisi disciplinari ambientali, uso solo rame e zolfo, ma non dichiaro adesioni incondizionate al biologico. Penso che bisognerebbe prima educare i consumatori a scegliere, a rispettare le cantine oneste, anche quelle che non hanno il bio nel simbolo aziendale''. Anche su questo, ancora una volta, vuole essere libero. Indipendente. La ressa, all’ultima, recente kermesse domenicale, stenta a diminuire. Solo verso sera, il ‘tempio’ torna al suo aspetto originario.

 

Sassi a vista, marmi e sculture che raffigurano l’evoluzione della vite. Che circondano il ‘fratello di Bruno’. Lo lasciano troneggiare negli avvolti che respirano vino. E lui, il Patriarca Bruno coinvolge quanti hanno concretizzato la kermesse mettendoli a tavola. Un piatto fumante di ‘ragù alla pasta’, tanto era il rapporto con il condimento. Un piatto però – per dirla alla trentina – di buona cera.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 18:20
L'incendio è scoppiato all'interno del Ristorante Pizzeria Capriccio di San Michele all'Adige ed è partito da un elettrodomestico. L'immediato [...]
Cronaca
| 07 agosto | 17:09
Gli aggiornamenti della Provincia di Bolzano sul progetto di monitoraggio attivo in Alto Adige: “Solo grazie ai risultati della ricerca – dice [...]
Montagna
| 07 agosto | 16:12
Gli sciatori che hanno acquistato skipass nelle stagioni sciistiche tra il 2022 e il 2025 potranno beneficiare di ristori economici [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato