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Cresce l'attesa per il Trento Film Festival dedicato al Giappone tra educazione ambientale e avventura, alpinisti e innovatori

Settecento le pellicole presentate e solo 130 finite sul cartellone, 25 di queste in concorso per le Genziane. Con la montagna specchio del presente e stimolo per guardare oltre i confini, in una dimensione dove l’orizzonte sembra non avere limiti. Guardano alle vette vicine, esplorando mète lontane, il Giappone su tutti (Qui programma completo tra filmeventi e mostre)

Di Alda Baglioni - 24 aprile 2018 - 16:13

TRENTO. Settecento, centotrenta e venticinque, senza tralasciare un traguardo puntato sul 66. Numeri  da record, per un Trento Film Festival (Qui info e programma completo) giunto alla ‘diabolica’ edizione a ‘doppio sei’.

 

Settecento le pellicole presentate e solo 130 finite sul cartellone, 25 di queste in concorso per le Genziane. Con la montagna specchio del presente e stimolo per guardare oltre i confini, in una dimensione dove l’orizzonte sembra non avere limiti. Guardano alle vette vicine, esplorando mète lontane, il Giappone su tutti (Qui programma completo tra filmeventi e mostre).

 

Trento diventa kermesse d’incontri (150 appuntamenti) letteralmente sospesi tra cinema, avventura, esplorazione, ma anche divertimento, educazione ambientale e tante priorità alpinistiche.

 

E’ un Festival che si gioca in squadra, un lavoro collegiale che vede la nostra città coinvolta per lunghi mesi. La rassegna è solo la partenza dall’ultimo campo base, per raccogliere le soddisfazioni finali. Mauro Leveghi, neo presidente del Trento Film Festival apre la conferenza stampa citando la storia di questa oramai storica rassegna festivaliera. Che da giovedì 26 coinvolgerà non solo sale cinematografiche, ma anche piazze, teatri, parchi e sentieri alpinistici.

 

Una sana immersione, per certi versi totalizzante. Dove non mancheranno visioni spettacolari, dibattiti sulle sfide del nuovo alpinismo, premi letterari e certi ‘amarcord’ intatti per fascino e suggestione. Impossibile sintetizzarli in poche righe. Ma il cartellone stimola davvero a scoprire (o ri-scoprire) certe atmosfere montanare.

 

Senza nostalgia: solo sguardi in libertà. Trazioni che hanno dell’impossibile e precise documentazioni etnografiche.

 

Poesia e bellezza, identità territoriali, coinvolgimento giovanile (cento i ragazzi/e che presteranno servizio come volontari) in sinergia con azioni sceniche, proiezioni spettacolari. Tutte menzionate negli interventi dei responsabili del Trento Film Festival, da Mauro Leveghi alla direttrice Luana Bisesti, poi Sergio Fant – responsabile del programma cinematografico – con Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, l’assessore alla Cultura di Bolzano Sandro Repetto, con Erminio Quartirani presente in qualità di vicepresidente del Cai.

 

Tutti decisi a consolidare la fama di questa rassegna cinematografica che quest’anno ospita il Giappone, coinvolgendo ospiti internazionali che spaziano da Reinhold Messner a Hervè Barmasse, pure Manolo, Denis Urubko e tanti altri, vere ‘star delle vette’.

 

Ci saranno scrittori, attori, pure comici e ciclisti. In ordine (sparso, tralasciando qualcuno…) da Paolo Rumiz, Rocco Papaleo, Stefano Ardito, Lucio Gardin, Francesco Moser. Spazio pure a due ‘grandi donne’ della montagna, l’alpinista nepalese Pasang Akita e la climber iraniana Nasim Eshqui.

 

Come di consueto, il Salone di Montagna Libri, dove si parlerà di alimentazione (con Andrea Segrè e Carlo Pedrolli, fautori della Dieta Alpina) e una serie di mostre fotografiche, dedicate in primi a Bruno Detassis e ai paesaggi giapponesi. E ancora: il Parco dei Mestieri in collaborazione con Vita Trentina, con ulteriori momenti didattici al Muse e al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.

 

Torniamo al grande schermo. Anteprima assoluta di Visages d’enfants, film coi bambini e sui bambini, pellicola restaurata uscita nel lontano 1923, opera del regista Jacques Feyder, tra i padri del cinema d’oltralpe al pari di Renè Clair. Film ovviamente muto, ma musicato dal vivo  su spartito di Carlo Crivelli, maestro del sonoro per film firmati da Bellocchio, Taviani, Placido e altri ancora.

 

Per le Genziane, 25 le opere in concorso. Da Holy Mountain, seconda prova di Reinhold Messner, a Mauntain, regia Jennifer Peedom, con la voce narrante di Willem Dafoe. Attesissimo The Dawn Wall, sulla scalata de El Capitan, senza tralasciare Dirtbag, storia di un 94enne ancora a caccia di nuove avventure sulle montagne americane.

 

Tra le produzioni nazionali in Concorso, Il monte delle formiche (Riccardo Palladino); Lorello e Brunello (Jacopo Quadri) e Die Fuenfte Himmelscrichtung del sudtirolese Martin Prinoth. Poi alcuni lavori girati con il supporto della Trentino Film Commission pellicole che si vedranno nella sezione  Proiezioni Speciali. Tra queste "Moser. Scacco al tempo", primo docufilm sul campione di Palù.

 

Non mancheranno momenti conviviali, il Trento Doc, la vitivinicoltura di montagna, le escursioni tra montagna e vivande. Con eventi riservati pure a scolaresche e ai bambini. I futuri interpreti della montagna.

 

Trento Film Festival che comunque sarà interattivo: basta scaricare l’apposita App (Qui info) e collegarsi con il sito. Per prenotare, per partecipare. Come dire. L’avventura a portata di click.

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